Pulp Podcast, il nuovo progetto firmato Fedez e Mr. Marra, è oggi tornato on line con una puntata che ha suscitato non poche polemiche social. Ospite d’eccezione il Generale Roberto Vannacci, figura politica a dir poco controversa, noto per le sue posizioni decisamente conservatrice, omobitransfobiche nazionaliste, nonché attuale europarlamentare della Lega.

L’incontro arriva pochi giorni dopo che Fedez, nel corso di un’intervista a La Zanzara, ha spiazzato tutti dichiarando che Vannacci è “dieci spanne sopra Elly Schlein per capacità comunicativa”. Il Generale, evidentemente felice per simili e inattese parole, non si è fatto attendere, rispondendo con ironia e definendosi “lusingato“.

Fedez e Vannacci, la strana coppia

Fedez ospita Vannacci all'interno del suo podcast ed esplode la polemica social (VIDEO) - Fedez ospita Vannacci 1 - Gay.it

“Un confronto di idee diverse, civile ed educato. Ed è una cosa pazzesca, che non si vede mai in Italia”, ha commentato Fedez in apertura di puntata. “Con Mr. Marra, per questa puntata, avevamo pensato di coinvolgere esponenti politici e intellettuali di sinistra come contraltare al Generale… ci hanno detto tutti di no. E secondo me è sbagliatissimo.”

E pensare che fino a due anni fa Fedez sparava a zero contro la Lega di Matteo Salvini. Avrebbe mai invitato all’epoca un esponente come Vannacci all’interno del suo ex podcast, Muschio Selvaggio? Poi è successo quel che è successo, ovvero separazione doppia dall’ex socio Luis Sal e dall’ex moglie Chiara Ferragni, con “riposizionamento” comunicativo che l’ha visto sorprendentemente tendere una mano a quel centrodestra che negli anni precedenti aveva sempre pubblicamente criticato. Ma ora al governo.

Vannacci e Fedez tra fascismo e diritto all’odio

Con l’attuale eurodeputato si è parlato soprattutto di politica. Vannacci ha raccontato della sua esperienza al Parlamento Europeo e analizzato lo scenario nazionale, con riferimenti storici. “Il fascismo è finito 80 anni fa. Io non chiedo a una persona di dichiararsi anti-napoleonica, anti-imperiale o anti-giacobina: perché dovrei chiedere di dichiararsi antifascista?”.

Si è parlato anche delle sue scelte comunicative. Ripercorrendo i temi trattati nel suo libro, il Generale ha discusso dell’importanza della libertà di espressione. Anche quando si tratta di odio: “Addirittura c’è qualcuno che pensa che l’odio non si debba pensare o esprimere. Ma l’odio è un sentimento. Come si fa a sopprimere un sentimento? È come l’amore. Se potessi sopprimere un sentimento, dovrei avere la famosa polizia del pensiero di Orwell, il che è un’assurdità. Allora, visto che l’odio è un sentimento, come l’amore e come tanti altri sentimenti umani, non lo possiamo sopprimere. Lo possiamo anche esprimere: l’importante è che questo non si trasformi in un’azione criminosa. Tra la fomentazione dell’odio e l’espressione dell’odio c’è una bella differenza”.

Mr. Marra lo ha incalzato, accusandolo di usare una comunicazione che strizza l’occhio all’estrema destra. Il Generale ha risposto: “No, non specificatamente”.

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Sull’uso di certi termini

Vannacci, Fedez e la guerra in Ucraina

Anche l’attualità ha avuto il suo spazio. Si è discusso della guerra in Ucraina, con Vannacci che ha offerto una visione personale delle possibili conseguenze della salita di Trump alla presidenza americana. Ha ipotizzato che una riduzione delle risorse inviate al conflitto potrebbe contribuire alla sua cessazione. Vannacci afferma che è fondamentale avviare una negoziazione partendo dal presupposto che la Russia non abbandonerà mai i territori ucraini, e aggiunge: “La pace giusta nella storia dell’umanità non è mai esistita: esiste la pace dei vincitori. I principi valgono fino a che rispettarli non comporta di calpestarne altri ancora più grandi. Continuare a far morire delle persone senza raggiungere un risultato è calpestare un principio ancora più importante: il diritto alla vita”.

Vannacci tra droghe e alcool

Uno dei momenti più accesi della puntata è stato il dibattito sul nuovo codice della strada, con un focus su sostanze stupefacenti e alcol. Fedez ha criticato le normative, definendole prive di senso, aprendo così il confronto con il Generale Vannacci, che ha subito riportato l’attenzione sulle vittime della strada: “Lo scopo della legge è evitare gli incidenti. Se fumo una canna e, dopo un mese, guido, e questa cosa è scientificamente provato che non dà alcun effetto sullo stato di veglia e sulla capacità di guida, non avrebbe senso proibirlo”.

Dal tema delle droghe si è poi passati a quello dell’alcol, con Fedez che, scherzando, ha esclamato: “Un bicchierino di vino va bene, ma una cannetta no!”. Vannacci, senza esitazione, ha concordato: è esattamente il suo pensiero. A quel punto, Mr. Marra ha alzato il tiro, puntando il dito contro la tossicità dell’alcol. Vannacci ha ribattuto facendo riferimento a un simposio scientifico a cui ha partecipato di recente: “No, no, non è così… Che la molecola dell’alcol sia tossica è un dato scientifico, va bene? Però hanno dimostrato che l’uso moderato, soprattutto durante il pasto, di vino abbassa rilevantemente la causa di morte e le morti statisticamente, soprattutto l’uso sociale dell’alcool.”

Sui social la foto di Fedez al fianco di Vannacci è diventata virale, suscitando un’infinità di critiche in relazione soprattutto al recente passato comunicativo del rapper, fino a 3 anni fa in trincea in difesa del DDL Zan, in prima linea contro l’omotransfobia e la Lega salviniana e ora sorridente e al fianco di un generale diventato celebre grazie ad un libro da più parti definito misogino, razzista e omotransfobico.

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