Mentre ieri il governo italiano compiva il penultimo passo verso l’approvazione del DDL Varchi per rendere la gestazione per altri reato universale, l’esecutivo di centrodestra dell’ultracattolica Irlanda promulgava nuove leggi a sostegno delle tecniche di fecondazione assistita, includendo norme trasparenti per l’accesso alla surrogazione di maternità.
Il nuovo disegno di legge sull’Assistenza alla Riproduzione Umana (AHR) approvato in Irlanda – presentato per la prima volta nel 2022 – offre un quadro giuridico chiaro per gli accordi di surrogazione, sia nazionali sia internazionali, delineando diritti e doveri di tutte le parti coinvolte: madri surrogate, genitori intenzionali e bambini.
Uno degli aspetti più innovativi della legge irlandese è il riconoscimento legale dei genitori intenzionali fin dalla nascita del bambino, eliminando così la necessità di un’ordinanza del tribunale post-nascita per stabilire la genitorialità. I genitori di bambini già nati tramite GPA potranno invece richiedere ordini parentali all’Alta Corte per assicurare la loro relazione legale con i figli.
Oltre alla surrogazione, la nuova legislazione regola anche altre procedure di procreazione medicalmente assistita come la fecondazione in vitro (IVF) e l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI), trattamenti comuni che saranno tuttavia soggetti a una supervisione rigorosa da parte della nuova Autorità di Regolamentazione dell’Assistenza alla Riproduzione Umana (AHRRA), che avrà il compito di garantire che tutte le pratiche siano conformi agli standard etici e legali.
La nuova entità avrà inoltre il compito di regolamentare le cliniche della fertilità, monitorare la conservazione, la ricerca e i test su gameti ed embrioni, e assicurarsi che tutte le attività siano svolte nel rispetto delle normative vigenti. Chiunque desideri offrire trattamenti di fertilità o condurre ricerche sulle cellule staminali embrionali in Irlanda dovrà ottenere una licenza rilasciata dall’AHRRA. Inoltre, i genitori intenzionali e le madri surrogate dovranno ricevere consulenza legale indipendente e supporto prima di procedere con gli accordi di surrogazione, e la madre surrogata dovrà dare il suo consenso dopo la nascita del bambino.
Le nuove leggi mirano anche a garantire un accesso equo ai servizi di riproduzione assistita, che “rispecchi i valori e le strutture familiari contemporanee“. Una persona – single, unita civilmente o spostata – di almeno 21 anni potrà essere genitore intenzionale, e una donna potrà diventare surrogata solo se ha già partorito un bambino, ha almeno 25 anni e viene valutata idonea da un medico.
I registri nazionali delle persone concepite da donatore permetteranno infine agli individui concepiti tramite tecniche di riproduzione assistita di accedere alle informazioni sulle loro origini genetiche una volta raggiunti i 18 anni, bilanciando i diritti del donatore con quelli del bambino.
Diventa sempre più incomprensibile, quindi, la posizione della maggioranza di estrema destra italiana (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia), irremovibile nel perseguire il proprio approccio ideologico, nonostante l’evidente inapplicabilità e incostituzionalità di una legge mirata a sanzionare comportamenti che altri paesi stanno attivamente depenalizzando e regolamentando. Anche vista e considerata la crescente irrilevanza dell’Italia nell’Unione Europea.
In un comunicato pubblicato dall’associazione Luca Coscioni, le avvocate Filomena Gallo e Francesca Re, rispettivamente segretaria e membro di giunta dell’associazione, hanno infatti spiegato come la legge irlandese conferma quanto ripetuto in sede di audizioni e pubblicamente: il disegno di legge a prima firma Varchi comprometterebbe la cooperazione giudiziaria con paesi che riconoscono il diritto alla gravidanza per altri.
“Davvero l’Italia è pronta a perseguire cittadini italiani residenti in Irlanda che faranno legittimamente accesso alla fecondazione assistita con gravidanza per altri? E quindi a impedire, per paura di essere perseguiti al rientro in Italia, anche la libera circolazione all’interno dell’Unione europea? Come potrà l’Italia chiedere alle autorità irlandesi di cooperare nel perseguimento del reato visto che in Irlanda la GPA è ora un diritto? Davvero la maggioranza pensa che questo reato possa essere applicato efficacemente?
Le risposte a queste domande sono scontate, visto il contesto europeo anche alla luce della nuova direttiva che chiede agli Stati membri di criminalizzare solo le forme di abuso e sfruttamento della maternità surrogata e non indiscriminatamente tutte le forme di GPA. Questo significa che il disegno di legge Varchi, se approvato, sarà l’ennesimo reato simbolico con l’unico effetto di aumentare clandestinità e abusi”.
