Figli orfani per decreto, famiglie omogenitoriali e sindaci sfidano la ferocia del Governo Meloni

Manifestazione a Vicenza: a fianco delle famiglie arcobaleno scendono in campo alcuni sindaci veneti.

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famiglie arcobaleno vicenza
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A Vicenza venerdì 1° Settembre circa 300 persone hanno partecipato a un evento organizzato a sostegno delle famiglie omogenitoriali insieme ai loro figli. La manifestazione era organizzato da Famiglie Arcobaleno, in particolare grazie all’attività volontaria in prima persona di due mamme lesbiche: Daniela Ghiotto e Valentina Bagnara.

La città veneta è stata scelta, per far sentire la voce delle famiglie omoparentali in quel territorio che lo scorso Aprile ha visto il Comune di Padova cancellare l’esistenza giuridica di 33 famiglie, colpevoli di essere composte da coppie omosessuali con figli*. Alcune di quelle coppie, la cui vita genitoriale è stata giuridicamente sbriciolata dalla ferocia del Governo Meloni nel provvedimento di Padova, sono vicentine, ed erano venerdì in piazza a Vicenza per far sentire la propria voce.

La vigliacca circolare Piantedosi

La direttiva stabilita dalla circolare Piantedosi (definita da Alessandro Zan “vigliacca”) è l’atto esecutivo di un governo che ha deciso di sfruttare a fini propagandistici il vuoto legislativo in materia di diritto familiare e parentale per le coppie omosessuali. Un vuoto legislativo le cui responsabilità sono storicamente in capo a tutto l’arco parlamentare, da sinistra a destra. Quel che sta compiendo il Governo Meloni è modellare l’attuale fragilità giuridica delle coppie omosessuali italiane e dei loro figli, ai propri tornaconti di sopravvivenza politica, e stritolarne la possibilità di essere “famiglia”, per conficcare nella pancia degli Italiani il terrore verso ciò che non sia conforme all’idea di famiglia basata su una coppia di genitori eterosessuali. (ora una ricerca Bocconi sta andando a fondo su questo, leggi >).

Un’operazione di stampo fascista

Un’operazione politica certamente legittima, certamente codarda. Un’operazione di stampo chiaramente fascista. Giacché fascista è la modalità con la quale la forza autoritaria viene esercitata in funzione di una propaganda totalitaria, che possa cancellare le diversità, e fissare un ordine retto sull’omologazione, e che rassicuri il popolo su quelle paure agitate dagli stessi soggetti che le hanno fomentate.

In mancanza di una reale capacità di governare il paese su fronti di interesse più generale (sanità, lavoro, giustizia e non da ultimo la paurosa retromarcia del PIL, dopo due anni di crescita ininterrotta), la propaganda della destra Meloni/Salvini si scaglia contro le minoranze, per agitare il pugno duro di una politica che, più che conservatrice, appare mestamente reazionaria.

Orfani per decreto

La circolare Piantedosi ha così richiesto una ridefinizione dello status di madre, assegnando tale status solo alle madri biologiche. Di conseguenza, i neonati sono stati registrati come figli di genitori single, il che ha escluso uno dei membri della coppia omogenitoriale dalla posizione di genitore legale. E così una mamma diventa “mamma secondaria“, perché per il legislatore non ha partecipato agli aspetti biologici della venuta al mondo, e quindi non ha diritto ad essere genitore per la legge. Un ragionamento da cavernicoli, presso i quali regnava la legge del più forte. Uno dei più autorevoli quotidiani al mondo, l’inglese Guardian, ha definito i figli delle coppie omogenitoriali italiane “Orfani per decreto“.

Tutto ciò comporta la rimozione di diversi diritti (e responsabilità) che normalmente sarebbero garantiti dalla legge. E così i nuclei familiari delle coppie omosessuali vengono annientati dalla persecuzione del potere esecutivo (il governo), che contestualmente manda un messaggio culturale chiaro alle persone omosessuali che abbiano intenzione in futuro di diventare genitori: sarete spazzati via, le vostre famiglie, non protette dalla legge, saranno giuridicamente disintegrate.

 

I sindaci che supportano le famiglie omogenitoriali

Dopo essersi radunati in piazza Castello nel cuore del centro storico di Vicenza, venerdì scorso le 300 persone presenti nel capoluogo veneto hanno dato voce e cuore alle motivazioni delle famiglie arcobaleno, marciando pacificamente e gioiosamente per le strade e le piazze della città, in un colorato corteo di amore e lotta.

Tra i partecipanti all’evento c’erano anche alcuni sindaci locali, tra cui Giacomo Possamai, il sindaco di Vicenza, e Franco Balzi, sindaco di Santorso. Cinque sindaci dell’Alto Vicentino hanno mostrato il loro sostegno tramite un comunicato congiunto: Marco Guzzonato (Marano), Valentina Maculan (Carrè), Piera Campana (Breganze) e Sandro Maculan (Zugliano), insieme a Balzi. In una lettera, questi sindaci hanno dichiarato l’intenzione di registrare gli atti di nascita dei bambini nati da coppie omoaffettive femminili, indipendentemente dalla loro origine italiana o straniera, dimostrando così un impegno a dare una risposta politica al vuoto legislativo.

