Karla Sofía Gascón e i mesi di odio: “Il dolore è stato così travolgente che ho contemplato l’impensabile”

"Fortunatamente ho mantenuto il mio briciolo di sanità mentale per vedere la luce alla fine di questo tunnel, mi scuso con tutti quelli che ho offeso in qualsiasi momento della mia vita, continuerò ad imparare e ad ascoltare per non commettere gli stessi errori in futuro".

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Come sono cambiate le personagge sullo schermo? (Karla Sofia Gascón in Emilia Pérez, 2024)
Come sono cambiate le personagge sullo schermo? (Karla Sofia Gascón in Emilia Pérez, 2024)
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Dal paradiso all’inferno, dal sogno all’incubo. La lunghissima stagione dei premi cinematografici di Karla Sofia Gascon è stata a due facce, un’altalena di emozioni, elogi e attacchi, applausi e critiche feroci.

Karla Sofia Gascon archivia i mesi di insulti e minacce

Karla Sofía Gascón e i mesi di odio: "Il dolore è stato così travolgente che ho contemplato l'impensabile" - Karla Sofia Gascon - Gay.it

Perso il sogno Oscar 2025 dopo l’infinita quantità di storiche nomination conquistate come prima attrice trans di sempre, Karla si è concessa una lunga chiacchierata con l’Hollywood Reporter in cui ha affrontato gli ultimi complicati sei mesi, partendo dalle battute che il presentatore Conan O’Brien le ha dedicato nel corso della notte Oscar.

Ho adorato la cerimonia, onestamente, l’ho trovata molto piacevole”. “Mi sarebbe piaciuto viverla in modo più normale, dalla felicità dell’essere stata nominata, di festeggiare, come sto facendo ora, piena di amore, una persona che mette l’anima e il suo essere nel suo lavoro e che si dona agli altri”. “Sono molto grata di essere tornata e per come i miei colleghi e i professionisti dell’industria di Hollywood mi hanno accolta. Sono grata all’accademia, a Netflix e alla produzione“.

Gascón sta ora “lavorando a diversi progetti“, ma nell’attesa ha voluto scusarsi ancora una volta “con tutti coloro che ho offeso in qualsiasi momento della mia vita e durante il mio viaggio“, chiedendo “perdono” e impegnandosi a “continuare ad imparare e ad ascoltare per non commettere gli stessi errori in futuro“.

Karla Sofia Gascon e il tema della salute mentale

Karla Sofía Gascón e i mesi di odio: "Il dolore è stato così travolgente che ho contemplato l'impensabile" - Karla Sofia Gascon in Emilia Perez - Gay.it

L’attrice è stata infatti travolta da un’infinità di critiche per alcuni vecchi tweet definiti razzisti riemersi a inizio 2025. Tutto quello che è accaduto dopo è stato devastante, sia per lei che per Emilia Perez, film nominato a 13 Oscar ma premiato con due statuette appena (senza alcun accenno alla comunità trans dal palco). Karla ha precisato come “le cose dolorose” da lei dette e fatte derivassero “dalla paura, dalla mia ignoranza, dal mio dolore“, ma adesso è pronta a trasformare questa complicata esperienza per “aprire una discussione e una riflessione  molto onesta sulla salute mentale”.

“In quest’ultimo episodio, il più chiacchierato e il più esposto della mia vita, sono stati creati diversi account falsi a mio nome per aumentare il dolore e la confusione”. “Mi sono state rivolte accuse assurde e persino deliranti, che hanno ferito profondamente il mio spirito. Le cose sono degenerate a un punto tale, e così rapidamente, che non riuscivo nemmeno a respirare”.

Gascón ha ammesso che in quei due lunghi mesi, che ha etichettato come una “tempesta inaspettata e devastante“, ci sono stati momenti “in cui il dolore è stato così travolgente che ho contemplato l’impensabile”. “Ho nutrito pensieri più oscuri di quelli che avevo preso in considerazione in alcune delle mie precedenti lotte, non meno intime e personali“, rivela Gascón, senza specificare quali fossero questi “pensieri più oscuri” e cose “impensabili”.

“E mi sono chiesta: se io, con tutta la mia forza e la mia preparazione per affrontare la rabbia e il rifiuto, sono finita sull’orlo del baratro, cosa sarebbe successo a qualcuno con meno risorse emotive per resistere a questo assalto? In qualche modo, ce l’ho fatta. Altri non sarebbero sopravvissuti a questo inverno brutale che si sta per concludere“.

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Ora che la tempesta si sta un po’ calmando e il peggio è passato (o almeno spero), inizio a vedere chiaramente ciò che ho imparato. Ho imparato che l’odio, come il fuoco, non può essere domato con altro odio”. “Le offese non possono essere cancellate con altre offese e gli errori non possono ripulire altri errori, soprattutto quando bugie e falsità proliferano ovunque e quando tutto ciò che mi rimandano indietro è pura rabbia, palese bullismo, irritazione, disprezzo e persino minacce di morte”. “Fortunatamente, ho mantenuto il mio briciolo di sanità mentale per vedere la luce alla fine di questo tunnel di odio e capire che devo essere e fare meglio, correggere i miei errori passati, senza impegnarmi in altre oscurità. Altrimenti, se gioco al loro gioco, e ricambio e amplifico tutto quell’odio che gli altri proiettano su di me, mi perderò; non andrò mai avanti e non sarò in grado di continuare ad aiutare gli altri, ancora bloccati nella tempesta“.

Karla Sofia Gascon e la comunità trans

Karla Sofía Gascón e i mesi di odio: "Il dolore è stato così travolgente che ho contemplato l'impensabile" - Karla Sofia Gascon - Gay.it
 

Gascón ha ricordato come abbia trascorso anni nel cercare di dare visibilità a “un gruppo storicamente trascurato, un gruppo che fa parte della mia identità e della mia realtà”. “Ho difeso e riflettuto la vita di una donna trans intrappolata nel peggior posto possibile: il corpo di un criminale immerso in un ratriarcato”. E ha aggiunto che continuerà a sostenere “i diritti dei più svantaggiati“.

Mi troverete sempre dalla parte opposta del fanatismo, dell’imposizione, del patriarcato, del fascismo, delle dittature, del terrore, dell’abuso e dell’irrazionalità”. “Non mi lego a nessuna bandiera politica; cerco solo di essere un essere umano in continua evoluzione, con successi e fallimenti, ma con una volontà incrollabile di imparare, ascoltare, ammettere gli errori, scusarmi e perdonare gli altri come perdono me stessa per il dolore inutile che ho causato”. “Solo attraverso la comprensione, la compassione, il perdono e l’empatia possiamo costruire un mondo in cui la differenza non è sinonimo di condanna, ma di ricchezza. Un mondo in cui possiamo imparare e crescere man mano che andiamo avanti. Un mondo in cui possiamo tutti mettere da parte i nostri scudi ed essere noi stessi. Grazie dal profondo del mio cuore“.

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