Il DDL Varchi, finalizzato a criminalizzare la gestazione per altri (GPA) in modo universale, si avvicina progressivamente all’approvazione finale. Attualmente in Italia i crimini considerati reati universali sono la pedofilia, il genocidio, i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità, la pirateria in acque internazionali, il terrorismo internazionale, il narcotraffico, la tratta di esseri umani.
Ieri, nonostante la solida opposizione da parte di tutte le forze politiche di minoranza, la coalizione di governo ha espresso, nuovamente compatta, il suo favore alla proposta presso la Commissione Giustizia, facilitando il suo avanzamento verso il voto del Senato. Questo segue l’adozione del disegno di legge dalla Camera dei deputati il 26 luglio 2023, dove è passato senza subire modifiche.
La proposta avanzata da Carolina Varchi, deputata del partito Fratelli d’Italia nonché implacabile oppositrice dei diritti LGBTQIA+, mira a rafforzare il divieto di gestazione per altri (GPA), che è già illegale in Italia, estendendolo alle attività svolte anche all’estero. Al momento, la legge italiana vieta infatti le procedure solo sul territorio nazionale; tuttavia, il nuovo disegno di legge prevede di estendere la sanzione anche a coloro che si avvalgono di questa pratica in altri paesi, per poi tornare in Italia.
Si andrebbe quindi a modificare la famigerata legge n. 40 del 2004, inasprendola con pene detentive che variano dai tre mesi ai due anni e multe che oscillano tra i 600.000 e il milione di euro – non sono state prese in considerazione le istanze avanzate dalla Lega per portare le pene a 10 anni di carcere e 2 milioni di euro di sanzioni.
Se il DDL Varchi dovesse essere approvato e diventare legge, le Procure avrebbero la facoltà di riaprire i procedimenti per violazioni della legge n. 40/2004 nei casi di ricorso alla gestazione per altri (GPA) all’estero. Tuttavia, la legge non prevederebbe arresti immediati per i genitori al loro rientro in Italia, né la sottrazione immediata dei bambini. Qualsiasi azione in questo senso richiederebbe l’intervento del Tribunale per i minorenni e verifiche sull’esistenza di un legame biologico tra i genitori e il bambino.
Attraverso un post su Instagram, Rete Lenford – associazione di promozione e tutela dei diritti LGBTQIA+ che offre assistenza legale alle famiglie arcobaleno – ha evidenziato come la proposta non sia altro che l’ennesimo “strumento di distrazione di massa” da altre questioni politiche urgenti, quali la marginalità dell’Italia nel contesto europeo e le inchieste giornalistiche che hanno recentemente interessato il partito al governo, accusato di chiudere un occhio davanti alle espressioni inequivocabilmente fasciste dei gruppi giovanili di FDI.
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Durissima anche la reazione di Famiglie Arcobaleno.
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Si ringraziano tutti i politici e i giornalisti per linguaggi così poco tecnici e la non considerazione di tutte le famiglie nelle discussioni.