In quel vuoto a cui prima o poi l’Italia dovrà porre rimedio, come chiesto anche dall’Unione Europea, la risposta della politica può essere di due tipi: si possono trovare rimedi temporanei per alleviare il disagio causato dal vuoto normativo (come ha fatto di recente anche Gualtieri a Roma e Sala in modo diverso a Milano), oppure si può approfittare di quel vuoto per accanirsi con i deboli, i diversi, i fragili.

Nonostante questa destra agiti il pugno duro, l’Italia arcobaleno e i suoi alleati resistono.

 

La lettera dei sindaci

Di seguito pubblichiamo la lettera con la quale i sindaci Franco Balzi sindaco di Santorso, Valentina Maculan sindaca di Carrè, Marco Guzzonato sindaco di Marano Vicentino, Piera Campana sindaca di Breganze e
Sandro Maculan sindaco di Zugliano hanno dichiarato il proprio impegno per le famiglie omogenitoriali italiane.

 

“Come Ufficiali di Stato Civile siamo chiamati per legge a trascrivere gli atti di nascita dei neonati: è un atto essenziale, che incide profondamente sui diritti fondamentali di questi minori. La loro identità dipende da quell’atto nel quale risultano il loro nome, il loro cognome e, soprattutto, i nominativi dei genitori, coloro che potranno legittimamente rappresentarli, educarli, curarli. Proprio per questo sentiamo forte la responsabilità di gestirlo nel massimo rispetto del nostro ordinamento, valorizzandone tutti i principi, in primis quelli a tutela dell’infanzia. Sempre più coppie, anche di orientamento omosessuale, condividono un progetto genitoriale ricorrendo all’estero alla procreazione medicalmente assistita. L’iter, normato da alcune leggi straniere, prevede che entrambi i componenti della coppia siano qualificati come genitori, sia che abbiano fornito materiale genetico, sia che siano i c.d. genitori di intenzione. In Italia la procreazione medicalmente assistita è invece riservata alle coppie eterosessuali: la gestazione per altri è reato. Questa è la dimensione normativa che siamo chiamati a rispettare e applicare, anche quando la realtà si esprime con altre dinamiche, e corre più veloce del legislatore: è anche all’interno di questa dimensione, incarnata nella vita delle persone, che i Sindaci lavorano, ogni giorno.

Abbiamo letto con attenzione le sentenze n. 33/2021 della Corte Costituzionale e n. 38162/2022 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Entrambe le Corti ricordano come tutti i figli siano uguali e ribadiscono il diritto dei minori a vedere riconosciuta la genitorialità di entrambi i loro genitori. Riferendosi ai soli figli nati da gestazione per altri, ribadiscono come tale pratica costituisca reato per l’Italia e sia lesiva della dignità della donna. Con la conseguenza che, in questi casi, nella trascrizione dell’atto di nascita potrà essere inserito soltanto il genitore biologico. L’altro genitore, secondo la Cassazione, dovrà adire “all’adozione in casi particolari”.

Le due sentenze vietano la trascrizione solo nel caso di gestazione per altri: nulla vietano con riferimento alle altre forme, che sono anzi riconosciute dalla giurisprudenza della Cassazione, della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e da molti Tribunali italiani, sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata delle leggi esistenti, che valorizza i diritti dei minori. Ci sembra oggi essenziale sottrarci dalla sterile discussione tra fautori della famiglia tradizionale e sostenitori di nuovi modelli familiari, e concentrarci sull’unica cosa che conta: i diritti dei bambini ad essere curati da entrambe le persone che hanno condiviso il progetto genitoriale.

Confortati dalla giurisprudenza interna e internazionale riteniamo doveroso dunque procedere con la legittima trascrizione degli atti di nascita – sia di quelli che si formano direttamente in Italia sia di quelli formati all’estero – di coppie omogenitoriali, che non abbiano fatto ricorso alla surrogazione. Crediamo che una scelta di questo tipo debba essere diffusa e condivisa tra tutti i Sindaci, con la creazione di una rete di tutela che garantisca all’infanzia i diritti che merita.

Ci preme infine sottolineare come entrambe le Corti, nelle sentenze sopra citate, valorizzino il diritto dei figli alla doppia genitorialità. Secondo la Corte di Cassazione, sarebbe oggi garantito dalla possibilità, per il genitore di intenzione, di adottare suo figlio/figlia, mentre la Corte Costituzionale, di diverso avviso, ritiene tale strumento non idoneo alla piena tutela dei minori. La Corte ha però invitato il Parlamento a intervenire con urgenza sul tema. Ancorandoci a questa forte sollecitazione della Corte Costituzionale vogliamo ricordare al legislatore e a tutti i cittadini che anche questi figli hanno il diritto di avere due genitori, e soprattutto di poterlo avere in modo rapido, efficace, senza esborsi di denaro, valutazioni psicologiche ed interventi dei Giudici.

Tutti i figli che nascono ci chiedono di prenderci cura di loro. Non possiamo, come Sindaci, lasciare la loro richiesta priva di risposta, men che meno per pregiudizi o ideologie.

Seguono le firme:
Franco Balzi sindaco di Santorso
Valentina Maculan sindaca di Carrè
Marco Guzzonato sindaco di Marano Vicentino
Piera Campana sindaca di Breganze
Sandro Maculan sindaco di Zugliano 

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