Passaporti USA: storica vittoria per persone trans e non binarie, giudice blocca il divieto di Trump in tutta la nazione

L'ingiunzione della giudice Julia Kobick estesa a livello federale, ma solo in modo temporaneo: cosa succede ora?

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Con la modalità della class action una giudice ha ripristinato il passaporto con genere X in tutta la federazione USA, dopo il divieto di Trump operativo dallo scorso febbraio. Ma ora è caos.
Con la modalità della class action una giudice ha ripristinato il passaporto con genere X in tutta la federazione USA, dopo il divieto di Trump operativo dallo scorso febbraio. Ma ora è caos.
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Un altro duro colpo per l’amministrazione Trump: una giudice federale ha bloccato la politica che impediva alle persone transgender, non binarie e intersessuali di ottenere passaporti coerenti con la propria identità di genere. La decisione arriva da Julia Kobick, giudice distrettuale di Boston nominata da Joe Biden, che ha esteso a livello nazionale (federale) una precedente ingiunzione emessa ad aprile, trasformando il caso in una class action.

L’ordine esecutivo firmato da Trump il giorno del suo insediamento e operativo da febbraio obbligava il Dipartimento di Stato a emettere solo passaporti con indicazioni di sesso binarie (maschio o femmina), escludendo la possibilità di indicare la X. Una mossa che aveva cancellato la politica introdotta da Biden nel 2021 e che riconosceva l’autodeterminazione anche nei documenti ufficiali.

Per Kobick, quella norma “probabilmente viola i diritti costituzionali di migliaia di americani”. Nella sentenza si legge che la politica era “radicata in pregiudizi irrazionali contro le persone transgender” e che negava a un intero gruppo sociale il diritto di essere riconosciuto (fonte Washington Post).

A intentare causa, con il supporto dell’American Civil Liberties Union, erano state sei persone trans e non binarie. Ora la sentenza riguarda tuttə le persone trans e non binarie degli Stati Uniti d’America:

chiunque debba rinnovare, ottenere o modificare un passaporto potrà farlo indicando il genere con cui si identifica, compresa la X.

È una vittoria cruciale contro la discriminazione,” ha commentato Li Nowlin-Sohl dell’ACLU. “Elimina una barriera assurda alla libertà e alla dignità” (fonte CBS news).

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Cosa succede ora?

La decisione della giudice Julia Kobick ha valore per tutti gli Stati Uniti, anche se in modo temporaneo. Significa che, almeno per ora, il governo non può impedire a persone transgender, non binarie o intersessuali di ottenere un passaporto con l’identità di genere scelta, compresa la “X”. Questo perché la giudice ha trasformato il caso in una “class action”, cioè una causa che vale per tante persone, non solo per chi ha fatto ricorso. La sentenza non è definitiva: è una protezione urgente, in attesa del processo vero e proprio. Intanto, però, la regola di Trump è sospesa in tutto il paese. Il governo ha già fatto appello, quindi ci saranno nuovi passaggi legali. Questo è uno dei fronti, come molti altri, su cui gli USA si stanno avvitando in scontri istituzionali, combinati alle proteste popolari che dilagano in tutti gli Stati Uniti.

Immediata la reazione dell’amministrazione. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha bollato la sentenza come un attacco “da parte di una giudice fuori controllo” e ha ribadito la linea trumpiana: “Esistono solo due generi. Il Presidente ha ricevuto un mandato per riportare il buon senso nel governo federale” (fonte Reuters).

Il Dipartimento di Giustizia ha già presentato appello. Ma intanto, grazie alla sentenza di Kobick, la libertà di essere riconosciutə per ciò che si è torna ad avere valore anche nei documenti ufficiali. Fino alla prossima sentenza.

Intanto la Corte Suprema USA conferma il divieto di assistenza sanitaria per i minori trans. Ieri il presidente statunitense ha pronunciato battute transfobiche davanti ai calciatori della Juventus ricevuti alla Casa Bianca.

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