Marina Terragni è stata nominata nuova Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Terragni, nota esponente del movimento femminista radicale “gender critical“, ha spesso criticato le istanze delle persone trans e promosso un approccio reazionario al tema dell’identità di genere. È una delle voci più ascoltate nel governo sui temi riguardanti la cosiddetta teoria gender, contro cui l’estrema destra italiana ha intrapreso una durissima battaglia ideologica. La sua nomina segna un netto cambio di rotta nelle politiche sui minori, del resto atteso dal governo di estrema destra di Giorgia Meloni, impegnato già dal suo insediamento, nell’autunno del ’22, in una guerra di invisibilizzazione e annullamento civile dell’intera comunità LGBTIAQ+ italiana.
Chi è Marina Terragni?
Giornalista e scrittrice milanese, Terragni è nota per le sue posizioni reazionarie su femminismo e diritti di genere. Esponente del movimento radfem (“femministe radicali gender critical”), si oppone alla maternità surrogata e alle teorie gender. Ha dichiarato che “i bambini trans non esistono”, evidenziando una visione che contrasta con il supporto e l’accoglienza richiesti dal suo incarico. In passato, come presidente del Gender Equality Advisory Council del G7, ha affrontato temi come il disagio della Generazione Z, ma il suo approccio rigido ha spesso rifiutato le evoluzioni verso inclusività e diversità. Nel 2017 riuscì a dire quanto: “Lo stupro è un progetto omosessuale di sottomissione della donna”.
Nel blog RadFem Italia, Terragni elogiò Giorgia Meloni come simbolo di “donna forte” in un panorama dominato dagli uomini, contrapponendola a una sinistra accusata di aver abbandonato le donne in favore della fluidità di genere. Le posizioni di Terragni, vicine a quelle di Meloni, si oppongono a teorie gender e maternità surrogata, difendendo una visione conservatrice della femminilità. Un approccio, però, che esclude l’autodeterminazione e i diritti LGBTQIA+.
Sentinelle in piedi, omofobi e destra reazionaria sostengono il veterofemminismo di Marina Terragni
Le TERF e le loro implicazioni
Terragni appartiene al movimento TERF (Trans-Exclusionary Radical Feminists), che esclude le donne trans dal femminismo e nega la legittimità delle loro esperienze. Un femminismo dunque che si ferma al sesso biologico, ignorando l’identità di genere e alimentando discriminazioni. Le TERF vedono nelle istanze trans una minaccia, ma la loro ideologia, lontana dall’inclusività, lascia fuori chi già vive ai margini. È un passo indietro, non una rivoluzione: rigidità travestita da lotta.
Un messaggio ideologico
La scelta di Terragni non è neutra: invia un chiaro segnale politico che ignora le esigenze di una generazione in cerca di supporto. Mentre l’ex Garante Carla Garlatti promuoveva ascolto e partecipazione, il rischio ora è di ridurre questi spazi di dialogo a favore di un approccio conservatore e rigido. La posizione contraria ai percorsi di affermazione di genere per i minori è il manifesto dichiaratamente transfobico di questo governo.
Femminismo esclusivo
Oltre a minacciare i diritti delle persone trans, la nomina di Terragni rappresenta un passo indietro per il femminismo stesso, tradendo i principi di inclusività che oggi caratterizzano il movimento. Le sue idee rischiano di legittimare pratiche discriminatorie, danneggiando non solo le giovani persone trans, ma l’intera società, che si impoverisce con la negazione della diversità. Non solo: con l’intento di avversare la cosiddetta teoria gender, la nomina di Terragni segna una dichiarazione di guerra all’idea stessa di identità di genere. Chiunque abbia a che fare con bambini, conosce benissimo quell’universo sfumato di comportamenti, istinti, inclinazioni che generano la complessità unica di un individuo. Per Terragni e tutta la – sparuta – compagnia di femministe terf (poche, pochissime donne e tutte molto potenti), esiste soltanto la biologia: un pene o una vagina ti imprigioneranno ad infinitum.
Quella di Terragni è una nomina politica reazionaria, che ignora i bisogni di una società complessa e diversificata. In un momento in cui i diritti delle giovani generazioni dovrebbero essere una priorità, la scelta di Marina Terragni è l’ennesima prova della trazione neofascista del Governo Meloni.
