Louis Martin Prevost, il fratello di Papa Leone XIV ha scritto messaggi transfobici su Facebook

Il 73enne Prevost è stato subito acclamato dall'ultradestra USA.

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Quella di ieri è stata la giornata dell’intronizzazione di Papa Leone XIV, ma dagli Stati Uniti d’America rimbalza una polemica legata al fratello maggiore del nuovo pontefice, Louis Martin Prevost, autore di contenuti transfobici e filo-repubblicani su Facebook sbarcato nella Capitale nel weekend proprio per assistere all’insediamento del Papa.

I post social di Louis Martin Prevost

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L’account del 73enne fratello di Papa Leone XIV è stato immediatamente scandagliato, quando Robert Francis Prevost è uscito Santo Padre dal Conclave, con la stampa che ha trovato alcune dichiarazioni molto esplicite. Ne dà notizia il The Guardian.

Louis ha condiviso un video in cui la deputata dem ed ex presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi veniva definita una “str*nza ubriaca”.

In un altro post ecco arrivare un meme anti-trans in cui si legge: “Tuo figlio non è trans, sei solo tu ad essere un genitore di m***a“.

In un terzo post Louis accusa l’ex presidente Barack Obama e i Democratici di “desiderare la distruzione totale del nostro stile di vita e di trasformare questo Paese in una dittatura, per giunta razzista“.

In un quarto post ha chiesto l’arresto dei democratici con l’accusa di tradimento per aver incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, dopo il celebre litigio con Trump all’interno dello Studio Ovale.

Tutti i post sono stati poi resi privati sull’account Facebook di Prevost, dopo la diffusione mediatica, ma il diretto interessato ne ha confermato la veridicità precisando come quanto scritto e condiviso fossero sue opinioni e non di Papa Leone XIV. Il sito politico conservatore Gateway Pundit lo ha esaltato come “un patriota americano dal sangue freddo che dice le cose come stanno“.

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Autodefinitosi conservatore, Louis ha dichiarato al New York Times di essere in disaccordo con suo fratello su alcuni punti.”Penso che sarà simile a Francesco, ma forse non tanto liberale, si adeguerà alle regole della Chiesa”. “Penso che sarà un po’ più conservatore“.

Non a caso pochi giorni dopo essere diventato Santo Padre Robert Francis Prevost, da molti forse un po’ troppo frettolosamente definito “anti-Trump”, ha ribadito come l’unica famiglia possibile, per la Chiesa cattolica, sia quella composta da un uomo e una donna, mandando in estasi l’ultradestra internazionale. D’altronde la stessa stampa USA aveva scoperto come Prevost, da vescovo prima e cardinale poi, si fosse iscritto alle liste del partito repubblicano americano sia per le primarie che per le elezioni nazionali.

Quale siano le opinioni di Papa Leone XIV sulla comunità gay e in particolar modo su quella trans, con cui Papa Francesco aveva stretto un rapporto profondo, non è chiaro, perché ad oggi non si è ancora mai espresso pubblicamente sull’argomento.  Dopo l’elezione post-Conclave il New York Times aveva riportato alcune sue critiche ai media dell’intrattenimento, nel 2012, perché a suo dire nutrivano “simpatia per credenze e pratiche in contrasto con il Vangelo”, tra cui lo “stile di vita omosessuale” e le “famiglie alternative composte da partner dello stesso sesso e dai loro figli adottivi”. Se qualcosa sia realmente cambiato negli ultimi 13 anni lo scopriremo da qui a breve, nella speranza che le opinioni di Robert Prevost non siano del tutto affini a quelle di suo fratello Louis  Prevost.

© Riproduzione riservata.

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