Le autorità russe hanno condannato oltre 100 persone per “estremismo” LGBTQ+. A darne notizia è The Human Rights Watch. Tutto questo grazie alla legge che di fatto criminalizza tutte le forme di attivismo LGBTQ+, entrata in vigore nel gennaio del 2024. Da allora i tribunali russi hanno emesso 101 condanne “legate all’estremismo” per la partecipazione al “movimento LGBT internazionale” o per averne esposto i presunti simboli.
Si ritiene che 98 casi riguardino reati amministrativi o altri reati minori, mentre i restanti virano verso il penale. Procedimenti che dimostrano la determinazione delle autorità russe a perseguitare e mettere a tacere le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) e i loro sostenitori.
Hugh Williamson, direttore della divisione Europa e Asia Centrale di Human Rights Watch, ha dichiarato: “Le autorità russe strumentalizzano e abusano del sistema giudiziario come strumento nella loro crociata draconiana per far rispettare i “valori tradizionali” ed emarginare e censurare le persone LGBT. Stanno violando palesemente il diritto dei russi alla libertà di espressione, di associazione e alla non discriminazione”.
Human Rights Watch sarebbe riuscita a identificare tutti i casi, che partono da novembre 2023, ovvero da quando la Corte Suprema russa ha dichiarato illegale l’attivismo LGBTQ+ su tutto il territorio. L’organizzazione benefica ha sottolineato come due importanti organizzazioni russe per i diritti LGBTQ+, Coming Out e Sphere, abbiano “registrato un aumento sostanziale delle richieste di assistenza per le partenze, l’elaborazione dei visti umanitari, la richiesta di asilo e l’evacuazione di emergenza in circostanze di persecuzione”, nei mesi successivi alla sentenza della Corte Suprema. Hanno inoltre rimarcato come la sentenza abbia “gravemente limitato le capacità operative delle organizzazioni di supporto, portando alla chiusura di spazi ed eventi queer, costringendole a modalità operative clandestine“.
“I partner internazionali della Russia dovrebbero chiedere al governo di porre fine alla persecuzione delle persone LGBT e dei loro sostenitori”, ha proseguito Williamson. “Anche altri governi dovrebbero offrire un rifugio sicuro e una protezione significativa a coloro che fuggono dalla Russia [e] temono di essere perseguiti a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere e delle loro dichiarazioni pubbliche di sostegno ai diritti LGBT”.
Chi ha paura di una bandiera rainbow?
Human Rights Watch ha rilevato che tra gennaio 2024 e giugno 2025 almeno 20 persone sono state accusate di reati penali a causa della loro presunta partecipazione al “Movimento LGBT Internazionale”. Uno degli accusati si è suicidato durante la custodia cautelare. I tribunali hanno condannato due persone al carcere. Diciassette casi sono pendenti o hanno un esito sconosciuto.
Il 15 maggio 2025 gli inquirenti hanno incriminato tre dipendenti di due case editrici con l’accusa di “gestire un’organizzazione estremista” (articolo 282.2 del Codice Penale russo), vendendo narrativa che esplora temi LGBT e, di conseguenza, “reclutando” lettori nell’organizzazione “Movimento LGBT Pubblico Internazionale”. Rischiano fino a 12 anni di carcere.
L’esposizione di qualsiasi simbolo proibito è punibile dal codice penale con una pena detentiva fino a quattro anni. Una persona è stata condannata a sei mesi di lavori forzati dopo aver pubblicato la bandiera arcobaleno su una pagina social. La prima condanna ai sensi dell’articolo 20.3, per la pubblicazione della bandiera arcobaleno sui social media risale al 25 gennaio 2024. Da allora il numero di casi è aumentato rapidamente. Trentotto casi sono stati presentati solo a Mosca.
Sette persone sono state condannate per attività offline. Nel gennaio 2024, un tribunale di Nižnij Novgorod ha condannato Anastasia Ershova a cinque giorni di detenzione per aver indossato orecchini a forma di rana color arcobaleno.
Un’altra persona nella città di Perm è stata multata per aver esposto la bandiera arcobaleno alla propria finestra. Altre due sono state accusate di aver scattato una foto con la bandiera arcobaleno all’aperto nel cuore della notte nella regione di Mosca.

Il governo sta creando un database elettronico delle persone LGBTQ+ del Paese, secondo quanto affermato dal quotidiano lettone indipendente in lingua russa Meduza, con la legge anti-propaganda del Paese che ha già portato all’incarcerazione di decine e decine di persone proprietarie di bar e locali, alla detenzione di oltre 50 frequentatori di discoteche, all’obbligo per l’app di apprendimento delle lingue Duolingo di rimuovere contenuti inclusivi LGBT, al bando della Elton John Foundation e all’espulsione di uno studente dall’università per aver pubblicato video tutorial per il trucco. È semplicemente la Russia di Vladimir Putin.

