Galatina, baby gang picchia 16enne con disabilità: “Sto ricch**ne”, aggressione e insulto omofobo

16enne con disabilità picchiato dal branco a Galatina finisce in ospedale con una costola rotta: "Sto ricc....ne", insulto omofobo, interviene Salento Pride.

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Baby Gang persona disabile Galatina
Aggressione shock a Galatina ai danni di un 16 portatore di disabilità.
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L’ondata di violenza non accenna a placarsi. Una brutale aggressione è stata messa a segno lo scorso mercoledì sera a Galatina, in provincia di Lecce. Un giovane 16 anni affetto da grave disabilità è stato ferocemente pestato da un gruppo di minori, che hanno documentato il vile atto postando il video sui social. Non sono bastate le suppliche della vittima a fermare il moto di violenza del branco, che ha infierito sul 16enne con tanto di epiteti a sfondo omofobo. Salento Pride è intervenuto denunciando pubblicamente il vile atto di bullismo. 

Aggressione a Galatina: 16enne con disabilità picchiato e insultato
Aggressione a Galatina: 16enne con disabilità picchiato e insultato

Brutale aggressione a Galantina, 16enne picchiato dal branco

Il violento pestaggio, condito da insulti omofobi, è avvenuto lo scorso mercoledì sera nella sala d’attesa della stazione ferroviaria di Galatina, dove si trovava la vittima, un ragazzo tunisino di 16 anni, affetto da gravi patologie e invalido al 100%. “Devo riprendere tutto, oggi siamo qui con la gang del bosco”, dice una voce femminile mentre avvia il filmato poi finito online (e fortunatamente rimosso). “Amò, dentro ci sono le telecamere”, avverte ancora la ragazzina, ma non basta questo a fermare il branco, deciso a raggiungere il sedicenne.

Dopo essere stato accerchiato dalla baby gang formata da almeno sei minori (tra cui la ragazza che riprendeva tutto con il suo cellulare ed altri non ancora quattordicenni), è stato brutalmente colpito con calci, pugni, schiaffi. Mentre infierivano fisicamente sul giovane, uno del branco continuava a colpirlo senza sosta con una cintura, anche al capo. Una volta a terra, l’aggressione è andata avanti senza sosta, nonostante i tentativi della vittima di difendersi, implorando di essere lasciato stare.

Sarebbero stati i genitori, il giorno seguente la brutale aggressione, ad accorgersi delle ferite e dei lividi riportati dal ragazzo, che in un primo momento ha minimizzato, probabilmente per paura, per poi crollare e raccontare tutto. Portato in ospedale per tutte le cure del caso, è stato sottoposto ad una Tac, riportando una costola fratturata e una prognosi di 25 giorni

Non solo aggressione fisica: insulti omofobi e una scia di violenza

Il caso di atroce bullismo è stato denunciato al commissariato di Galatina e ne è seguita un’inchiesta da parte della Procura dei minori di Lecce. All’orrore della violenza fisica, si aggiunge anche l’insulto omofobo finale. Al termine del brutale pestaggio, infatti – come emerso dal video shock – uno dei responsabili ha chiosato con un epiteto a sfondo omofobico: “Sto ricc….ne”.

Aggressione e insulto omofobo a Galatina
Aggressione e insulto omofobo a Galatina

Gli investigatori avrebbero già identificato i sei responsabili, già noti per precedenti atti vandalici e aggressioni, sempre ripresi e postati online. Solo pochi giorni prima, infatti, avrebbero pestato e denudato un altro minore. Non solo: parte della baby gang sui social era solita sfoggiare scatti con cappucci in testa, spranghe e coltelli in mano. 

Un chiaro riferimento a La Gang del bosco – così come il branco si era ribattezzato – pellicola d’animazione in cui gli animaletti protagonisti armati di oggetti comuni tentavano di difendersi e sopravvivere tra gli umani. 

