Napoli Pride 2024: “Resistere è nel DNA della nostra città” – INTERVISTA

Sabato 29 Giugno il corteo. "Abbiamo bisogno del sostegno di tutti i cittadini e le cittadine. Il Pride è fatto di quantità, di tanta gente, di massa critica"

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Non bastano tutti i colori del mondo per descrivere la bellezza di Napoli. Tuttavia, il Napoli Pride intende almeno provarci, portando l’arcobaleno da Piazza Municipio fino a Piazza Dante con un corteo che si prospetta già a fine do’ munno.

L’appuntamento è fissato per questo sabato, 29 giugno, alle ore 16:00 in Piazza Municipio. Ecco la tabella di marcia:

Ore 16:00, concentramento Piazza Municipio.
Ore 17:30, partenza corteo.
Ore 19:30 (circa), arrivo Piazza Dante.
Ore 20:00, Piazza Dante, interventi.
Ore 21:00, Piazza Dante, Star Show, musica e spettacolo fino alle 24:00.

In pieno stile partenopeo, i festeggiamenti sono però già cominciati venerdì scorso con l’allestimento del Pride Park, trasformatosi in un vero e proprio caleidoscopio di eventi culturali, politici, musicali e artistici.

La settimana culminerà stasera con un incontro di grande rilevanza politica: i leader delle forze progressiste, Elly Schlein per il Partito Democratico e Giuseppe Conte per il Movimento 5 Stelle, si confronteranno con il sindaco Gaetano Manfredi sul tema dei diritti.

L’attesa è palpabile e l’entusiasmo è alle stelle per quella che si preannuncia come l’opera magna del comitato organizzatore. Poche ore fa è stata annunciata la partecipazione di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, al corteo. In un’intervista a Gay.it, la madrina di quest’anno, Malika Ayane, ha espresso tutto il suo affetto per la città, descrivendo l’emozione e il legame profondo che nutre nei confronti di Napoli.

“Napoli è sempre stata bella e dannata, ha subìto un sacco di pregiudizi e discriminazioni e ora è una specie di centro del mondo. Per quel che riguarda il Pride, anche se ci sono momenti politicamente molto difficili, per tanti aspetti siamo ancora nella parte più fortunata del mondo, e sono contenta di essere considerata una persona credibile e degna di portare la bandiera del Pride in un posto che negli anni si è ripreso il posto sul podio per la bellezza che ha. Hai presente la scena dei film in cui i protagonisti si tolgono gli occhiali e diventano fighi? Ecco, a Napoli sta succedendo proprio questo.”.

Antonello Sannino, segretario di Arcigay Napoli e portavoce del comitato, ci racconta con passione la lunga storia d’amore tra la città di Napoli e i colori dell’arcobaleno.

 

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Il Napoli Pride ha una lunga storia, iniziata nel 1996 con il primo pride del Sud Italia. Come è cambiata la manifestazione nel corso degli anni e quali sono stati i momenti più significativi di questa evoluzione?

Napoli ha una lunga storia d’amore con il Pride, iniziata nel 1996 con il primo Pride nel Sud Italia, dopo quelli di Roma nel 1994 e Bologna nel 1995. Storia d’amore mai interrotta che sembra essere nel DNA di una città che ogni anno vive il Pride con grande fermento e trepidazione. La diciottesima edizione del Napoli Pride, ventesima se si considerano eventi straordinari come quello del 2016, è testimone della crescita di questo evento.

Tra le edizioni più significative, quella del 2013 ha visto la nascita dell’Onda Pride, un’idea che ha portato alla creazione di un movimento nazionale con più di sessanta Pride oggi in tutto il Paese. Importantissimo il Pride di Bagnoli nel 2016, che gettò le basi per una forte alleanza con gli ex operai dell’Italsider, incrociando le istanze delle comunità marginalizzate con quelle di un territorio martoriato dalla post-industrializzazione e dalle politiche industriali scellerate che lo hanno deturpato e ne hanno limitato il potenziale. Evento che ha trasformato un luogo di guerra, l’ex senato di Bagnoli, in un simbolo di gioia.


Il Napoli Pride è stato l’unico in Europa a non fermarsi con la pandemia, con l’edizione del 2020 e l’edizione del 2021. Edizioni particolarissime, in piena crisi pandemica dovevamo fare le croci per terra per distanziarci. Ne è valsa la pena: lo stesso anno, la regione Campania passò una legge contro l’omobitransfobia.

