Zoe Kravitz ha recentemente lanciato una dura critica nei confronti della sitcom cult Friends. L’attrice, 36 anni, ha affermato che alcune battute presenti nello show non hanno retto il passare del tempo e che sarebbe meglio lasciare lo show “agli anni ’90”. La Kravitz ha condiviso le sue opinioni in un’intervista a People, sottolineando che, pur essendo amatissima dai fan, Friends contiene elementi che oggi risultano problematici, specialmente in relazione ai temi LGBTQIA+ e alle battute omofobe.
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Friends, la critica di Zoe Kravitz: battute omofobe e stereotipi
Le dichiarazioni di Zoe Kravitz arrivano durante il tour promozionale del suo nuovo film Caught Stealing, al fianco di Austin Butler. I due attori, intervistati insieme, hanno raccontato la loro nostalgia per gli anni ’90, periodo in cui è ambientato il crime-thriller del film, precisamente nella New York del 1998.
Nonostante la nostalgia per gli anni ’90, l’attrice ha voluto sottolineare gli aspetti problematici dello show. Alla domanda su cosa lascerebbe indietro, Kravitz ha risposto senza mezzi termini: “Battute super omofobe in televisione mainstream. Se guardi Friends oggi, pensi: ‘Whoa, questo…’”.
Austin Butler, sorpreso, ha chiesto: “Davvero, anche in Friends?”. “Oh, tantissimo in Friends”, ha replicato Kravitz. “Tipo cose che non dovrebbero essere battute lo sono. È pazzesco. Quindi forse quello? Possiamo lasciarlo lì”. Butler ha concordato: “È folle. Sì, lasciamolo agli anni ’90!”.
Anche i creatori ammettono: Friends non è immune al tempo
La critica di Kravitz non è isolata. I creatori della sitcom, andata in onda dal 1994 al 2004, avevano già ammesso che alcune trame e battute non hanno retto il passare del tempo. Marta Kauffman, co-creatrice dello show, nel 2019 aveva dichiarato a Usa Today: “Ogni volta che guardo un episodio, c’è qualcosa che avrei voluto cambiare. Sempre”.
“Come abbiamo fatto a lasciare quella battuta lì? O davvero quella trama? È quello che abbiamo scelto?”, si era domandata in tono quasi incredulo.
David Schwimmer difende la sitcom: il contesto è fondamentale

Non tutti hanno condiviso le critiche. David Schwimmer, interprete di Ross, ha difeso Friends nel 2020, sottolineando l’importanza di contestualizzare lo show: “La verità è che lo show era rivoluzionario nel suo tempo per il modo in cui trattava in maniera così casuale sesso, sesso protetto, matrimonio gay e relazioni”, aveva detto al The Guardian.
Schwimmer aveva anche ricordato alcune trame pionieristiche: “Il pilot dello show vedeva mia moglie lasciare il mio personaggio per una donna e c’era un matrimonio gay, del mio ex e sua moglie, a cui ho partecipato”.
Ha poi spiegato la sua posizione: “Sento che gran parte dei problemi oggi in molti ambiti deriva dal fatto che si prende troppo poco in considerazione il contesto. Bisogna guardarlo dal punto di vista di cosa lo show stava cercando di fare all’epoca”.
Pur ammettendo che alcune battute potevano risultare inappropriate, Schwimmer ha aggiunto: “Sono il primo a dire che forse qualcosa era inappropriato o insensibile. Ma sentivo che il mio metro di giudizio era abbastanza buono a quel tempo”.

