Trump sta mandando in frantumi decenni di progressi contro l’hiv/aids

Programmi chiusi e miliardi tagliati, Trump ha dimenticato quanto promesso durante il primo mandato alla Casa Bianca, quando disse di voler porre fine all'hiv entro il 2030. Ma da inizio 2025 tutto è cambiato.

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A pochi giorni dal 1° dicembre, Giornata Mondiale di Lotta contro l’hiv e l’aids, decenni di progressi nel trattamento e nella prevenzione del virus negli Stati Uniti vengono vanificati dall’amministrazione Trump, con effetti devastanti nel caso in cui non si dovesse andare incontro ad un’inversione di rotta.

Come scrive The Advocate, nel condividere un articolo originariamente pubblicato da Orion Rummler di The 19th, serie minacce ai principali programmi federali hanno preso forma negli ultimi 10 mesi, proprio mentre la scienza ha fatto passi da gigante nella lotta all’hiv, lasciando frustrati gli scienziati. Lo sviluppo di un vaccino, che i ricercatori ritenevano più vicino che mai a diventare realtà, è di fatto bloccato. La dose biennale di PrEP per prevenire l’hiv, approvata quest’anno dalla Food and Drug Administration, avrà benefici significativi, ma chi potrà permettersi questo farmaco, ora che milioni di americani perderanno la copertura sanitaria a causa dei tagli alla spesa federale di Trump?

I repubblicani dichiarano guerra alla ricerca contro l’hiv/aids

Ai dipendenti dei Centers for Disease Control and Prevention sarebbe stato chiesto di smantellare il proprio lavoro presso la divisione di prevenzione dell’hiv dell’agenzia. Anche i ricercatori a livello statale sono in difficoltà. In una delle più antiche e grandi facoltà di medicina storicamente afroamericane del Tennessee, sono stati cancellati 2 milioni di dollari di finanziamenti federali per la ricerca sull’hiv. I programmi federali che finanziano i servizi fondamentali per l’hiv negli States rischiano di essere sospesi o completamente cancellati. Oltre ai tagli, Medicaid, principale fonte di copertura assicurativa per gli adulti sieropositivi nel paese, è stata ridotta, con risultati devastanti. Circa quattro americani su dieci che vivono con l’hiv fanno affidamento su Medicaid. Nel 2027 entreranno in vigore nuovi requisiti burocratici, che impediranno a molte persone di rinnovare la propria copertura.

“Per le persone sieropositive, penso che questo sia un momento molto deprimente”, ha affermato Perry Halkitis, preside della Rutgers School of Public Health. “Tutta l’energia e tutto l’entusiasmo che abbiamo avuto nel porre fine all’epidemia di AIDS… ha appena perso completamente il vento in poppa.”

I repubblicani stanno minando l’infrastruttura di base per la prevenzione all’hiv del Paese. Senza programmi federali chiave il sistema crollerà. Il CDC, ad esempio, svolge funzioni che non possono essere sostituite o replicate altrove, come il monitoraggio dei nuovi casi di hiv su scala nazionale, l’erogazione di fondi alle agenzie sanitarie statali e la promozione dei test hiv su larga scala. Se questi servizi perdono i finanziamenti, le epidemie saranno incontrollate. “Ci saranno altre conseguenze. Ci saranno persone che riceveranno la diagnosi più tardi, forse già con infezioni opportunistiche e che si presenteranno al pronto soccorso già malate, rievocando una versione molto più oscura, visibile e mortale dell’epidemia, e questo sarà dovuto direttamente al taglio di questi servizi”, ha affermato Jeremiah Johnson, direttore esecutivo di PrEP4All.

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Le infezioni opportunistiche colpiscono le persone con un sistema immunitario indebolito, comprese quelle affette da hiv. Queste condizioni possono portare a una diagnosi di aids, lo stadio più grave dell’infezione da hiv. Alcune delle infezioni opportunistiche più comuni sono il mughetto, le infezioni polmonari e la tubercolosi.

La Casa Bianca ha proposto di chiudere la prevenzione e la sorveglianza dell’hiv presso il CDC come parte della sua proposta di bilancio federale. Al Congresso, i repubblicani della Camera si sono spinti ancora oltre. La loro proposta di bilancio eliminerebbe il programma federale lanciato durante il primo mandato del presidente Donald Trump, che si era impegnato a ridurre significativamente le nuove infezioni da hiv. I repubblicani della Camera vogliono anche eliminare parti fondamentali del Ryan White HIV/AIDS Program, considerato opzione di ripiego quando le persone affette da hiv perdono l’accesso alla copertura sanitaria. L’entità di questi tagli proposti, che priverebbero i programmi hiv più importanti del Paese di quasi 2 miliardi di dollari, ha scioccato gli esperti. “Il velo e l’ostilità che hanno nei confronti del lavoro di prevenzione dell’hiv è senza precedenti”, ha affermato Matthew Rose, Senior Public Policy Advocate presso la Human Rights Campaign. “Si tratta di una rottura con un consolidato consenso di Washington secondo cui l’hiv è una questione bipartisan”.

Spazzate via le promesse del primo mandato Trump

Durante il suo primo mandato, Trump aveva raggiunto un accordo per ottenere la PrEP gratuita per gli americani non assicurati che vivono con l’hiv. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 2019, si era impegnato a porre fine all’epidemia di hiv negli Stati Uniti entro il 2030, in gran parte attraverso il programma che i repubblicani della Camera stanno attualmente cercando di chiudere. In 5 anni è cambiato tutto, perché Trump ha deciso di dichiarare guerra alla ricerca, affidando ad un conclamato no vax come Robert F. Kennedy Jr. il ruolo di Segretario della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America.

Gli americani che vivono con l’hiv devono affrontare costi medici elevati, che la maggior parte non può permettersi. Uno studio del 2021 ha stimato come i costi medici medi per una persona single correlati all’hiv nel corso della vita superino i 420.000 dollari. Senza salvagenti come il programma Ryan White o la copertura Medicaid, le persone sieropositive saranno sole, con le organizzazioni non profit e i programmi statali chiamati non si sa come a colmare le lacunere possibili da Trump in appena 10 mesi.

Anche l’Agenzia europea per i medicinali dà parere positivo al Lenacapavir, PreP semestrale per la prevenzione HIV

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