Il Napoli Pride è cresciuto anche in termini di partecipazione degli artisti. Lo Starshow, sotto la direzione artistica di Diego Di Flora, ha presentato negli anni nomi di rilevanza nazionale e internazionale. Quest’anno, la madrina sarà Malika Ayane, accompagnata da un parterre di quasi venti artisti che si esibiranno gratuitamente per sostenere le istanze del Pride.

L’attuale contesto politico in Italia vede un aumento delle politiche estremiste e discriminanti. Qual è il ruolo della manifestazione in questo contesto politico?

L’attuale avanzata delle destre più estreme e discriminanti in Italia, Europa e nel mondo rappresenta un momento storico che ci chiama alla resistenza e alla lotta. Resistenza che non può che partire da Napoli, la città delle Quattro Giornate, la prima al mondo a liberarsi autonomamente dall’occupazione nazifascista.

Napoli è unica anche per non aver mai avuto un rogo da parte del Tribunale della Santa Inquisizione. È la città di Giordano Bruno, di Gaetano Filangieri, promotore del diritto alla felicità, e di Benedetto Croce. Una città con una tale storia di lotta e pensiero non può che resistere a questo momento storico difficilissimo.

Oggi, la resistenza è necessaria per proteggere la pace e gli equilibri, ma soprattutto per difendere quei settori della popolazione che non vedono ancora pienamente riconosciuti i propri diritti. Più che parlare di minoranze, è corretto parlare di gruppi di cittadini le cui libertà e diritti sono ancora troppo spesso negati.

Quale emblema migliore della nostra città per portare avanti queste istanze. Napoli e la Regione Campania sono un esempio controcorrente: nel 2020, in piena pandemia, la Regione approvò una legge contro l’omotransfobia, anticipando il DDL Zan, che sarebbe stato bocciato qualche mese dopo a livello nazionale.

Napoli Pride 2024: "Resistere è nel DNA della nostra città" - INTERVISTA - Campania approvata la legge contro lomotransfobia - Gay.it
Nel 2020, in piena pandemia, la Regione Campania approvò una legge contro l’omotransfobia.

Il Napoli Pride vede la partecipazione di molte associazioni e gruppi che sostengono la comunità LGBTQIA+. Potete dirci quali saranno presenti quest’anno e qual è il loro ruolo nell’organizzazione e nella riuscita dell’evento?

Ci saranno tutte le associazioni LGBTQIA+ napoletane a sostenere il Napoli Pride.

Il Comitato Napoli Pride è composto da Antinoo Arcigay Napoli, che celebra i suoi 40 anni quest’anno, una delle più antiche associazioni LGBT italiane, insieme ad Alfi Le Maree, Associazione TransNapoli ATN, Pride Vesuvio e Coordinamento Campania Rainbow. Tuttavia, è sostenuto anche da molte altre associazioni come Famiglie Arcobaleno, Agedo, Aiken, Pochos, Fondazione Gender e Identità Cultura. È una grande prova di maturità per le nostre associazioni, perché in questo momento storico era necessaria unità di intenti e compattezza.

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Il Napoli Pride è realizzato in co-organizzazione con il Comune di Napoli e riceve il patrocinio morale della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli e di diversi Consolati. Qual è l’importanza di questo sostegno istituzionale per l’organizzazione del Pride e come influisce sulla partecipazione e sulla riuscita dell’evento?

Abbiamo, come sempre, i patrocini della Regione Campania, della Città Metropolitana, la co-organizzazione del Comune di Napoli, il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, il CSV, la Federazione Arci, l’Associazione Nazionale Partigiane d’Italia e molte altre associazioni del territorio. Ma soprattutto, con orgoglio, Napoli Pride vede il patrocinio dello Stonewall Inn di New York, con cui abbiamo una storica collaborazione ormai consolidata. Un riconoscimento al nostro lavoro e un grande motivo di orgoglio avere tra i patrocini quello di Stonewall.

Un ruolo importante è svolto anche dall’imprenditoria territoriale, come Leopoldo e altri imprenditori locali. Tutto questo contribuisce a far crescere il prestigio di Napoli negli anni, rendendolo non solo un grande giorno di festa, ma anche un giorno di libertà, rivendicazioni ed eguaglianza. È un giorno in cui tutti e tutte si sentono parte integrante della nostra città, non più una minoranza, ma partecipi del processo decisionale e democratico della città stessa.

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Il sindaco Gaetano Manfredi in marcia al Napoli Pride 2023

Negli ultimi anni si è parlato molto di rainbow washing, con aziende e istituzioni che si appropriano simbolicamente delle tematiche LGBTQIA+ senza un reale impegno. Come il comitato organizzatore del Napoli Pride affronta questo fenomeno e come garantite che i vostri partner e sostenitori condividano autenticamente i valori della comunità?

