Papa Francesco torna a insultare e conferma l’esclusione cattolica dei seminaristi gay

No, Bergoglio non "ci è cascato di nuovo": quando la scusa della barriera linguistica non regge più, il pontefice arriva a smascherarsi da solo. Forse volontariamente.

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papa francesco e comunità lgbtq
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Errare è umano, perseverare è diabolico. A nemmeno due settimane dalle “sentite scuse” del pontefice, Papa Francesco torna a parlare di “frociaggine – sì, la medesima parola – in un altro incontro a porte chiuse svoltosi ieri, 11 giugno, in Vaticano.

Se la prima volta l’apparente scivolone era stato attribuito alla non completa padronanza dello slang italiano da parte del pontefice, oggi – dopo giorni di intense polemiche sulla terminologia adottata dal Papa nel parlare dei seminaristi gay – è difficile credere che si tratti ancora di un malinteso.

Vi rinfreschiamo la memoria: era il 26 maggio quando Bergoglio, sicuro di non essere ascoltato da orecchie indiscrete, aveva chiesto ai vescovi di individuare e allontanare i seminaristi omosessuali dal percorso spirituale perché tra le file della Chiesa c’era già troppa “frociaggine. Al tempo, la fuga di notizie portò tali dichiarazioni alla ribalta nazionale e internazionale, scatenando polemiche dentro e fuori la Santa Sede, ma permettendo anche a Bergoglio di rettificare le proprie dichiarazioni e giocare la carta della barriera linguistica.

Il pontefice sembra però non aver imparato la lezione, riponendo peraltro ancora completa fiducia nei propri vescovi che, anche questa volta, non hanno mancato di esternare le sue dichiarazioni: secondo Bergoglio, l’aria di frociaggine” non sarebbe circoscritta ai seminari, ma avrebbe travolto il Vaticano nella sua interezza.

Parlando di una presunta lobby gay davanti a trecento preti della diocesi di Roma, ha affrontato vari temi, criticando anche l’astensionismo elettorale e – paradossalmente – esprimendo preoccupazione per l’avanzata delle destre estreme con cui sembra invece condividere almeno alcuni punti.

La reiterazione del termine offensivo e il tono sprezzante del discorso non sono passati inosservati, rivelando che dietro alle belle parole e alle timide aperture verso la comunità LGBTQIA+ – che oggi appaiono come meri stunt pubblicitari – la posizione della Chiesa riguardo agli omosessuali rimane la stessa di sempre.

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Se Bergoglio questa volta ha tentato di calmierare le proprie dichiarazioni parlando diragazzi buoni e capaci”, il suo giudizio è rimasto categorico: “con questa tendenza meglio di no. Meglio indirizzarli a qualche bravo padre spirituale, a qualche psicologo“. Ed ha poi aggiunto “un prete mi ha persino detto che oggi essere omosessuali è un vanto. No, l’ideologia gay è troppo forte e non va bene, la lobby gay ideologizza il fenomeno“, per parlare infine, appunto, di “aria di frociaggine“.

La questione non è mai solo linguistica, ma riflette un atteggiamento più ampio di esclusione e discriminazione profondamente radicato in Vaticano, che Bergoglio sembra sempre più a proprio agio nell’esternare visto anche l’andazzo al di fuori della Chiesa, tra l’ascesa degli ultraconservatori e l’omobitransfobia rampante a livello globale.

Tuttavia, mentre per chi è esterno alla Chiesa le dichiarazioni di Bergoglio lasciano il tempo che trovano, la spaccatura interna non è solo tra fedeli, ma anche dentro la stessa gerarchia ecclesiastica, a metà tra coloro che – come Bergoglio – sembrano desiderare un ritorno alla dottrina tradizionale che vede l’omosessualità come incompatibile con il sacerdozio, e le voci dei whistleblower, che esternando tale atteggiamento chiedono una maggiore apertura e comprensione, in linea con un mondo in rapido cambiamento e sempre più attento ai diritti civili e alla dignità umana.

Ma è quel riferimento alla “lobby gay” – che fa seguito a diverse strizzate d’occhio all’inesistente ideologia gender –  a preoccupare ancora di più delle volgarità: se è lo stesso pontefice ad alimentare vecchi sospetti e teorie complottistiche che hanno spesso alimentato la narrativa conservatrice in un ambiente che per natura dovrebbe almeno dimostrarsi misericordioso e accogliente, dove siamo realmente al sicuro?

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