Cosa significa “genderfluid”: le nostre risposte a 12 domande comuni

Dalla domanda sul significato di "genderfluid" a quella sulle differenze con "non binary" e "transgender": risposte semplici per chi non ha ancora capito il concetto

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cosa vuol dire, cosa significa genderfluid
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In questo articolo rispondiamo in maniera semplice a domande comuni sul termine “genderfluid”, per renderlo accessibile a tutte le persone.

12 risposte a domande comuni sul significato di genderfluid
Foto di Katie Rainbow su Pexels

Cosa significa genderfluid?

Genderfluid è un’identità di genere, non un orientamento sessuale. Una persona (il cui orientamento sessuale può essere gay, pansessuale, asessuale) percepisce un genere che varia o cambia nel tempo. Questo cambiamento può avvenire occasionalmente, ogni mese, ogni settimana, ogni giorno o persino nel corso di poche ore o minuti, a seconda della persona. Una persona genderfluid può identificarsi come uomo, donna, entrambi, nessuno di questi due generi binari o altri generi in momenti diversi.

Il genere può cambiare in modo drammatico, delicato, rapido o lento, e talvolta il cambiamento avviene in risposta a circostanze e contesti diversi, un’identità di genere specifica, nota come mutogender.

Essere genderfluid significa che il proprio genere non è fisso, ma può, appunto, fluire.


La persona genderfluid è transgender?

Sì, le persone genderfluid rientrano teoricamente sotto l’ombrello transgender, poiché la loro identità di genere differisce dal sesso assegnato alla nascita. Tuttavia, non tutte le persone genderfluid si identificano necessariamente come transgender; l’auto determinazione può variare da persona a persona.

Inoltre, molte persone genderfluid si identificano anche come non binary, poiché, nella loro fluidità, possono non contemplare il genere maschile o femminile. Ricordiamo che è importante considerare che l’identificazione con termini come transgender o non binary è personale e non obbligatoria.


Che differenza c’è tra genderfluid e non binary?

Non binary è un termine ombrello che include tutte quelle identità che non si allineano alle categorie binarie di maschio o femmina. Le persone che si identificano come non binary spesso rifiutano le concezioni tradizionali di genere, scegliendo di definirsi in modi che non si conformano ai limiti di queste due sole categorie.

D’altro canto, genderfluid si riferisce a una flessibilità nel genere che include la possibilità di identificarsi a volte con i generi binari (maschio o femmina), oltre a generi non binari. Questa identità è caratterizzata dalla variazione nel tempo, che può vedere una persona genderfluid identificarsi come uomo in un momento, come donna in un altro, o con altri generi non binari in tempi diversi. La caratteristica della persona genderfluid è la sua dinamicità e la capacità di fluire tra diverse identità di genere, comprese quelle binarie.


Esistono ulteriori microcategorie nelle quali le persone genderfluid si identificano? Se sì, quali?

Sì, esistono diverse microcategorie o sottocategorie sotto l’ombrello genderfluid. Eccone alcune:

  • Genderflux: identifica una persona la cui intensità del genere può variare. Ad esempio, possono sentirsi più o meno femminili, maschili, o neutri in momenti diversi.
  • Demifluid: si riferisce a coloro la cui identità di genere è parzialmente fluida. Una parte della loro identità può rimanere costante mentre l’altra parte può cambiare.
  • Agenderfluid: per chi fluttua tra identità di genere specifiche e l’assenza di genere.
  • Bigenderfluid: per chi oscilla tra due generi specifici.
  • Genderfae: una persona che non si identifica mai come maschile o con generi allineati al maschile.
  • Genderfaun: una persona che esclude l’identificazione con generi femminili o allineati al femminile.
  • Genderflor: questa identità esclude sia generi maschili che femminili, comprendendo solo generi neutri o altri non allineati.
  • Fluidflux: una combinazione di genderfluid e genderflux, dove la persona esperisce cambiamenti non solo nel genere ma anche nella intensità con cui lo sente.

Qual è la bandiera genderfluid?

bandiera genderfluid significato

La bandiera genderfluid è composta da cinque strisce orizzontali con i seguenti colori e significati:

  • Rosa (in alto): rappresenta la femminilità.
  • Bianco: rappresenta tutti i generi.
  • Viola: rappresenta una combinazione di mascolinità e femminilità.
  • Nero: rappresenta l’assenza di genere (agender).
  • Blu (in basso): rappresenta la mascolinità.

Questa bandiera è stata creata il 2 agosto 2012 dall’utente Tumblr JJ Poole (noto come lostinthoughtspaceandfantasies). Simboleggia la fluidità attraverso diversi generi e l’inclusività di varie identità di genere.

Esistono anche altre versioni alternative della bandiera, create da membri della comunità per rappresentare diverse sfumature dell’identità genderfluid.


Come si presentano alla società le persone genderfluid?

Le persone genderfluid possono esprimere il proprio genere in vari modi, che possono cambiare nel tempo. Possono scegliere di:

  • Vestirsi in modo diverso, adottando abiti che sentono rappresentativi del loro genere in quel momento.
  • Usare pronomi diversi a seconda di come si identificano (ad esempio, lui/lei/pronomi neutri).
  • Adottare comportamenti o espressioni di genere che riflettono la loro identità attuale.

Non esiste un modo unico di presentarsi; l’espressione di genere è personale e varia da persona a persone. Alcune persone genderfluid possono anche scegliere di non modificare la propria presentazione esterna, mantenendo un aspetto costante nonostante i cambiamenti interni della loro identità di genere.


