Senato, approvata all’unanimità mozione a sostegno della depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo

Voto bipartisan. La mozione ha avuto il parere favorevole del governo, espresso dalla ministra per la Famiglia e le pari opportunità Eugenia Roccella. "Ipocriti", ha tuonato Fabrizio Marrazzo.

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Nella giornata internazionale contro l’omobitransfobia, il Senato ha approvato all’unanimità una mozione bipartisan che impegna il governo Meloni a lavorare per la depenalizzazione globale dell’omosessualità, ancora oggi illegale in circa 70 Paesi del mondo. Il voto per alzata di mano ha registrato l’unanimità a favore del testo.

La mozione ha avuto il parere favorevole del governo, espresso dalla ministra per la Famiglia e le pari opportunità Eugenia Roccella, che nelle stesse ore difendeva i manifesti ProVita contro la GPA. Governo, per bocca della premier Giorgia Meloni, che si è impegnato a contrastare l’omotransfobia, dopo aver dichiarato guerra alle famiglie arcobaleno.

La mozione presentata dai senatori Maiorino, Malan, Bazoli, Romeo, Scalfarotto, Ronzulli, Unterberger, Biancofiore e De Cristofaro, ricordava come “ancor oggi 71 Paesi del mondo hanno leggi punitive contro l’omosessualità e gli orientamenti sessuali“, impegnando il “governo a sostenere nelle competenti sedi istituzionali europee ed internazionali un’ampia coalizione di Stati per promuovere la depenalizzazione universale delle condotte relative a rapporti consensuali tra persone adulte dello stesso sesso e a garanzia del rispetto dei diritti umani universali“.

Siamo orgogliosi di aver condotto il Senato all’approvazione unanime della mozione per il contrasto all’omolesbobitransfobia che impegna l’Italia a promuovere la depenalizzazione universale dell’omosessualità in tutto il mondo“, ha commentato Alessandra Maiorino, vicepresidente del gruppo M5S al Senato e coordinatrice del Comitato politiche di genere e diritti civili del Movimento Cinque Stelle.

Ancor oggi 71 paesi del mondo considerano infatti l’omosessualità un reato, e hanno leggi severamente punitive contro le persone Lgbtqia+, addirittura in Uganda l’omosessualità è punibile con la pena di morte e con il carcere fino a 20 anni per le persone che si dichiarano omosessuali. L’auspicio è che il voto di oggi sia un monito contro l’ipocrisia di certa politica, a partire dal senatore Matteo Renzi, che va a fare il conferenziere in Arabia Saudita, dove è prevista la lapidazione per le persone Lgbtqia+, per poi tornare in Italia e magnificare il Rinascimento Arabo. Ma il monito vale anche per l’intera maggioranza, che solo pochi giorni fa ha abrogato la protezione speciale, che si applicava anche ai migranti oggetto di persecuzione a causa della loro orientamento sessuale o identità di genere nei Paesi di appartenenza“.

Infine“, ha continuato Maiorino, “il monito vale per il governo, in particolare per la ministra delle pari opportunità Eugenia Roccella, che ancora non ha emanato i bandi necessari per utilizzare le risorse del fondo per le vittime di odio omolesbobitransfobico istituito grazie all’impegno del M5s in costante coordinamento con le associazioni per i diritti delle persone Lgbtqia+, a cui va tutto il nostro ringraziamento e sostegno per le battaglie che portano avanti a vantaggio della libertà di tutti. L’Italia, purtroppo, non brilla per la tutela dei diritti delle nostre concittadine e concittadini gay, lesbiche, transgender o non binarie: in base alla rainbow map redatta da Ilga_europe il nostro Paese è infatti scivolato al 34esimo posto su 49, e i motivi sono facili da comprendere: niente matrimonio, niente adozioni, niente riconoscimento dei figli, niente legge di contrasto ai crimini d’odio. Decisamente troppo indietro. La sfida è che quindi almeno sul piano internazionale si dia concretezza agli impegni presi in Parlamento e i diritti non restino lettera morta“.

Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, ha ricordato Rosa Parks in aula:

Aveva l’autobus, ma Rosa Parks voleva stare seduta nel nostro sedile, non in quello di dietro. Vanno bene le unioni civili, sono un bell’autobus, ma in quell’autobus noi stiamo seduti dietro.  Questa cosa non può più durare. Perché non esiste in Slovenia, Francia, Spagna, Svezia, Danimarca, Islanda, Germania, Gran Bretagna. E smetto per carità di patria. Signora ministra siamo tutti uguali, e dobbiamo tutti poter accedere a tutti gli istituti giuridici, senza nessuna eccezione. Perché quella eccezione è il piccolo seme che fa nascere la grande omofobia“.

