Papa Leone XIV, la nuova biografia firmata dalla vaticanista americana Elise Ann Allen per Mondadori, offre uno sguardo approfondito sul pontificato di Leone XIV, al secolo Robert Prevost, primo Papa proveniente dagli Stati Uniti e con una lunga esperienza pastorale in Perù. La Repubblica ne ha anticipato un ampio estratto, pubblicando alcune parti dell’intervista contenuta nel volume. Nel libro, in libreria dal 12 febbraio 2026, è infatti raccolto un lungo dialogo con il Pontefice che affronta temi geopolitici, sociali ed ecclesiali, tra cui il rapporto con la comunità LGBTQ+, la polarizzazione nella Chiesa e la sfida dell’intelligenza artificiale.

Sul tema delle persone gay e trans, Leone XIV ribadisce che la dottrina della Chiesa “continuerà a rimanere com’è”, ma invita a un cambiamento negli atteggiamenti, richiamando l’eredità di papa Francesco e il suo celebre “Todos, todos, todos”.

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Papa Leone XIV tra identità americana, America Latina e polarizzazione

Il Pontefice si definisce “ovviamente, statunitense”, ma sottolinea quanto l’esperienza in Perù abbia inciso sul suo percorso umano e pastorale: “Ho trascorso metà della mia vita ministeriale in Perú, e per questo la prospettiva latinoamericana è per me preziosa”. Un legame che, spiega, è stato significativo anche nel rapporto con papa Francesco e nella comprensione del suo progetto per la Chiesa.

Nell’intervista affronta anche il tema della polarizzazione, dentro e fuori la comunità ecclesiale: “Una cosa è parlare del problema, un’altra è affrontarlo. È fondamentale avviare una riflessione più profonda, cercando di capire perché il mondo sia diventato così polarizzato”. Tra le cause individua “la perdita di un senso più alto della vita umana” e richiama le disuguaglianze economiche e la trasformazione tecnologica, con un riferimento esplicito all’intelligenza artificiale: “Se automatizziamo l’intero pianeta e solo pochi dispongono dei mezzi necessari per vivere bene […], allora sì, c’è un grande problema”.

Il tema LGBTQ+: “Tutti sono invitati”

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È sul rapporto con la comunità LGBTQ+ che l’intervista assume un rilievo particolare. Il Papa riconosce che si tratta di un tema altamente divisivo: “Devo confessare che la questione rimane sullo sfondo dei miei pensieri perché, come abbiamo visto al Sinodo, all’interno della Chiesa qualunque tema legato alla realtà LGBTQ risulta altamente polarizzante”.

La sua linea, almeno per ora, è quella di evitare ulteriori fratture: “Per ora, in coerenza con ciò che ho già cercato di testimoniare e di vivere come Papa in questo momento della storia, cerco di non alimentare la polarizzazione nella Chiesa”.

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Leone XIV richiama esplicitamente l’espressione usata da Francesco: “Ciò che intendo dire è ciò che Francesco ha affermato con molta chiarezza con quel: “Todos, todos, todos”. Tutti sono invitati a entrare, ma non in quanto espressione o meno di una specifica identità. Invito una persona perché è figlio o figlia di Dio. Tutti sono i benvenuti, e possiamo conoscerci e rispettarci”.

Il Pontefice distingue però tra accoglienza delle persone e cambiamento dottrinale. “La gente desidera che la dottrina della Chiesa cambi, e vuole che cambino gli atteggiamenti: io credo che dobbiamo cambiare innanzi tutto gli atteggiamenti, prima ancora di pensare a modificare ciò che la Chiesa insegna su una determinata questione”.

Sul matrimonio egualitario e sul riconoscimento delle persone trans, la posizione è netta: “Mi pare molto improbabile, almeno nel prossimo futuro, che la dottrina della Chiesa cambi i propri insegnamenti sulla sessualità e sul matrimonio”.

E ancora: “Capisco bene che questo sia un tema controverso, e che alcune persone avanzeranno richieste come: ‘Vogliamo il riconoscimento del matrimonio gay’, o ‘Vogliamo il riconoscimento delle persone trans’, affinché siano ufficialmente accolti e approvati dalla Chiesa. Gli individui saranno accolti e ricevuti”.

Infine, una precisazione sul ruolo pastorale: “Qualsiasi sacerdote ascolterà in confessione persone di ogni tipo, con ogni genere di difficoltà, di situazioni di vita e di scelte compiute. L’insegnamento della Chiesa continuerà a rimanere com’è, e per ora non ho altro da aggiungere su questo punto”.

Dottrina immutata, atteggiamenti da cambiare

Le parole di Leone XIV delineano una linea di continuità sul piano dottrinale: non sono previste modifiche su sessualità e matrimonio. L’accento, piuttosto, è sul cambiamento degli atteggiamenti e sul clima interno alla Chiesa.

Il Pontefice sceglie così una linea di prudenza: evitare strappi, non alimentare contrapposizioni, ribadire la dottrina e, al tempo stesso, invitare tutti a entrare. “Tutti sono i benvenuti”, afferma. Ma l’insegnamento “continuerà a rimanere com’è”.

Una posizione che, con ogni probabilità, continuerà a suscitare confronto dentro e fuori la Chiesa nei prossimi mesi.

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