Tionne “T-Boz” Watkins torna su uno dei brani simbolo delle TLC per sostenere una nuova iniziativa dedicata alla salute sessuale nelle comunità Black. La cantante statunitense, ha collaborato con Gilead per realizzare “So We PrEP”, una versione riarrangiata della hit anni ’90 Creep, trasformata in un inno che unisce celebrazione dell’identità, empowerment sessuale e informazione sulla prevenzione dell’HIV.
Una scelta che riprende una tradizione già profondamente radicata nella storia delle TLC, da sempre attente ai messaggi legati alla salute, all’autonomia e al benessere delle persone, soprattutto nei contesti più vulnerabili.

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T-Boz rispolvera un classico: da “Creep” a “So We PrEP”
Il progetto nasce dalla collaborazione tra T-Boz e Gilead, azienda attiva da anni nelle ricerche e nelle campagne di informazione sull’HIV. L’obiettivo è aggiornare un linguaggio musicale riconoscibile per renderlo un veicolo di comunicazione su temi di salute pubblica.
“Negli anni ’90 abbiamo usato la nostra piattaforma per dire la verità e incoraggiare le persone ad amarsi. Questa missione non è cambiata”, ha dichiarato T-Boz a People. Da qui l’idea di riprendere Creep, uno dei brani più noti del trio, e trasformarlo in un messaggio diretto a chi, oggi, continua a fare i conti con barriere, stigma e disinformazione attorno all’HIV.
La nuova versione, intitolata So We PrEP, riprende melodia e atmosfera del brano originale, ma le rielabora per far emergere un contenuto aggiornato: la promozione della PrEP come strumento di prevenzione, l’idea di consapevolezza corporea e sessuale e la celebrazione della gioia e della cultura Black.
L’iniziativa vuole dialogare in particolare con le persone che vivono in comunità dove l’incidenza dell’HIV è più alta e dove l’accesso alla PrEP è spesso limitato da ostacoli economici, culturali e strutturali.
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Il ruolo delle TLC nella cultura pop e nell’educazione alla salute
Sin dagli esordi, le TLC hanno parlato di salute sessuale in modo esplicito e accessibile. Nel 1994, con la pubblicazione dell’album CrazySexyCool, il gruppo aveva già affrontato temi centrali dell’epoca, tra cui l’epidemia di AIDS. Il brano Waterfalls, nominato ai Grammy, conteneva riferimenti diretti all’HIV attraverso il racconto di un uomo che ne subisce le conseguenze.
Mentre oggi molti artisti evitavano l’argomento, le TLC già allora avevano scelto di inserirlo nei testi destinati al grande pubblico, contribuendo a normalizzare un discorso spesso confinato all’attivismo o alla comunicazione sanitaria.
Con So We PrEP, T-Boz recupera quella stessa volontà di unire cultura pop e sensibilizzazione. “Non sussurriamo sulla nostra salute: la cantiamo”, afferma la 55enne, rendendo nota la scelta di tradurre un messaggio complesso in un linguaggio immediato, ripetibile, condivisibile.
La campagna “Care for the Culture”: numeri e obiettivi
So We PrEP è il fulcro della campagna Care for the Culture, iniziativa con cui Gilead punta ad affrontare un problema centrale nella prevenzione dell’HIV negli Stati Uniti: le forti disparità che colpiscono in modo sproporzionato le persone Black. I dati messi a disposizione dall’azienda mostrano un divario significativo tra chi utilizza la PrEP e chi, invece, rappresenta la maggior parte delle nuove diagnosi. La campagna nasce per colmare questa distanza attraverso informazione accessibile, riduzione dello stigma e conversazioni più aperte sulla salute sessuale, utilizzando linguaggi e riferimenti culturali vicini alle comunità cui si rivolge.
Le TLC e l’impatto culturale del progetto
Le TLC, formate da T-Boz, Rozonda “Chilli” Thomas e dalla compianta Lisa “Left Eye” Lopes, hanno segnato la storia dell’R&B e dell’hip hop, vincendo quattro Grammy e influenzando generazioni di artiste e artisti. La morte di Left Eye nel 2002, in un incidente stradale a 30 anni, ha lasciato un grande vuoto nella formazione e nel panorama musicale dell’epoca, ma il gruppo ha continuato a essere un punto di riferimento culturale.
Il nuovo progetto di T-Boz si inserisce in questa continuità: prende un’eredità musicale riconoscibile e la mette al servizio di un obiettivo sociale. Il risultato è un prodotto culturale pensato per la fruizione pop ma strutturato per sostenere una campagna di salute pubblica.
Con So We PrEP il messaggio è semplice: parlare di HIV non significa parlare di paura, ma di strumenti, diritti, risorse e possibilità concrete per vivere con maggiore consapevolezza.
Terapie e PrEP long-acting: una nuova fase nella prevenzione dell’HIV
La campagna So We PrEP arriva in un momento in cui la ricerca scientifica sta ampliando in modo significativo le possibilità di cura e prevenzione dell’HIV. Gli studi presentati al recente congresso EACS di Parigi hanno confermato l’efficacia delle opzioni “long-acting”, farmaci iniettabili che possono essere somministrati ogni due mesi sia come terapia per le persone con HIV sia come PrEP per chi vuole proteggersi.
Anche la PrEP iniettabile sta incontrando un interesse crescente (come dimostrato dalle testimonianze di chi ne fa uso): studi comparativi indicano una buona tollerabilità, una preferenza marcata per le formulazioni bimestrali e, nei primi programmi europei, nessuna nuova infezione registrata tra le persone che hanno completato i cicli previsti.
Per molti, soprattutto all’interno della comunità LGBTQ, queste opzioni rappresentano anche un vantaggio pratico e psicologico: maggiore discrezione, meno stigma legato all’uso delle pillole, una gestione più semplice della protezione e un livello di serenità spesso più alto rispetto alla PrEP orale quotidiana.
In questo contesto, iniziative culturali come quella guidata da T-Boz contribuiscono a rafforzare un cambiamento già in corso: un approccio alla prevenzione più accessibile, personalizzato e vicino alle esigenze reali delle persone.


