Un bacio scambiato su una panchina da una coppia gay si è trasformato in un incubo per Mario, 31 anni, da anni residente al Pigneto, quartiere romano da tempo noto per la sua vita notturna e il melting pot culturale, ma sempre più spesso al centro della cronaca per episodi di violenza. Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 giugno, Mario è stato vittima di un’aggressione omofoba assieme al ragazzo con cui si trovava. Il fatto è stato raccontato dalla stessa vittima in una seduta della Commissione Pari Opportunità del Municipio V, convocata a ridosso del Roma Pride del 14 giugno.

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Coppia gay aggredita al Pigneto: “Ci siamo baciati, ci hanno picchiati con una mazza”

Secondo quanto riferito da Mario, la serata è iniziata in modo tranquillo, con un aperitivo in via del Pigneto. Intorno all’una di notte, i due si sono seduti su una panchina nei pressi della metro C e si sono scambiati un bacio. Un gesto semplice e naturale, che però ha scatenato l’odio omofobo di un ragazzo, accompagnato da tre amiche.

“Ci siamo dati un bacio, dapprima indisturbati. Poi all’improvviso si è avvicinato un ragazzo in compagnia di tre amiche che ha iniziato a dirci ‘Ci sono bambini’, ‘Non sono cose da fare’. Gli abbiamo risposto cosa volesse e, a quel punto, ci ha insultati chiamandoci ‘Fr**i’ e dicendoci di andarcene. Le ragazze che erano con lui hanno cercato in tutti i modi di fermarlo”, ha raccontato il 31enne, ripreso da RomaToday.

La coppia ha deciso allora di allontanarsi, senza rispondere ulteriormente alla provocazione, ma dopo circa venti minuti, nei pressi del locale Garçonnière (sempre in via del Pigneto), si è imbattuta di nuovo nello stesso aggressore. “Lui continua rivolgerci vari epiteti, noi rispondiamo e, a quel punto, il ragazzo si congeda dalle sue amiche, si allontana un momento, entra in un vicolo e torna con una mazza di legno e un casco”, ha proseguito la vittima.

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Il racconto dell’aggressione: spintoni, legnate e pugni

A quel punto, sempre secondo la testimonianza di Mario, la situazione sarebbe rapidamente precipitata. Il primo aggressore si sarebbe avvicinato nuovamente alla coppia gay, ma questa volta non da solo. “Spuntano  altri quattro giovani che iniziano a colpirci insieme, con spintoni, legnate e pugni. Il casco, l’arma che temevo di più non l’hanno utilizzata”, ha precisato Mario nel corso della commissione Pari opportunità del municipio V.

Il 31enne non ha reagito alla vile violenza, ma ha solo cercato di proteggere il ragazzo che era con lui, frapponendosi tra quest’ultimo e gli aggressori. Poi lo ha afferrato per un braccio e sono riusciti a rifugiarsi in un bar, dove sono rimasti per circa un’ora, assicurandosi che il branco fosse andato via. “Chi ha assistito alla scena ha detto di non aver capito che si trattasse di un’aggressione omofoba, pensavano fosse uno scontro tra gruppi”, ha spiegato ancora la vittima. 

Il secondo incontro con gli aggressori

Pensavano fosse finita lì, ma una volta usciti dal locale e giunti alla fermata del bus in piazzale Prenestino – dove Mario aveva accompagnato il ragazzo, facendogli compagnia fino all’arrivo del bus che lo avrebbe riportato a casa -, la coppia gay si è trovata di nuovo faccia a faccia con il branco

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“Poi rivediamo il gruppo di aggressori, intimo alla persona che era con me di non rispondere, piazzale Prenestino era buio e vuoto, poteva essere pericoloso. Loro ci riconoscono, ci urlano ‘Fr**i di m***a’, tirano pugni al vetro della fermata. Noi restiamo in silenzio e, a quel punto, si allontanano”, racconta il 31enne.

Parlando degli aggressori, la vittima li ha descritti come “ragazzi molto giovani, che non avranno avuto più di 20-22 anni, italiani, non bianchi”.

L’importanza di denunciare

Mario, visibilmente scosso, ha raccontato di non aver ancora sporto denuncia, inizialmente per ragioni di tempo – era in partenza per Napoli – ma ora, su invito del presidente della Commissione Filippo Riniolo, sta valutando come procedere, anche grazie all’offerta di assistenza legale. Lo stesso Riniolo ha sottolineato l’importanza di denunciare simili casi di omofobia: “C’è una percezione di impunità che non deve essere tollerata per questo è essenziale denunciare”.

Il Municipio V, come ribadito dal presidente della commissione, sarà al fianco delle vittime e “reagirà a queste aggressioni, aderendo con ancora più convinzione al Pride”. Ovviamente, non mancherà poi l’intervento concreto con gli avvocati.

Il Pigneto e l’allarme sicurezza

Non è la prima volta che il Pigneto è teatro di episodi omofobi: solo pochi mesi fa, a Capodanno, una coppia gay è stata pestata da una decina di persone. Il quartiere, da sempre luogo di incontro e convivenza tra culture diverse, oggi soffre una crescente insicurezza, segnalata anche dal presidente del Municipio V, Mario Caliste.

Durante l’ultimo incontro dell’Osservatorio per la sicurezza, Caliste ha denunciato la presenza costante di bande giovanili e soggetti in stato di alterazione, chiedendo una maggiore presenza delle forze dell’ordine e una rete più solida di ascolto territoriale. “Abbiamo il dovere di ascoltare il territorio e di agire insieme, con spirito costruttivo e concretezza”, ha sottolineato il minisindaco. Un motivo in più per convocare con maggiore frequenza il comitato e l’osservatorio, al fine di creare un dialogo costante tra forze dell’ordine, associazioni, reti d’imprese e cittadinanza.

Un Pride che pesa di più: non solo festa, ma resistenza

Roma pride 2025, sabato 14 giugno
Roma pride 2025, sabato 14 giugno

A poche ore dal Roma Pride 2025, episodi come questo non possono essere derubricati a casi isolati. L’aggressione subita da Mario e dal suo compagno rappresenta un segnale allarmante della necessità di visibilità, tutele e cultura del rispetto. Andare al Pride quest’anno, più che mai, significa schierarsi contro l’odio, rivendicare il diritto a vivere e amare senza paura.

Le aggressioni omofobe che continuano a ripetersi quasi a cadenza quotidiana, non sono semplici fatti di cronaca, ma campanelli d’allarme di un sistema che ancora oggi fatica a garantire diritti e sicurezza alle persone LGBTQIA+.

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