Carolina Morace, Valentina Palmisano e Pasquale Tridico, europarlamentari del Movimento 5 Stelle, hanno annunciato in una nota congiunta la presentazione di un’interrogazione parlamentare contro la legge Varchi, che ha tramutato in “reato universale” la gestazione per altri nel nostro Paese.
Il “caso Italia” al Parlamento europeo

Una legge, sottolinea il M5S, che contrasta con il diritto e i valori europei, prevedendo pene detentive e multe salatissime per i genitori dei bambini nati attraverso GPA.
“In una interrogazione prioritaria alla Commissione europea chiediamo all’esecutivo europeo di far rispettare i Trattati, in particolare il principio della non discriminazione, della libertà di movimento e l’accesso alle strutture pubbliche come sanità e scuola che vengono minate dal mancato riconoscimento di questi bambini“.
Proprio oggi Morace, Palmisano e Tridico hanno incontrato al Parlamento europeo Francesca Re e Lorenzo Mineo, rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni che insieme ad altri esponenti della società civile europea hanno successivamente parlato con il Commissario europeo alla Giustizia Michael McGrath per denunciare il caso Italia, ribadendo la contrarietà a “questa legge assurda e liberticida. Sosterremo la petizione presentata al Parlamento europeo dall’associazione Luca Coscioni su questo tema e ci schieriamo in difesa di tutti quei genitori e di quei bambini i cui diritti vengono sistematicamente violati da questo governo. Ricordiamo che in ben 70 Paesi al mondo la gestazione per altri è legale, ben regolamentata e prevede ampie tutele sia per le donne che decidono di prestare il loro corpo per mettere al mondo un bambino non loro, sia per le coppie eterosessuali e non che intraprendono questo percorso. La destra fa delle discriminazioni una bussola politica, ma noi faremo di tutto per impedirglielo anche chiamando in causa la Corte di giustizia europea”, hanno concluso Morace, Palmisano e Tridico.
La petizione per una legge a favore di una GPA solidale
L’associazione Luca Coscioni ha lanciato una petizione a sostegno di una “una legge sulla gravidanza per altri solidale”, ad oggi sottoscritta da quasi 15.000 persone.
Nella raccolta firme si chiede al Parlamento di intervenire per superare un divieto che non protegge, ma anzi di fatto espone all’abuso.
“Contro ogni forma di abuso e per chi oggi a causa dei divieti in vigore non è libero di autodeterminarsi, per i nati all’estero non riconosciuti in Italia, per la gestione dei problemi reali contro arbitrari proibizionismi, chiediamo ai nostri rappresentanti politici di rispettare, proteggere e garantire i diritti di tutti i soggetti coinvolti in un percorso di fecondazione medicalmente assistita con gravidanza per altri solidale“.
L’Associazione Luca Coscioni, insieme a +Europa, ha in tal senso da tempo depositato in Parlamento una proposta di legge sulla gravidanza per altri solidale.