Genderfluid: moda o necessità di non identificarsi?

Essere genderfluid non è una moda, ma un’autentica identità di genere. Rappresenta la necessità di alcune persone di non essere vincolate a un genere fisso. Per loro, la fluidità di genere è una parte intrinseca della propria identità e non una tendenza passeggera.

È importante rispettare e riconoscere la validità delle identità genderfluid, evitando di minimizzarle come “fasi” o “moda”. La comprensione è fondamentale per sostenere le persone genderfluid nella società.


Qual è l’origine del termine e la sua storia?

Il termine genderfluid è in uso almeno dagli anni ’90. La prima menzione nota risale al libro di Kate Bornstein, “Gender Outlaw: On Men, Women and the Rest of Us“, pubblicato il 12 maggio 1994. In questo libro, il termine genderfluid è definito come:

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La capacità di diventare liberamente e consapevolmente uno dei molti generi illimitati, per qualsiasi durata di tempo, a qualsiasi ritmo di cambiamento. La fluidità di genere non riconosce confini o regole di genere.”

Negli anni ’90 e 2000, era più comune che una persona genderfluid si identificasse come bigender o genderqueer. Il termine genderfluid ha guadagnato popolarità con l’avvento di piattaforme online e comunità che hanno permesso una maggiore visibilità e discussione sull’identità di genere genderfluid.

Nel 2015, il termine “genderfluid” è stato aggiunto all’enciclopedia Treccani, che lo definisce come:

“(gender fluid), agg. inv. e s. f. e m. Che, chi rifiuta di riconoscersi in un’identità sessuale definita e definitiva.”; “Espressione inglese composta dal s. gender (‘genere’) e dall’agg. fluid (‘fluido’)”


Quali sono i pregiudizi a cui va incontro la persona genderfluid?

quali sono i pregiudizi e stereotipi a cui le persone genderfluid vanno incontro
Foto di Alexander Grey su Pexels

Le persone genderfluid possono affrontare diversi pregiudizi e malintesi, tra cui:

  • Incomprensione: molti pensano che la fluidità di genere sia “solo una fase” o una confusione temporanea, non riconoscendo la validità dell’identità.
  • Invalidazione: alcuni possono rifiutare di accettare i cambiamenti relativi all’identità genere di una persona, insistendo nell’usare pronomi o nomi non corretti (fenomeni noti rispettivamente come misgendering e deadnaming).
  • Stereotipi: uno dei più diffusi è credere che le persone genderfluid siano indecise o incerte sulla propria identità.
  • Discriminazione: possono essere soggette a discriminazione in ambito lavorativo, educativo o sociale a causa della loro identità di genere in cambiamento.

È fondamentale promuovere l’educazione e la consapevolezza sull’identità genderfluid per combattere questi pregiudizi.


Come e quali sono le rappresentazioni nei media delle persone genderfluid?

loki genderfluid e bisessuale

La rappresentazione dei personaggi genderfluid nei media mainstream è ancora in via di sviluppo, ma alcuni esempi emergono gradualmente, offrendo visibilità e stimolando discussioni sulla fluidità di genere. Tuttavia, spesso queste rappresentazioni possono essere imperfette o incomplete.

Ecco alcuni personaggi:

  • Il personaggio di Riley Cavanaugh nel libro “Symptoms of Being Human” è un adolescente genderfluid che naviga attraverso le sfide dell’accettazione di sé e della società.
  • Loki dalla serie Marvel su Disney+: confermato come genderfluid nel file dell’agenzia TVA nella serie, questa caratteristica di Loki è radicata sia nei fumetti che nella mitologia norrena. Loki, interpretato da Tom Hiddleston, è stato discusso dallo showrunner Michael Waldron e dallo stesso Hiddleston come un aspetto essenziale del personaggio, che riflette la sua identità complessa e fluida da molto tempo prima dell’attuale discussione culturale su queste questioni.
  • Camilo da “Encanto” di Disney: anche se non esplicitamente dichiarato nel film, Camilo è stato adottato dalla comunità come un possibile esempio di personaggio genderfluid, data la sua capacità di cambiare forma, che potrebbe simboleggiare la fluidità di genere.
  • Alex Fierro nei libri “Magnus Chase” di Rick Riordan: Alex è un personaggio dichiaratamente genderfluid e fa parte del pantheon della mitologia norrena nel libro. Rappresenta una figura che cambia genere, un personaggio che contribuisce a introdurre concetti di fluidità di genere ai lettori più giovani.

Esempi di personaggi famosi genderfluid?

Alcune persone famose che si sono identificate o che si identificano attualmente come genderfluid sono le seguenti:

  • Miley Cyrus: cantante che ha parlato apertamente della sua identità di genere fluida, affermando che non si identifica pienamente come uomo o donna.
  • Ruby Rose: modellə e attorə australiana che ha fatto coming out genderfluid.
  • Sam Smith: cantante inglese che ha condiviso la propria esperienza con l’identità non binary e genderfluid, preferendo l’uso dei pronomi they/them.
  • Claude Cahun: artista francese del XX secolo che utilizzava l’arte per esaminare la presentazione di genere e i ruoli nella società. Nella sua autobiografia, ha affermato che il suo genere era fluido e dipendeva “dalla situazione”.

Fonti e risorse utili

Se desideri approfondire l’argomento o trovare supporto, ecco alcune risorse utili:


Speriamo che queste risposte abbiano chiarito cosa significa essere genderfluid. Ricorda che ogni persona vive la propria identità di genere in modo unico, e il rispetto e la comprensione sono fondamentali.

© Riproduzione riservata.

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