“Tutti quanti abbiamo un fuoco dentro, il compito di tutti i nostri sogni è quello di non farlo spegnere mai”. Così cantavano, nel 1998, Paola e Chiara. Il brano era Non puoi dire di no, e racchiude molto bene il senso del percorso artistico delle sorelle Iezzi, che sin da piccole – inizialmente senza esserne pienamente consapevoli – hanno coltivato sogni di gloria.
Un fuoco (e un sogno) da difendere con le unghie e con i denti anche quando si sono trovate a camminare controvento e che è il perno attorno a cui ruota Sisters. La nostra storia incredibile, il libro uscito per Rizzoli il 24 settembre.
Abbiamo letto d’un fiato il volume ripercorrendo le tappe della storia musicale e personale delle nostre popstar, e abbiamo selezionato le curiosità che (forse) non tuttə sanno ancora sul duo più pop d’Italia.

1. La loro prima talent scout
Benché già da piccolissime Paola e Chiara si dilettassero a intrattenere i parenti con spettacolini realizzati in casa, la prima che ha deciso di offrire loro un “palco” è stata suor Maria Luisa, direttrice del coro dei bambini nella parrocchia da loro frequentata: “Mi pare che voi due siate abbastanza intonate, signorine… Che ne direste di entrare nel coro?” sono state le parole della religiosa. Un’occasione presa al volo.
2. Il tumore (benigno) di Chiara
Da ragazzina Chiara ha avuto un problema ad una gamba. Dolori lancinanti che la portavano a zoppicare suscitando il riso di alcuni bulli. Dopo numerosi esami, finalmente la diagnosi grazie a una tac: un osteoma, tumore benigno eliminabile con la chirurgia. “Avrei dovuto sentirmi sollevata: forse avrebbero smesso di prendermi in giro” ricorda lei, “ma in quei mesi avevo accumulato tristezza e paura, che non sapevo come trasformare”.
Emozioni che ha incanalato appassionandosi alla musica metal, ma anche vestendosi con anfibi e jeans attillati che le coprivano la cicatrice dell’intervento: “Ero solo un’adolescente come tante, che temeva di essere diversa e non accettata“.
3. C’è posta per Max Pezzali
Nel 1995 Paola e Chiara diventano coriste degli 883 e partono con loro per un tour di un anno. È un trionfo in tutta Italia e al termine della tournée l’intera squadra viene riconfermata per la stagione successiva di concerti. Le sorelle Iezzi, però, vogliono provare a fare la propria musica e rinunciano a continuare la collaborazione con Pezzali. Come comunicarglielo?
“Non sapevamo proprio come dirglielo” si legge nel libro “Ci sarebbe piaciuto parlargliene faccia a faccia, ma con la fine del tour non avevamo più occasioni di incontrarlo né avevamo il suo numero di telefono personale”. Di qui l’idea, da loro stessa definita “una delle peggiori della nostra vita”: un fax. “Esisteva un sistema di comunicazione più formale, gelido e impersonale?” si domandano Paola e Chiara. Max comunque non deve essersela presa, visto che sono ancora oggi ottimi amici.
4. Gli sgabelli a Sanremo
Il debutto sanremese del 1997 con Amici come prima ha spaventato non poco le sorelle Iezzi: il palco, la platea, le telecamere, l’orchestra di professionisti che suonava per loro. Una responsabilità importante per due poco più che ventenni. Come ovviare a tutto ciò? Iniziando sedute, “una davanti all’altra come facevamo anche da piccole, nella nostra cameretta, quando preparavamo le canzoni per il coro della chiesa. Così se ci tremeranno le gambe, non cadremo, e se ci mancherà la forza, la cercheremo una negli occhi dell’altra“. E ha funzionato, eccome se ha funzionato.
5. I primi insuccessi e i problemi con il cibo
Dopo un anno di successi Paola e Chiara nel 1998 tornano a Sanremo da Big. Questa volta però le cose vanno in modo molto diverso: stravolgono il proprio look spiazzando il pubblico (alcune fan vedendole nella città dei fiori con il nuovo taglio di capelli scappano via in lacrime) e la canzone, Per te, non incontra il favore generale.
È l’inizio di un periodo difficile, che si ripercuote anche sul riscontro del secondo disco di inediti, Giornata storica, che senza troppi giri di parole tocca bollare come “flop” malgrado le buone recensioni della critica. Le ragazze non la prendono bene. Vedono il loro sogno che nei mesi precedenti era divenuto realtà sgretolarsi poco a poco davanti agli occhi.