“Ho paura”, parla la madre della vittima

Al Tg3, la madre del ragazzo ha preferito parlare solo telefonicamente. Così come il figlio si è detta terrorizzata, nonostante la denuncia. “Io vivo con questa paura. Ormai se lui sta fuori cinque minuti in più io inizio direttamente a telefonargli. Abbiamo paura”, ha ribadito la donna, “ogni giorno viviamo quella paura”. La mamma ha ammesso di non essere riuscita a vedere interamente il video del pestaggio a scapito del figlio: “Ormai oggi non posso rimanere tranquilla”.

Il movente dell’atto, attualmente al vaglio degli inquirenti, resta ancora un giallo. “Non so se è bullismo o razzismo”, dice la madre, “Non voglio mettermi questo in testa perché è troppo brutto anche soltanto pensarlo”. La donna ha rivolto la sua preghiera alle famiglie di altri adolescenti, affinché possano seguire di più i loro ragazzi. Un appello anche ai giovani come suo figlio: “Bisogna studiare, pensate al vostro futuro meglio di quello che state facendo, perché rovinate la vostra famiglia e quelle degli altri”.

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Comunità sconvolta: le reazioni pubbliche di politici e artisti

La comunità di Galatina e del Salento è rimasta sconvolta di fronte all’ennesimo atto violento. Il sindaco della cittadina, Fabio Vergine, è intervenuto al Corriere della Sera, commentando: “Le immagini girate nella stazione turbano le coscienze. Il bullismo, la violenza, la sopraffazione e l’illegalità sono piaghe sociali spesso ignorate fino a quando non sfociano in criminalità. È un’azione criminale e odiosa. Nessuno si permetta di sminuirla”.

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Il primo cittadino ha sottolineato come “Il bullo può sviluppare comportamenti antisociali, la vittima può cadere nell’isolamento e nella depressione” e non si è tirato indietro, manifestando la piena volontà della sua città di voler combattere l’ondata di violenza: “Galatina ha gli anticorpi, e chiederemo un tavolo di lavoro con tutte le istituzioni competenti. Dobbiamo farcela. Tra il male e il bene, è più forte il bene”.

Ad intervenire, anche il presidente dell’Ordine degli psicologi pugliesi, Giuseppe Vinci: “È un segnale del cattivo stato sociale ed emotivo di una parte dei ragazzi. Si tratta di un’aggressione che coinvolge dinamiche di gruppo, disprezzo per le fragilità e uso della violenza come affermazione. Bisogna educare: le scuole, le famiglie e le istituzioni devono diventare luoghi sicuri di crescita, con psicologi e educatori capaci di intercettare il disagio prima che diventi violenza”.

“Non può più succedere. Sono senza parole. I genitori di questi ragazzi sappiano come rimediare a così tanto orrore”, ha tuonato sui social Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro.

La denuncia di Salento Pride

Alle numerose reazioni di indignazione per il fatto di violenza registrato a Galatina, si aggiunge anche la pubblica denuncia di Salento Pride, che in un comunicato sui social ha voluto ribadire la piena vicinanza alla vittima e alla sua famiglia, sottolineando l’orrore e ricordando quanto contenuto nel proprio manifesto politico:

“La notizia del vile atto di bullismo a Galatina è un colpo al cuore. Una crudeltà così inaudita ha tante cause, ma ne citiamo due: mancato rispetto dell’autodeterminazione dell’altrui persona e la mancanza di una programmazione seria che implementi, nei luoghi del sapere e della crescita, un’educazione alla sensibilità, al rispetto reciproco, all’amicizia, all’empatia, alla gentilezza. Così come ribadito nel nostro documento politico, al di là delle rivendicazioni specifiche, il nostro auspicio è che sia insegnata l’unica via percorribile: quella del rispetto e della convivenza civile. Profonda vicinanza alla vittima. Disponibilità a cambiare le cose, nel nostro Salento, per tutte le persone”.

 

 

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Nelle parole di Salento Pride emerge l’importanza della battaglia intersezionale, ovvero la lotta per i diritti e l’uguaglianza che riconosce come le diverse forme di discriminazione – razzismo, sessismo, omofobia, abilismo, transfobia, classismo, xenofobia – si intersecano e si rafforzano tra loro. Una lotta comune, che oggi più che mai, anche alla luce dell’ultimo episodio di violenza, non può (e non deve) più passare inosservata.

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