Ancora omofobia, ancora una volta a Roma, dopo le sconcertanti due aggressioni di inizio 2025 a due coppie gay. Marco e Andrea, impiegati di 53 e 51 anni, uniti civilmente e residenti in un appartamento acquistato 20 anni fa, con mutuo, a Roma Est, sono finiti in un vero e proprio incubo condominiale.
Minacce e insulti dai vicini
Nel 2022 si è trasferita nel palazzo una famiglia composta da marito, moglie, due bambine di sei e otto anni e un cane. Nuovi vicini di casa, dirimpettai che hanno da subito iniziato ad insultare Marco e Andrea, solo e soltanto perché gay. “Voi siete malati, siete animali: dovete lasciare questo palazzo”, gli hanno gridato, facendogli trovare stracci imbevuti di acido e varechina. Il 18 dicembre scorso Marco e Andrea non ce l’hanno fatta più e hanno sporto denuncia per stalking e atti persecutori, visto il “disinteresse dell’amministratore del palazzo”
La denuncia alla polizia
Allegate al verbale, scrive LaRepubblica, le registrazioni audio delle minacce, i referti medici firmati dagli specialisti del policlinico Umberto I e dell’ospedale Sandro Pertini, dove è stato rilevato l’11 maggio scorso che Andrea “accusa da un anno, vomito, bruciore epigastrico, spasmi addominali in relazione all’inalazione di sostanze chimiche provenienti dalla proprietà confinante“. Sintomi accusati anche da Marco, che è “affetto da allergopatia respiratoria, con ipotermia diffusa delle mucose nasali“.
Questo perché i vicini continuano a stendere sulla recinzione che separa i due giardini privati degli stracci imbevuti di acido e varechina, in modo tale da costringere Marco e Andrea a non usare il giardino. Ma i due uomini non possono cambiare appartamento, hanno ancora 10 anni di mutuo.
“Siamo costretti a vivere costantemente chiusi in casa, abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini di vita“, ha confessato Marco, che il 12 luglio scorso è dovuto andare al pronto soccorso del Policlinico Umberto I. Qui la psicologa ha riscontrato “ideazioni anti-conservative, pensieri suicidari”, perché l’uomo si sente prigioniero di una situazione senza via di uscita. “Abbiamo buoni rapporti con tutti gli altri condomini, il 5 dicembre scorso abbiamo chiesto aiuto in assemblea condominiale, ma siamo stati minacciati ancora, perfino davanti all’amministratore”.
Anche per Marco e Andrea domani Milano scenderà in piazza, alle ore 15 in piazza Castello, per dire basta all’omotransfobia.

Mi sembrano storie dell’altro mondo. Possibile che non possiate far nulla per difendervi?