La Georgia si allontana dall’UE con una nuova legge anti LGBTI+ che piace a Putin

La legge sugli "agenti stranieri", introdotta dal governo ultraconservatore della Georgia all'inizio dell'anno, non era che un preludio al riavvicinamento del paese verso la Russia di Putin. Sempre più lontana l'integrazione UE.

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Il partito di governo ultraconservatore della Georgia, Sogno Georgiano ha recentemente approvato in prima lettura un nuovo disegno di legge, insieme a 18 emendamenti riguardanti leggi preesistenti, che questa volta mirano inequivocabilmente a restringere i diritti della comunità LGBTQIA+. Azione che fa seguito alla controversa legge sugli “agenti stranieri ideata per penalizzare tutte quelle associazioni – per la maggior parte a tematica LGBTQIA+ – che ricevono finanziamenti esteri per l’implementazione delle loro attività.

Sfruttando l’orientamento tradizionalista di una consistente porzione della  popolazione, la Georgia si avvicina quindi sempre più alle politiche del Cremlino nel promuovere gli “pseudo-valori” antioccidentali in Russia.

Nonostante le preoccupazioni dell’opposizione e della società civile georgiana, che vedono nella prossima approvazione delle nuove normative un ennesimo segnale di allontanamento dalla tanto agoniata integrazione europea del paese, non vi è una resistenza compatta. Sia esponenti politici pro-LGBTQIA+ che attivistə temono che un’azione più decisa possa scatenare la maggioranza conservatrice in vista delle elezioni di ottobre. 

Sulla protezione dei valori familiari e dei minori” – questo il nome del disegno di legge anti-LGBTQIA + – e i relativi emendamenti a varie leggi della Georgia sono passati con 78 voti favorevoli e nessuno contrario.

Pochi giorni prima delle elezioni, la resa incondizionata del Tiblisi Pride: il comitato organizzatore ha confermato l’annullamento della consueta manifestazione, decisione presa in previsione di un periodo pre-elettorale particolarmente delicato, caratterizzato, secondo gli attivisti, da un incremento degli episodi di violenza incoraggiata dal governo e da una retorica carica di odio e ostilità sempre più pervasiva.

La nuova legge anti LGBTQIA+ in Georgia

L’iniziativa legislativa comprende quindi un disegno di legge principale e 18 emendamenti correlati a varie leggi già in essere, tra cui quelle relative al lavoro e all’istruzione. Inclusi nel testo:

  • il divieto a forme di matrimonio considerate “alternative”;
  • la restrizione dell’adozione a coppie eterosessuali;
  • il divieto di registrare il sesso di una persona nei documenti ufficiali come diverso dal genere assegnato alla nascita;
  • il divieto di interventi chirurgici di riassegnazione di genere e di trattamenti medici basati sulla modifica di genere.

Viene inoltre proibita la cosiddetta “propaganda LGBTQIA+” – termine che richiama le misure repressive adottate in Russia 12 anni fa – nelle scuole, oltre alla diffusione di materiali che promuovono l’identificazione con un genere non corrispondente a quello assegnato alla nascita, le relazioni omosessuali o l’incesto.

Per la prima volta dalla conquista dell’indipendenza, la Georgia introdurrà quindi la censura nelle arti.  Il filologo e traduttore di letteratura greca antica Levan Berdzenishvili, arrestato in epoca comunista per “attività antisovietica”, teme che la nuova attitudine repressiva del governo possa portare alla messa al bando di capolavori della letteratura e della cinematografia mondiale.

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Il deputato di opposizione  Roman Gotsiridze,  ha espresso profonde preoccupazioni in merito all’integrazione della Georgia in UE se Sogno Georgiano continuerà nel suo avvicinamento alla Russia di Putin e il suo allontanamento dall’occidente. Secondo Gotsiridze, Putin avrebbe infatti sviluppato negli anni una vera e propria checklist per identificare i regimi leali a Mosca. Uno degli elementi fondamentali è proprio la repressione delle minoranze sessuali. 

La situazione dei diritti LGBTQIA+ in Georgia

Da sempre la lotta per la conquista dei diritti delle minoranze sessuale in Georgia è  un percorso irto di ostacoli. Il pervasivo conservatorismo della popolazione – che pur dimostrandosi favorevole all’integrazione europea dà molto più valore alla conservazione dei valori “tradizionali” – ha negli anni rallentato significativamente i progressi del paese in ambito di diritti LGBTQIA+.

Esempio emblematico fu nel 2021 l’annullamento del Tiblisi Pride a causa dell’incapacità del governo di garantire un’adeguata sicurezza. In quell’anno, almeno 20 giornalisti furono aggrediti fisicamente da violenti gruppi di estrema destra durante una contro-manifestazione – copione ripetutosi poi anche nel 2023. Un cameraman di TV Pirveli, Lekso Lashkarava, morì pochi giorni dopo essere stato aggredito mentre documentava il corteo.

Nel maggio del 2023, un gruppo di attivisti riuniti per celebrare il 17 maggio furono quasi linciati da una folla violenta, che tra le sue file ospitava anche esponenti di gruppi religiosi integralisti e perfino preti.  L’anno successivo, la Chiesa ortodossa georgiana proclamò il 17 maggio come Giornata della purezza della famiglia, ora una festa religiosa e di stato.

Nonostante la violenta opposizione, il movimento LGBTQIA+ in Georgia continua a dimostrare una notevole resilienza, con raduni continui e una spinta costante per la visibilità. Non tutti i georgiani condividono le politiche del partito di governo, e l’obiettivo oggi è far emergere una voce in controtendenza per scongiurare il distacco definitivo della Georgia dall’UE.

© Riproduzione riservata.

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