Non si arresta il fiume di polemiche attorno al generale Roberto Vannacci, eurodeputato leghista, tornato a far parlare di sé per un’uscita infelice che ha indignato non solo la comunità LGBTQIA+ e le associazioni per i diritti civili, ma anche una voce autorevole: quella del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC).
In questo articolo
- 1 Vannacci torna all’attacco, ma stavolta riceve una risposta clamorosa: quella dei Carabinieri
- 2 Le dichiarazioni di Roberto Vannacci e la strategia dell’offesa continua
- 3 Vincenzo Incampo replica a Vannacci: “Le sue parole gettano fango sulle forze dell’ordine”
- 4 La “divisa” contro l’odio: anche i militari sono stanchi di Vannacci
Vannacci torna all’attacco, ma stavolta riceve una risposta clamorosa: quella dei Carabinieri
Nel corso di un comizio tenutosi il 26 giugno 2025 a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, Vannacci ha pronunciato dichiarazioni in perfetta continuità con quelle che lo hanno reso celebre – o forse sarebbe più corretto dire famigerato – dopo la pubblicazione de Il mondo al contrario, il suo libro del 2023.
“I signori del Gay Pride al fronte”, ha detto beffardamente, riferendosi alla guerra e suggerendo – in un tono tanto di derisione quanto inquietante – che persone LGBTQIA+ dovrebbero essere mandate a combattere:
“Recentemente in Toscana c’è stato il gay pride. Ci mandiamo questi signori a morire al fronte. Ditemelo voi. Chi è pronto a questo sacrificio? Chi viene educato ancora con questi valori? È inutile spendere 800 miliardi se poi al fronte non ci va a combattere nessuno”.
Una “battuta” che, se mai potesse definirsi tale, nasconde un messaggio pericolosamente violento, intollerante e divisivo.
Le dichiarazioni di Roberto Vannacci e la strategia dell’offesa continua
Chi conosce Roberto Vannacci sa che non è nuovo a esternazioni omofobe, razziste e sessiste. Il suo Il mondo al contrario, auto-pubblicato e poi divenuto uno dei libri più venduti del 2023, è una vera e propria raccolta di pensieri reazionari e intolleranti.
La popolarità ottenuta tra le fila dell’estrema destra lo ha portato direttamente all’Europarlamento, raccogliendo oltre 500mila voti.
Persino il ministro della Difesa Guido Crosetto definì le sue parole “farneticazioni”, avviando un’indagine interna. Ma tutto ciò non è bastato a fermarlo: oggi, da eurodeputato, Vannacci continua a usare la sua visibilità per colpire i più vulnerabili, alimentando retoriche pericolose e facendo leva sull’ignoranza come arma di consenso.
Vincenzo Incampo replica a Vannacci: “Le sue parole gettano fango sulle forze dell’ordine”
A rispondere pubblicamente a Vannacci è stato Vincenzo Incampo, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri, con un comunicato pubblico che rappresenta un significativo atto di dissociazione da parte di chi porta ogni giorno la divisa per tutelare i diritti, senza distinzione.
“Ironizzando su chi ‘mandare al fronte’, ha testualmente citato ‘i signori del Gay Pride’, con un tono sarcastico che non può essere banalizzato e ricondotto a semplice battuta”, si legge nel testo.
“È un’affermazione che, seppur mascherata da ironia, offende, discrimina e rischia di legittimare forme di violenza verbale e sociale che ogni giorno, nel nostro silenzioso lavoro, proprio noi ci impegniamo a contrastare”.
Nel suo intervento – reso pubblico sulla sua pagina Facebook -, Incampo ricorda un principio fondamentale che spesso i populisti tendono a dimenticare (o a manipolare): chi indossa una divisa ha giurato fedeltà alla Costituzione.
E non è un giuramento simbolico, ma “un impegno concreto a difendere i valori fondamentali della Repubblica: la dignità della persona, l’uguaglianza, la libertà”.
“Il compito di chi serve lo Stato – sia in ambito politico che militare – non è quello di esasperare le differenze, ma di promuovere coesione, rispetto e giustizia”, aggiunge Incampo, sottolineando come chi giura sulla Costituzione lo faccia per proteggere tutti i cittadini, senza distinzioni di orientamento sessuale, genere, religione o etnia.
La “divisa” contro l’odio: anche i militari sono stanchi di Vannacci
Il comunicato di Incampo assume una valenza ancora più importante se si pensa al silenzio che troppo spesso avvolge i ranghi delle forze armate quando si parla di discriminazione.
Il fatto che un alto rappresentante sindacale decida di esporsi apertamente contro un eurodeputato – ed ex alto ufficiale – è il segno che qualcosa si sta muovendo.
“Le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno prestato giuramento alla Repubblica Italiana non sono e non saranno mai strumento di discriminazione. Siamo al servizio di tutti i cittadini, senza distinzione”, ribadisce Incampo.
E infine, un’ultima stoccata:
“Se quest’ultimo vostro intervento fosse stato un banale tentativo di dar inizio alla propria campagna elettorale regionale in Puglia, allora è bene che sappia Onorevole Vannacci che questo metodo vi si ritorcerà contro, perché i pugliesi sono persone per bene, coscienziose e di sani principi”.
L’uscita di Roberto Vannacci è l’ennesimo tassello di una strategia comunicativa pericolosa che, dietro il paravento del “politicamente scorretto”, legittima odio, discriminazione e violenza. Ma la risposta che arriva dai Carabinieri è un segnale chiaro: c’è chi, dentro le istituzioni, non ci sta.
Ed è forse da qui che si può e si deve ripartire: dalla dignità.
Vannacci choc in piazza: “Chi mandiamo a morire al fronte, i signori che sfilano al Pride?” (VIDEO) https://t.co/EDES6EN7Ao #LegaPartitoPolitico pic.twitter.com/7tYUje6pEQ
— Gay.it (@gayit) June 27, 2025