Nel corso degli anni, abbiamo costruito una relazione solida con i nostri sponsor, basata principalmente su rapporti umani. Un approccio che ci ha permesso di creare un ponte con il mondo imprenditoriale.

Molti di questi imprenditori, soprattutto locali, collaborano con noi durante tutto l’anno per offrire risposte concrete. Ad esempio, aiutano le persone vittime di discriminazione ospitate nelle nostre case d’accoglienza, fornendo loro opportunità di lavoro reali e tangibili. Alcune grandi aziende, inoltre, organizzano percorsi di formazione per i propri dipendenti su temi come il diversity management e l’applicazione degli equality standards all’interno dell’azienda.

Molte di queste aziende non sostengono solo il Pride, ma supportano anche altri progetti delle associazioni. Tra questi, ci sono iniziative sociali a cui teniamo molto, come il progetto Fortunato per gli ex detenuti LGBTQIA+ e le case d’accoglienza e centri di rifugio.

Per noi, il rainbow washing non è un problema quando aziende sono al nostro fianco tutto l’anno, offrendo risposte concrete che migliorano la qualità della vita dei cittadini. Quando le loro azioni non sono solo di facciata, ma hanno un impatto reale e duraturo, allora possiamo dire che contribuiscono realmente a cambiare il nostro paese, lavorando con noi per offrire soluzioni concrete a chi è in difficoltà.

Malika Ayane sarà la madrina del Napoli Pride 2024. Qual è il significato della sua partecipazione per la comunità LGBTQIA+ e cosa sperate che la sua presenza possa portare all’evento?

Non solo Malika Ayane, ma anche Leo Gassman, Bianca Atzei, Vittoria Schisano e molti altri artisti, circa 17-18 in totale, partecipano al Napoli Pride, anche se non ricordo esattamente il numero. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale.

Per noi è fondamentale che gli artisti e le artiste partecipino al Napoli Pride sposando le nostre battaglie, come ha fatto Malika Ayane. È un grande onore averla al nostro fianco nel Pride di Napoli, sostenendo le nostre cause, così come hanno fatto le madrine degli anni passati. Nonostante le polemiche che possono sorgere a causa di dichiarazioni poco accorte, come è successo con Arisa che, dopo essere stata madrina, ha fatto alcune affermazioni controverse, bisogna riconoscere che l’arte, così come lo sport, è un potente vettore di comunicazione sociale.

Abbiamo bisogno di un riconoscimento pubblico delle nostre istanze, del supporto della politica e delle istituzioni, ma anche dell’arte e dello sport. Soprattutto, abbiamo bisogno del sostegno di tutti i cittadini e le cittadine. Il Pride è fatto di quantità, di tanta gente, di massa critica. Tuttavia, c’è anche bisogno di un efficace vettore di comunicazione sociale, e l’arte è senza dubbio uno strumento potentissimo in questo senso.

Malika Ayane, intervista alla madrina del Napoli Pride: “Momento politicamente difficile, bisogna fare rumore per spostare l’orizzonte”

Quest’anno, il Pride di Napoli giunge alla sua XXVIII edizione. Guardando al futuro, quali sono speranze e obiettivi per i prossimi anni? Ci sono nuove iniziative o progetti che state pianificando?

Napoli è una città di resistenza e non può che esserlo, poiché nel suo DNA è radicata la capacità di soffrire, ma anche di gioire. Napoli è una grande speranza in questo momento, non lo dico da napoletano, ma perché storicamente, nei momenti difficili, è sempre stata un faro di speranza. È un lume, un punto di riferimento, una città che pensa, che non si ferma mai, un cuore vivo e pulsante nel Mediterraneo.

Da Napoli è possibile costruire un’alternativa. Non è un caso che, in questo momento, i dati peggiori per questo governo arrivino proprio dalla città di Napoli, anche alle elezioni europee. Non è un caso che Schlein e Conte, il giorno prima del Pride, ne discuteranno insieme al nostro sindaco.

Parleremo e proveremo a gettare un ulteriore seme per costruire quell’unità popolare che può consentirci di creare, prima di tutto, un argine contro queste destre e questo momento difficile non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Tuttavia, non ci basta creare un argine: dobbiamo abbatterlo per ottenere finalmente tutti quei diritti che finora ci sono stati negati.

Dobbiamo resistere, certamente, ma dobbiamo anche costruire il paese del futuro, e Napoli può dare il suo contributo decisivo.

Napoli Pride - Napoli, 1 Luglio 2023 - foto: IG
Napoli Pride – Napoli, 1 Luglio 2023 – foto: IG

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