L’talia non ha ancora una legge contro l’odio e l’istigazione alla violenza contro le persone LGBT, privando così le vittime di un importante strumento di difesa“, ha commentato a palazzo Madama Julia Unterberger, Presidente del Gruppo per le Autonomie. “Così come manca una legge che garantisce la bigenitorialità dei figli delle coppie omosessuali, cosa che, come ha sancito la Corte Costituzionale, determina una vera e propria discriminazione. Allora il Governo non si limiti solo ai buoni propositi. Se si vuole davvero lottare contro le discriminazioni, eviti di fare la guerra a quei sindaci che nei registri anagrafici iscrivono le famiglie arcobaleno. E il Parlamento riprenda il confronto per una legge sui reati d’odio. Sarebbe il modo migliore per dimostrare l’impegno dell’Italia contro un fenomeno che, come ha detto Amnesty International, costituisce una delle principali forme di violazione dei diritti umani“.

In aula è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d’Italia, Paola Mancini: “Fratelli d’Italia è e sarà sempre contro ogni discriminazione e dalla parte di chi subisce abusi e violenze. Lungo è l’elenco di quei paesi dove, ancora oggi, si persegue l’orientamento sessuale. Noi siamo dalla parte di quei popoli dove governano tiranni che usano certe leggi per governare sfruttando le risorse naturali di quelle nazioni. Il 17 marzo 1990, quando l’Oms ha depennato dalla lista delle malattie e devianze l’omosessualità, è pertanto una data importante, una data che ci spinge a votare convintamente a favore della mozione, certi come siamo che quando si parla di discriminazioni dobbiamo inserire in questo elenco anche la famiglia tradizionale, troppo spesso oggetto di attacchi indiscriminati”.

Licia Ronzulli, presidente dei senatori di Forza Italia, ha aggiunto:

“Oggi quest’Aula si presenta unita nel dire un ‘no’ chiaro e netto all’omofobia e alle persecuzioni contro le persone omosessuali attuate in alcuni Paesi africani, asiatici e mediorientali. Non possiamo che essere soddisfatti di essere riusciti ad esprimere una posizione unitaria proprio nella giornata internazionale contro l’omotransfobia. Con questa mozione dimostriamo che è possibile trovare un punto di incontro, anche tra sensibilità e culture politiche diverse, sui cosiddetti diritti civili”. “Diamo al Paese il segnale che partiti, lontani anni luce l’uno dall’altro, sono in grado di avvicinarsi e camminare nella stessa direzione quando in ballo ci sono i diritti umani e la lotta ad ogni genere di discriminazione”.

34 su 49, tra la Repubblica Ceca e la Lituania, questa è la drammatica posizione dell’Italia nella classifica ILGA europea che registra ogni anno la situazione e il rispetto dei diritti della comunità lgbtqia+“, ha commentato a fine giornata sui social Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico. “Il contrasto a odio, violenze e discriminazioni è un obbligo costituzionale in capo alle Istituzioni, come ha ricordato oggi il Presidente della Repubblica Mattarella, ma il governo Meloni ci sta trascinando sempre più verso il fondo di quella lista. Ogni giorno, non solo oggi nella giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, saremo impegnati per portare l’Italia nell’Europa dei diritti“.

Duro il commento di Fabrizio Marrazzo, Portavoce Partito Gay LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale da noi recentemente intervistato, che ha parlato di voto iprocrita.

Il Senato oggi ha votato con voto unanime e bipartisan la mozione di condanna per i 71 Paesi in cui vigono è reato essere persone LGBT+. Questa mozione è stata votata anche dai partiti di maggioranza di Centro Destra, ora ci auguriamo che dopo questa mozione saranno condannati anche dal Governo Italiano stati come la Russia, Ungheria, Polonia e Cina che dietro leggi che limitano la libertà di espressione per le persone LGBT+ vengono favorite vere e proprio azioni discriminatorie dallo stato partendo dalle istituzioni educative a quelle delle forze dell’ordine che portano i cittadini LGBT+ a scappare e chiedere asilo. Infatti, Dimitrij un ragazzo di 21 anni Russo è bloccato in Germania e come Partito Gay LGBT+ abbiamo trovato lavoro e ospitalità, ma serve l’autorizzazione del Governo Italiano per farlo venire in Italia. Governo, che ha limitato le possibilità di asilo proprio per le persone LGBT+, per questo tale voto risulta ipocrita perchè da un lato condannano i paesi che uccidono noi LGBT+, ma allo stesso tempo non danno asilo. Mi auguro che dopo questo voto ci sia un cambio di passo del Governo partendo dall’accoglienza di Dimitrij e di tanti altri LGBT+ a rischio di vita nei propri paesi.”

Fuori dal Parlamento, mentre si votava la mozione, ragazzi, ragazzə e ragazze di Arcigay Roma con la Rete degli Studenti Medi si sono baciati, dando forma alla bandiera arcobaleno. “Un simbolo di quello che questa giornata dovrebbe rappresentare, ma che nel nostro Paese non viene ancora riconosciuto e tutelato“, ha commentato Pietro Turano, attore e attivista. “Il nostro è un gesto d’amore contro l’odio, perché siamo orgogliosi e orgogliose delle nostre storie. E queste no, non potete bocciarle, e la nostra esistenza non potete cancellarla!“.

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