Il dolore è morale e fisico, e il cibo diventa la valvola di sfogo: “Paola mangiava troppo, Chiara mangiava troppo poco“.
6. L’album di cover che non ha mai visto la luce
Di fronte a questo momento di impasse la casa discografica come ha reagito? Con la sensibilità di un elefante, proponendo alle due cantautrici di registrare un disco di cover, progetto che ai tempi per un artista voleva dire essere alla canna del gas. Per fortuna le sorelle non si sono piegate e hanno trovato il modo di risalire la china con le proprie canzoni.
7. L’intuizione di Cecchetto
Paola e Chiara decidono di confrontarsi con Claudio Cecchetto, colui che qualche anno prima le aveva scelte come coriste degli 883. È lui a dare il consiglio che svolterà la loro carriera: “Secondo me dovete cambiare genere. Fate la dance. Sì, vi ci vedo” sono le sue parole. “Tu sei ingrassata. Dimagrisci!” dice a Paola. Oggi forse finirebbe dietro le sbarre per una frase simile, ma erano gli anni Novanta e su certe tematiche non si era ancora molto politicamente corretti.
8. L’abbraccio della comunità LGBTQIA+
Il nuovo millennio per le sorelle Iezzi si apre all’insegna del ritrovato successo: Vamos a bailar (esta vida nueva), primo singolo dall’album Television, le riporta in cima alle classifiche e Viva el amor viene scelto come inno ufficiale del Gay Pride del 2001. Una sintonia, quella con il popolo arcobaleno, non cercata a tavolino e che anzi inizialmente le ha colte di sorpresa:
Con la virata verso la dance e grazie ad alcuni temi universali che caratterizzavano i nuovi brani, come l’amore libero e l’importanza della libertà di esprimersi secondo la propria natura, abbiamo cominciato a sentire forte e chiaro il loro abbraccio e il loro sostegno. All’inizio tanto affetto ci ha quasi stupito, perché avevamo intrapreso quella nuova strada semplicemente seguendo un percorso di evoluzione personale, senza pretendere di lanciare messaggi sociali, ma in effetti ci rendevamo conto di avere tanto in comune con la comunità arcobaleno, non solo i valori, ma anche lo spirito e il gusto.
9. Il consiglio di Stefano Gabbana rimasto inascoltato
Nel 2004 Paola e Chiara danno alle stampe il quinto disco di inediti, Blu, che abbandona le sonorità latine di Television e Festival rifacendosi più all’R&B, seppur sempre pop ed elettronico. Tra i primi ad ascoltare i nuovi brani c’è Stefano Gabbana, che con Domenico Dolce ha spesso vestito il duo. “Ma la dance dov’è?” si chiede Gabbana dopo l’ascolto, “Sperimentate quanto volete, ma due o tre pezzi dance metteteli, date retta a me”. L’album però è praticamente chiuso, non c’è tempo per i ripensamenti e quando esce va a schiantarsi contro un’amara verità: “L’R&B in Italia non aveva mai funzionato e non funzionò nemmeno ‘Blu’“.
10. Perché Chiara è andata a The Voice?
In chiusura la domanda che tuttə coloro che hanno amato Paola e Chiara – e che nel 2015 ancora soffrivano per lo scioglimento del duo avvenuto due anni prima – si sono posti: ma per quale motivo Chiara Iezzi si è presentata a The Voice of Italy come concorrente dopo aver venduto centinaia di migliaia di dischi? È la stessa Chiara a spiegarlo nel libro.
In cerca di opportunità come attrice, si è fidata del consiglio del suo agente. “Mi ha spiegato che oltre a partecipare ai casting era importante mantenere una buona visibilità, fare ospitate in televisione o alla radio”. Di qui la decisione di mandarla nel talent di Rai2 malgrado le perplessità della stessa Chiara, che non era in cerca di un rilancio nel mondo della musica.
Una scelta non molto felice, visto che il meccanismo del programma, fatto di sfide ed eliminazioni, ha messo a dura prova il già precario equilibrio dell’artista:
La sera dell’eliminazione ero a pezzi. Mi sono sentita una fallita. E naturalmente sono ricaduta nel solito loop autodistruttivo: “Non so nemmeno più cantare”; “Evidentemente non interessi più a nessuno” mi ripeteva una voce nella mia testa […] Di certo questa esperienza era stata la conferma definitiva che dovevo chiudere con la musica.
Per diversi anni, in effetti, Chiara non ha più ripreso il microfono in mano, fino a quando la storia incredibile delle sorelle Iezzi non ha trovato il lieto fine: la riconciliazione personale e la voglia di tornare a fare musica insieme. E da quel momento la pista non è stata più buia.
