Una marea umana di persone ha invaso Buenos Aires, sabato pomeriggio, per prendere parte al primo Pride sotto il contestatissimo governo Milei. Due milioni di persone hanno partecipato all’evento, per una 33esima edizione che passerà alla storia per il numero elevatissimo di presenze. Una risposta netta e inequivocabile della comunità LGTBIQ+ argentina al governo anti-diritti di Javier Milei.
Durante la sua campagna elettorale, Milei aveva ampiamente chiarito come i diritti LGTBIQ+ non sarebbero mai stati priorità per lui e il suo governo. Una posizione inaccettabile per la comunità queer sudamericana, visto e considerato che l’Argentina è uno dei Paesi con le leggi più avanzate in materia di diritti LGTBIQ+ e diritti umani.
Gli slogan contro Milei al Buenos Aires Pride 2024
Tra i cartelli portati in strada dai partecipanti al Pride si poteva leggere “Lunga vita al sesso gay!”, come risposta ad una dichiarazione di Javier Milei in cui l’attuale presidente ha affermato che “molto sesso gay” promuoverebbe una “panacea progressista”. Tra i tanti altri slogan, si è letto e senttio “Non c’è libertà senza diritti o politiche pubbliche”, “Non c’è libertà con la repressione” e “Legge transnazionale globale e legge antidiscriminatoria adesso!”. Tantissimi slogan sono stati esplicitati a favore della comunità trans argentina.
Il primo Pride di Buenos Aires ebbe luogo il 2 luglio 1992, quando circa 300 persone marciarono da Plaza de Mayo al Congresso con lo slogan “Libertà, uguaglianza e diversità”. Da allora, ogni anno, la comunità LGTBIQ+ si ritrova per ottenere sempre più visibilità e riconoscimento dei propri diritti.
Il cortocircuito Milei
L’ultradestra di Milei ha vinto le elezioni a fine 2023. Javier, detto “el loco”, è stato a lungo definito il Boris Johnson del Sud America, il Donald Trump di Buenos Aires, non a caso celebrato da tutti i leader della destra internazionale. Non solo l’ex presidente USA, ma anche Vox in Spagna e Matteo Salvini in Italia. Contrario all’aborto, favorevole al matrimonio egualitario ma come “contratto privato”, no-vax, negazionista del cambiamento climatico, contrario all’eutanasia e nemico dichiarato di Papa Francesco, Milei ha voluto come sua vice Victoria Villarruel, figlia orgogliosa di Eduardo Villarruel, ufficiale dell’esercito argentino che partecipò alla guerra delle Falkland, complice come tanti altri militari dell’epoca del regime di Videla pur non essendo mai finito nel radar della magistratura. Cattolica tradizionalista della Fraternità sacerdotale San Pio X, Villaruel è tra i firmatari della Carta di Madrid, documento redatto dal partito spagnolo Vox, alleato di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni. Sul fronte dei diritti Villarruel sostiene le unioni civili ma non il matrimonio omosessuale, che in Argentina è legge dal 2010. In più occasioni ha sottolineato come le unioni civili siano equiparabili alle nozze same-sex, mentendo spudoratamente, rimarcando come il matrimonio sia solo tra uomo e donna.
Argentina, è allarme omobitransfobia
Lo scorso maggio due coppie lesbiche sono state vittime di un incendio doloso, con la comunità LGBTQIA argentina da quasi un anno sulle barricate per resistere all’omobitransfobia istituzionale, come a noi sottolineato da Maria Rachid, Segretaria per gli Affari Internazionali della Federación Argentina LGBTQIA. Il mese scorso è stato pubblicato un preoccupante primo studio sulla popolazione queer, con il tasso di transfobia in forte crescita, mentre la scorsa settimana due italiani sono stati fermati con la figlia nata da GPA.


