La Georgia si avvia su un sentiero pericolosamente familiare ad altri paesi del blocco ex sovietico, con l’approvazione della nuova legge “sulla protezione dei valori familiari e dei minori”.
Oggi, 17 Settembre 2024, in un parlamento ovattato dall’assordante silenzio di un’opposizione sfinita, il partito di governo – il nazionalista e ultraconservatore Sogno Georgiano – ha ottenuto 84 voti favorevoli su altrettanti disponibili, dopo un percorso legislativo rapidissimo iniziato a giugno di quest’anno.
La legge segue il solito copione: presentata come un baluardo per “proteggere i minori“, in realtà si configura come uno strumento repressivo che autorizza le autorità a proibire gli eventi del Pride, ad oscurare la visibilità pubblica della bandiera arcobaleno e a manipolare i media con una censura mirata. L’omosessualità viene qui paragonata all’incesto.
Al bando anche i percorsi affermativi, le adozioni per le coppie e i single LGBTQIA+ e la registrazione delle unioni civili effettuate all’estero.
Uno scenario preoccupante, che non lascia spazio ad ambiguità: la Georgia si allinea sempre più pericolosamente alle derive autoritarie della Russia di Putin, allontanandosi nel contempo dalla tanto agognata integrazione europea.
A poco più di un mese dalle cruciali elezioni parlamentari del 26 ottobre, è infatti impossibile non vedere in questa manovra una strategia politica mirata. Il governo guidato da Irakli Kobakhidze sembra voler consolidare il proprio controllo allineandosi alla retorica del Cremlino, espediente ormai ben rodato nei regimi illiberali della regione – lo abbiamo visto con il Kazakistan.
Per chi fa parte della comunità LGBTQ+ georgiana, tuttavia, le conseguenze di questa legge saranno devastanti. Tamara Jakeli, direttrice di Tbilisi Pride, ha descritto la normativa come “la cosa più terribile che sia mai capitata” alla sua organizzazione e che il Pride dovrà “cessare immediatamente tutte le attività“. Nessuno spazio per le interpretazioni: la bandiera UE come nuova immagine profilo dell’evento appare come un disperato grido di aiuto.
Tutto questo accade a pochi mesi dall’approvazione dell’altrettanto controversa legge sugli “agenti stranieri”, sempre sul modello russo, miccia che ha dato il via ad alcune tra le più grandi manifestazioni di protesta viste in Georgia dalla caduta dell’Unione Sovietica. Un chiaro segnale che gran parte della popolazione non intende piegarsi alle derive autoritarie e, anzi, sogna ardentemente l’ingresso della Georgia in UE.
“Il Consiglio europeo esprime seria preoccupazione riguardo ai recenti sviluppi in Georgia – si legge in un comunicato da Bruxelles risalente al 27 giugno 2024, poco dopo l’approvazione della legge sugli agenti stranieri – In particolare, la legge adottata sulla trasparenza dell’influenza straniera rappresenta un passo indietro rispetto alle misure stabilite nella raccomandazione della Commissione per lo status di candidato. Il Consiglio europeo invita le autorità georgiane a chiarire le loro intenzioni, invertendo l’attuale corso d’azione che mette a rischio il percorso della Georgia verso l’UE, di fatto portando a un arresto del processo di adesione“.
L’Unione Europea, che ha accettato la candidatura della Georgia per l’adesione nel dicembre 2023, non può però fare altro che lanciare avvertimenti.
Un flebile barlume di speranza potrebbe però arrivare dall’ufficio della presidente georgiana Salome Zourabichvili. Ex alleata del partito al potere, Zourabichvili è ormai una delle voci più critiche del governo e ha già fatto sapere di voler porre il veto alla legge. Tuttavia il parlamento avrebbe comunque tutte le carte in regola per annullarlo con una votazione.


Nelle stesse ore in cui il Parlamento Georgiano approvava la legge contro la comunità LGBTQIA+, veniva uccisa Kesaria Abramidze - famosa attrice e modella transgender. [Link deleted]