Poteva tacere dinanzi alle parole al vetriolo di Chris Columbus, regista dei primi due storici film su Harry Potter? Certo che no. J.K. Rowling ha risposto a colui che pochi giorni fa aveva definito “tristi” le opinioni sulle persone trans da parte della scrittrice. Pur volendo “separare l’artista dall’opera“, Columbus si era detto assolutamente “non d’accordo” con la battaglia transfobica portata avanti dalla miliardaria madre del maghetto più celebre dell’editoria.
J.K. Rowling e la risposta a Chris Columbus che trasuda transfobia
E su X, al cospetto dei suoi quasi 15 milioni di follower, Rowling ha rilanciato le proprie idee, facendo sottilmente intendere che chi la critica dopo aver preso parte ai film della saga lo stia facendo perché non è stato coinvolto nell’imminente adattamento tv di Harry Potter. Lettura a dir poco curiosa, perché Columbus ha ampiamente precisato di non volere avere nulla a che fare con la serie tv, avendo già diretto i primi due film e prodotto il terzo, così come Daniel Radcliffe e Rupert Grint, critici nei suoi confronti.
“Poiché un altro uomo che una volta ha lavorato con me si è dichiarato rattristato dalle mie convinzioni su genere e sesso, ho pensato che potesse essere utile compilare un elenco per una comoda consultazione. Quale delle seguenti cose, secondo voi, rendono così infelici attori e registi che non sono coinvolti nel reboot di Harry Potter della HBO?”, si è domandata Rowling.
Per poi aggiungere:
“Il fatto che io creda che donne e ragazze dovrebbero avere i propri spogliatoi e bagni pubblici?
Che le donne dovrebbero avere centri per le vittime di stupro riservati alle sole donne?
Che gli uomini non dovrebbero fare sport femminili?
Che le detenute non dovrebbero essere incarcerate con uomini violenti e molestatori sessuali uomini?
Che le donne dovrebbero rimanere una categoria protetta dalla legge, perché hanno bisogni e problemi specifici legate al sesso?
Che il linguaggio dovrebbe riflettere la realtà piuttosto che un gergo ideologico, soprattutto in un contesto medico?
Che le donne non dovrebbero essere molestate, perseguitate o licenziate per essersi rifiutate di fingere che gli esseri umani possano cambiare sesso?
Che le donne non dovrebbero essere minacciate di violenza e stupro quando rivendicano i propri diritti?
Che la libertà di parola e di credo siano essenziali per una società democratica pluralistica?
Che i minori problematici, soprattutto quelli gay, autistici e con esperienze traumatiche, dovrebbero ricevere supporto per la salute mentale invece di interventi chirurgici irreversibili e trattamenti farmacologici sulla base di prove inesistenti di benefici?
Che le persone gay non dovrebbero essere costrette a includere le persone di sesso opposto nei loro gruppi di appuntamenti, né dovrebbero essere etichettate come “feticiste dei genitali” quando non lo fanno?
Che i feticisti maschi eterosessuali che si travestono non sono in realtà oppressi, ma si divertono un mondo sfruttando l’ideologia dell’identità di genere?
Questa ideologia, e gli sciocchi privilegiati e ottusi che la promuovono perché non subiscono alcuna conseguenza, ha causato più danni alla credibilità della sinistra politica di quanto Trump e Farage avrebbero potuto fare in un secolo?
Fammi sapere cosa ne pensi”.
A questo tweet grondante transfobia, in cui J.K. Rowling torna di fatto a cancellare l’esistenza delle donne trans, sono seguiti quasi 7000 commenti.
Harry Potter la serie, J.K. Rowling produttrice esecutiva

Superato il miliardo di dollari in banca, J.K. Rowling è da tempo la donna più ricca del Regno Unito, in prima fila nel combattere le donne trans, mesi or sono festante dinanzi alla transfobica sentenza della Corte Suprema inglese.
Grazie alla serie HBO Max su Harry Potter, che andrà avanti per almeno sette stagioni per coprire i 7 libri della serie, la scrittrice diverrà ancora più ricca. In onda a partire dal 2027, la serie è scritta da Francesca Gardiner, che avrà anche il ruolo di produttore esecutivo. Mark Mylod sarà produttore esecutivo e regista di diversi episodi della serie per HBO in associazione con Brontë Film e TV e Warner Bros. Television. J.K. Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film e TV, e David Heyman di Heyday Films saranno produttori esecutivi.
L’unico attore a tornare sul set dopo aver già girato i film della saga è Warwick Davis, che vestirà nuovamente i panni del Professor Filius Vitious. Nei giorni scorsi sono stati annunciati anche gli ingressi nel cast di Elijah Oshin nel ruolo di Dean Thomas, Finn Stephens nel ruolo di Vincent Tiger, e William Nash nel ruolo di Gregory Goyle, studenti di Hogwarts; di Sirine Saba nel ruolo della Professoressa Pomona Sprite, Richard Durden nel ruolo di Cuthbert Rüf, e Bríd Brennan nel ruolo di Madama Chips; e di Leigh Gill nel ruolo di Unci-Unci.
Dominic McLaughlin interpreterà Harry Potter, Arabella Stanton sarà Hermione Granger, e Alastair Stout vestirà i panni di Ron Weasley.
Katherine Parkinson interpreterà Molly Weasley, Tristan Harland sarà Fred Weasley, Gabriel Harland indosserà i panni di George Weasley, Ruari Spooner quelli di Percy Weasley e Gracie Cochrane sarà Ginny Weasley. Lox Pratt sarà Draco Malfoy e Johnny Flynn interpreterà Lucius Malfoy; Leo Earley sarà Seamus Finnigan, Alessia Leoni interpreterà Parvati Patil e Sienna Moosah sarà Lavanda Brown; Bel Powley interpreterà Petunia Dursley e Daniel Rigby sarà Vernon Dursley; Bertie Carvel interpreterà Cornelius Caramell, Rory Wilmot sarà Neville Paciock, Amos Kitson indosserà i panni di Dudley Dursley, Louise Brealey quelli di Madama Bumb, e Anton Lesser di Garrick Olivander.

John Lithgow, vincitore di sei Emmy®, due Tony Award®, un Olivier e nominato per il BAFTA e l’Oscar®, sarà Albus Silente; Janet McTeer, vincitrice di un Tony Award®, di un Golden Globe® e di un Olivier, e nominata per un Oscar® e un Emmy®, sarà Minerva McGranitt; Paapa Essiedu, nominato per un Emmy®, un Olivier e un BAFTA, sarà Severus Piton; Nick Frost interpreterà Rubeus Hagrid; Luke Thallon sarà Quirinius Raptor e Paul Whitehouse interpreter Argus Gazza.