Aggiornamento: i precedenti garanti per l’infanzia e l’adolescenza
Marina Terragni è una giornalista priva di esperienza istituzionale o giuridica, ma, come ricorda Famiglie Arcobaleno, è stata nominata Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, succedendo a figure di altissimo profilo come Vincenzo Spadafora, già presidente UNICEF, Filomena Albano, magistrata esperta in adozioni internazionali e tutela dei minori, e Carla Garlatti, ex presidente del Tribunale per i minorenni. Dove prima c’erano competenza, anni di esperienza sul campo e un impegno reale per i diritti dei bambini e degli adolescenti, ora troviamo un nome noto per le sue posizioni controverse. Terragni si oppone alle teorie gender, nega la validità delle identità trans e si fa portavoce di un femminismo esclusivo che ignora la complessità e i bisogni di una generazione in continua evoluzione.
In un ruolo che richiede una guida inclusiva e competenze giuridiche per proteggere i più vulnerabili, la nomina di Terragni manda un messaggio inequivocabile: il governo preferisce l’ideologia alla competenza. Non si tratta di una figura neutrale o super partes, ma di una scelta che rischia di minare decenni di progressi sui diritti dei minori. In un momento storico in cui i giovani chiedono ascolto e supporto, Terragni rappresenta un passo indietro per il paese, un pericoloso segnale di chiusura e regressione.
Le reazioni: Famiglie Arcobaleno sulla nomina di Marina Terragni
A quale titolo? Questo Governo e questa destra ci stanno abituando al peggio – 17 Gennaio 2025
Apprendiamo con sorpresa e preoccupazione della nomina della dott.ssa Marina Terragni ad Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
A scorrere i titoli e le esperienze di chi ha già ricoperto questo ruolo ci chiediamo con quali motivazioni i presidenti di Camera e Senato, Fontana e La Russa, abbiano scelto il curriculum della dott.ssa Terragni giornalista, scrittrice, blogger e opinionista.
Viene scontato pensare che la nomina sia giustificata unicamente dai posizionamenti ideologici della dott.ssa Terragni che ha costruito la sua notorietà sugli attacchi continui e reiterati alla comunità LGBTQIA+. Terragni da anni mostra posizioni gender critical, trans escludenti, nega l’esistenza delle giovani persone trans, si batte per l’esclusione delle persone trans dallo sport, è contraria alla genitorialità delle persone LGBT+, ha attaccato i genitori di giovani persone trans e il lavoro dell’ospedale Careggi, si è battuta contro il DDL Zan (che alla luce delle continue aggressioni a sfondo omolesbobintrasfobico mostra tutta la sua urgenza) ed è una delle promotrici della legge Varchi contro la gestazione per altr*.
Come Famiglie Arcobaleno ci chiediamo con rammarico come il furore ideologico e omolesbobintrasfobico possa spingere il Governo a nominare persone prive di titoli a ricoprire ruoli così delicati per l’infanzia e l’adolescenza del nostro paese. Pur di colpire la nostra comunità e continuare l’opera di smantellamento dei diritti delle minoranze, si mettono a rischio i minori scegliendo figure evidentemente inadeguate.
- Marina Terragni nominata dopo Vincenzo Spadafora, Garante fino al 2016, che nel suo CV vanta il record di più giovane presidente nella storia dell’UNICEF sia in Italia che nel mondo.
- Marina Terragni dopo Filomena Albano Garante fino al 2020, già Commissario della Commissione Adozioni Internazionali, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Esperta del Gruppo di lavoro del Ministero della Giustizia sulla revisione del Regolamento relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale. Già magistrata, fino al 2016 è stata Giudice della I Sezione civile – Area della famiglia/minori e diritti della personalità.
- Marina Terragni dopo Carla Garlatti, Garante uscente, che è stata presidente del Tribunale per i minorenni di Trieste, già magistrata e componente della Commissione per la “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”, componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, delegata al negoziato a Bruxelles relativo alla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile, e tanto altro.
Alessia Crocini Presidente di Famiglie Arcobaleno: “Questo Governo e questa destra ci stanno abituando al peggio ma ogni giorno ci rendiamo conto che al peggio non c’è mai fine. L’ideologia acceca le decisioni di questa maggioranza e produce mostri: dalla legge Varchi che criminalizza i genitori di bambin* nat* da GPA agli ispettori al Careggi, dalle ispezioni della ministra Bernini contro i docenti universitari* alla riforma Valditara che vuole portare l’obbligo della lettura della Bibbia nelle scuole primarie. Noi continueremo come abbiamo fatto in questi 20 anni di attivismo a difendere i diritti e la dignità delle persone LGBT+ di ogni età, i figli e le figlie delle famiglie omo e trans genitoriali, i genitori di persone LGBT+ e a batterci per la piena eguaglianza di tutte le cittadine e i cittadini. Attendiamo che i presidenti Fontana e La Russa ci spieghino a quale titolo si elegga una Garante per l’infanzia, che di titoli ed esperienze adatte al ruolo sembra non averne.”
