Yan Couto fa sparire i capelli rosa che hanno scosso il Brasile. “Mi hanno detto che sono stravaganti”

"Ogni dipendente o atleta deve avere autonomia riguardo al proprio aspetto, convinzioni, orientamento sessuale ed espressione di genere", la replica della Federazione Brasiliana.

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22enne difensore del Girona, in prestito dal Manchester City, Yan Couto è stato una delle sorprese dell’ultima Liga spagnola, con il Girona arrivato addirittura terzo dietro Real Madrid e Barcellona, qualificandosi in Champions League. Giocate ben 39 partite in stagione, con due goal segnati, Couto si è fatto vedere anche per i suoi capelli rosa, felicemente portati per tutto l’anno. Ebbene alla vigilia della Coppa America del Brasile, domani chiamato ad esordire contro il Costa Rica, Couto è apparso negli allenamenti con i capelli scuri. A domanda diretta, il difensore ha spiegato il perché del cambio di tinta.

“Per la nazionale ho i capelli neri, ho rimosso il rosa. Mi hanno detto che il rosa è un po’ stravagante. Non sono d’accordo, ma lo rispetterò. Mi hanno chiesto di farlo e lo farò”.

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Apriti cielo. In Brasile si è iniziato a discutere dei capelli rosa di Couto, e di come “qualcuno” ne avrebbe limitato la sua auto-espressione. Sebbene il calciatore non abbia specificato chi gli avrebbe detto di ‘cancellare’ quel rosa dal cuoio capelluto, in molti hanno guardato alla federazione brasiliana, tanto da costringere la “Confederação Brasileira de Futebol” a smentire categoricamente qualsiasi divieto con un comunicato ufficiale.

“La CBF ribadisce il suo impegno per la libertà, la pluralità, il diritto all’espressione di sé e la libera costruzione della personalità di ogni individuo che rappresenta la Nazionale brasiliana. Per tutti noi le prestazioni dei dipendenti parlano da sole”. “L’impegno della CBF è rivolto al buon calcio e alle migliori pratiche gestionali. Ogni dipendente o atleta deve avere autonomia riguardo al proprio aspetto, convinzioni, orientamento sessuale ed espressione di genere. Fin dall’inizio dell’attuale amministrazione, la CBF ha fatto della lotta al razzismo e a qualsiasi tipo di pregiudizio nel calcio una delle sue priorità”.

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La CBF ha aggiunto di aver collaborato con l’Osservatorio della discriminazione razziale nel calcio e con il Collettivo LGBTQ+ Torcidas Canarinhos, che lavora con la CBF per dire basta ad ogni tipo di discriminazione.

È possibile che a chiedere a Couto di mettere un punto alla tinta rosa sia stato il nuovo allenatore Dorival Junior, che ha pubblicamente chiesto ai suoi giocatori di “fare attenzione a trasmettere un’immagine di serietà”, “evitare di indossare orecchini appariscenti” e di non indossare “collane stravaganti”. Che si sappia, non esiste però alcuna regola che specifichi eventuali restrizioni sul colore dei capelli. Il Brasile ha vinto 9 volte la Copa America, dietro le 15 di Argentina e Uruguay, con l’ultimo trionfo datato 2019.

Ad oggi non c’è mai stato un calciatore dichiaratamente gay e/o bisessuale nella storia del calcio brasiliano. Ma non è un unicum, anzi. Ci sono una manciata di calciatori apertamente gay in tutto il mondo, tra cui l’australiano Josh Cavallo, Jake Daniels che gioca per il Blackpool FC, il calciatore scozzese in pensione Zander Murray, Jakub Jankto del Cagliari, Collin Martin dagli Stati Uniti e Phuti Lekoloane dal Sud Africa.

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