Lecco, coppia gay perseguitata dal vicino: “fr*ci di m*rda, ricch*oni, dovete morire”, il caso finisce in Tribunale

A Lecco, coppia gay perseguitata dal vicino tra insulti omofobi, minacce e aggressioni. Il caso è finito in tribunale: attesa la sentenza a luglio.

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In pieno mese del Pride, i riflettori si accendono su Lecco per via di un caso di omofobia finito in tribunale. Il processo, giunto alla sua seconda udienza, vede imputato un uomo di 49 anni, accusato di aver vessato diversi condomini, tra cui una coppia gay unita civilmente. Durante il nuovo appuntamento in aula, la coppia ha raccontato le continue vessazioni subite dal vicino, anche a causa della loro omosessualità. Una vicenda controversa, che pone l’accento – e apre alla riflessione – su quanto la discriminazione possa annidarsi persino nella quotidianità di un condominio, mentre la città celebra i diritti LGBTQIA+.

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Coppia gay perseguitata dal vicino a Lecco

Sono in tutto sette i condomini della medesima palazzina a Lecco, tra cui la coppia gay – che hanno deciso di portare il vicino di casa 49enne in tribunali, esausti dalle continue e prolungate vessazioni. Nel corso della seconda udienza, come riferisce Leccoonline.com, a prendere la parola in aula sono stati proprio i due uomini, i quali hanno raccontato le conseguenze subite dalla convivenza divenuta ormai impossibile da gestire.

“Abbiamo l’ansia, si dorme poco, c’è l’incubo di ritrovarselo in casa come già avvenuto. È stato in grado di renderci la vita impossibile: non è più la stessa di prima, da quando è arrivato nel condominio non siamo più padroni di casa nostra”, hanno raccontato. 

Le testimonianze in tribunale hanno tracciato un quadro inquietante della vita quotidiana della coppia gay dopo l’arrivo, nello stabile di via Giusti a Belledo, a Lecco, dell’imputato e di sua moglie. In Aula, la loro versione dei fatti – che si aggiunge a quella di altri cinque condomini – è stata segnata da momenti di forte tensione emotiva, fino alle lacrime.

Il racconto durante il processo: insulti, minacce e paura

Sentenza Bari due mamme Gay.it

Sono numerosi gli episodi spiacevoli subiti dai due uomini uniti civilmente e resi noti nel corso del processo. Secondo il loro racconto sarebbero stati bersaglio di insulti omofobi reiterati, minacce di morte e perfino un’aggressione avvenuta all’interno della loro abitazione. 

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In una occasione, dopo il loro ritorno a casa, si sono trovati più volte di fronte a episodi inquietanti: una pozza di urina davanti allo zerbino, olio versato deliberatamente sulle scale condominiali, e il braccio della porta d’ingresso danneggiato apposta per renderla rumorosa e disturbante. A metà maggio, un episodio particolarmente grave: una lunga scia di alcool etilico stesa sul pavimento conduceva fino alla porta del loro appartamento. “Mancava solo la miccia”, ha commentato amaramente uno dei due durante la testimonianza in Aula.

“Ci tengono d’occhio quando usciamo o rientriamo dal lavoro e allora fanno rumore, sbattono i cancelli, alzano la musica a tutto volume, urlano”, hanno proseguito i due uomini nel corso della loro deposizione. Non solo atti mirati a creare un clima di ansia e tensioni, ma anche vergognosi insulti omofobi rivolti alla coppia: “Non appena ci vedono iniziano con gli insulti: fr*ci di m*rda, ricch*oni, dovete morire, gente come voi non deve esistere”.

Altri condomini vessati: attesa per la sentenza

Oltre agli episodi di omofobia, nel processo si parla anche delle presunte persecuzioni verso gli altri inquilini dello stabile, tra cui l’uso ripetuto di spray al peperoncino spruzzato in abbondanza persino in ascensore, tanto da costringere diversi residenti a ricorrere al pronto soccorso per irritazioni a gola e occhi.

La situazione è peggiorata sempre di più con il passare del tempo: “Per noi la casa era diventata una prigione, appena arrivavamo dal lavoro ci chiudevano all’interno per paura”, ha aggiunto la coppia gay. 

Ora che l’uomo a processo è stato allontanato, l’ansia per i condomini si è finalmente placata, almeno in parte. Il processo riprenderà a luglio, quando saranno ascoltati anche altri testimoni. Dopo la discussione finale, è attesa la sentenza a carico del vicino di casa imputato. 

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