Il 2 marzo 2026 Jacob Adicoff, 30enne sciatore di fondo e biatleta statunitense non vedente, arrivava in Italia alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 rivelando il proprio onesto obiettivo: “Vincere 4 medaglie d’oro. Credo di potercela fare. Non credo che sarà facile da raggiungere, ma credo che ci sia una concreta possibilità e sono pronto a inseguirla“.
Esattamente due settimane dopo Adicoff, alla sua 3a Paralimpiade dopo aver vinto una medaglia d’argento a Pyeongchang 2018 e due medaglie d’argento e una d’oro a squadre a Pechino 2022, è riuscito nella sua clamorosa impresa.
Jacob Adicoff sbanca le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026

Il 10 marzo Adicoff ha fatto suo lo sprint uomini tecnica classica battendo il cinese Shuang Yu, diventando così il primo atleta paralimpico dichiaratamente gay di sempre a conquistare un oro individuale nella storia delle Paralimpiadi.
L’11 marzo Jake ha bissato vincendo la 10 km uomini tecnica classica battendo il finlandese Inkki Inola, per poi portarsi a casa un 3° oro il 14 marzo con la staffetta 4×2,5 km mista in cui gli USA hanno superato l’Ucraina.
L’acuto finale c’è stato ieri, 15 marzo 2026, con il trionfo nell’individuale 20 km uomini tecnica libera battendo l’ucraino Serhii Kucheriavyi.
Un poker memorabile per un atleta che ha riscritto la storia delle Paralimpiadi, arrivando ad un totale di otto medaglie vinte in 3 Paralimpiadi, con 5 ori e 3 argenti conquistati in 12 anni. Al suo fianco a Milano Cortina le due guide Peter Wolter e Reid Goble, che l’hanno seguito in due finali a testa, vincendo altrettante medaglie.
“È stata dura, ma è stato incredibilmente gratificante riuscirci“, ha dichiarato alla Federazione Internazionale di Sci e Snowboard, riassumendo la sua perfetta settimana. “Era il mio obiettivo da quattro anni, l’ho sempre avuto in mente. È fantastico, sono davvero orgoglioso del lavoro che ho fatto, del lavoro che ha fatto questa squadra e di tutto il supporto dei miei amici e della mia famiglia. Non potrei essere più felice in questo momento”.
L’atleta paralimpico dichiaratamente LGBTQIA+ più medagliato di sempre è il britannico Sir David Lee Pearson, specialista nel para-dressage che vinto quattordici medaglie d’oro, due d’argento e una di bronzo alle Paralimpiadi estive ed è definito il “Padrino” del para-dressag. Jacob, che è uno dei beneficiari dell’Out Athlete Fund, organizzazione no-profit che sostiene la visibilità e il successo degli atleti LGBTQ+ nello sport, ha così replicato quanto fatto il mese scorso dal norvegese Johannes Hoesflot Klaebo, riuscito a vincere 6 medaglie d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina. Le Paralimpiadi invernali, che si sono concluse ieri, ha visto anche altri 4 atleti dichiaratamente LGBTQIA+ in gara, ovvero Hailey Griffin, Jackie Hamwey, Michael O’Hearn e Jo Butterfield, con nessun’altra medaglia vinta.
Adicoff, che è ipovedente dalla nascita avendo contratto la varicella nell’utero, è da sempre gay dichiarato. “Noi, come atleti paralimpici, abbiamo un ruolo molto importante nel dimostrare le nostre capacità, nel dimostrare che esiste un livello sportivo di alto livello che si può raggiungere“, precisò alla vigilia delle Paralimpiadi di Milano Cortina. “Credo che la stessa cosa sia davvero necessaria per le persone queer nello sport”. “Ci sono alti livelli di abbandono. Più si sale di livello nello sport, meno persone si vedono, e penso che andare alle Paralimpiadi, essere un atleta gay in quel palcoscenico, dimostrare che è possibile raggiungere questo livello sportivo come atleta gay e come atleta paralimpico, sia per me estremamente importante”. “A 14 anni non mi sarei mai immaginato in nessuna di queste situazioni. Se riesco a cambiare la mentalità di un altro quattordicenne che sta vivendo un’esperienza simile, senza sapere dove lo sport possa portarlo e senza comprendere l’impatto che può avere sulla propria vita, allora è un successo“.
Per far capire l’impresa compiuta da Jake Adicoff, gli USA hanno vinto 12 medaglie d’oro alle Paralimpiadi di Milano Cortina, arrivando secondi nel medagliere dopo le 15 della Cina. Un terzo di quelle 12 medaglie d’oro le ha vinte Jake Adicoff, sciatore dichiaratamente e orgogliosamente gay che può tornare in patria con la consapevolezza assoluta di aver esaudito un sogno che sembrava impossibile.
