Identità di genere: negli USA torna il sesso biologico sul passaporto, la Corte Suprema dà ragione a Trump

Non si tratta di una sentenza definitiva, ma indica l'orientamento della Corte che a breve si esprimerà anche sul matrimonio egualitario.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Transgender USA Corte Suprema Passaporto X_
Transgender USA Corte Suprema Passaporto X_
2 min. di lettura

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato l’amministrazione Trump a ripristinare la regola che impone di indicare sui passaporti esclusivamente il sesso assegnato alla nascita, cancellando la possibilità di autodeterminazione introdotta sotto Biden e sospendendo l’opzione “X” per persone transgender, non binarie e intersessuali.

La decisione è arrivata tramite ordine d’emergenza, congelando un provvedimento di un tribunale federale di Boston che, dopo il ricorso di alcune persone trans, aveva bloccato la misura giudicandola “radicata in un pregiudizio irrazionale” e potenzialmente discriminatoria. La Corte, a maggioranza conservatrice, sostiene che indicare il sesso alla nascita “non viola il principio di uguaglianza più di quanto lo faccia indicare il Paese di nascita”, definendolo un “fatto storico” e non una discriminazione.

Cosa succede adesso

La nuova regola avrà effetti immediati: chi richiede un passaporto dovrà rispettare il sesso riportato sul certificato di nascita, senza possibilità di scelta. Una svolta che rischia di esporre le persone transgender a controlli più invasivi, rischi di sicurezza e difficoltà nei viaggi internazionali, dove la non congruenza tra identità di genere e documento può indurre a discriminazioni e trattamenti ostili.

Va sottolineato anche che la scelta non è ancora una sentenza definitiva, ma segnala un orientamento chiaro: secondo i giudici, la Casa Bianca ha “buone probabilità” di vincere nel merito. Le tre giudici liberali hanno dissentito, parlando di “inflizione immediata di danni senza alcuna giustificazione” e denunciando un pattern ricorrente di decisioni emergenziali a favore del governo. Anche se la regola entra subito in vigore, la causa non è chiusa. Nei prossimi mesi i tribunali federali dovranno giudicare nel merito se la misura viola la Costituzione. La Corte Suprema potrebbe poi accettare il caso e pronunciarsi con una sentenza definitiva: confermare la linea di Trump oppure annullarla. Per questo la partita è ancora aperta, anche se l’orientamento attuale è chiaro.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La Casa Bianca a trazione Trump, proverbialmente e apertamente transfobica fin dalle prime ore del suo insediamento, rivendica la linea: per il procuratore generale Pam Bondi è una vittoria a difesa della “verità biologica”. Intanto, il segretario di Stato Marco Rubio celebra la decisione come “un trionfo del buon senso”.

Dal passaporto al matrimonio egualitario

La mossa si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione Trump, che negli ultimi mesi ha già ripristinato il bando per le persone transgender nelle forze armate e limitato fondi federali legati a programmi su identità di genere e inclusione. I 9 giudici della Corte Suprema, 6 dei quali conservatori, decideranno nei prossimi giorni se accettare il ricorso di Kim Davis che potrebbe cancellare la storica sentenza del matrimonio egualitario del 2015.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.