Referendum giustizia, anche il Cassero invita a votare NO e organizza l’evento “Il voto è di tuttə”

"Voteremo NO perché l’ubbidienza cieca al potere non ci appartiene: da sempre preferiamo il dissenso, dentro e fuori dalle urne, per prenderci tutto ciò che ci spetta, giustizia inclusa".

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Referendum giustizia, anche il Cassero invita a votare NO e organizza l’evento "Il voto è di tuttə" - Referendum vota no - Gay.it
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Dopo il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina, che il 13 marzo scorso hanno invitato a votare NO al referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 con tanto di campagna ad hoc, anche il Cassero di Bologna ha annunciato la propria posizione per il NO, promuovendo insieme a Gruppo Trans l’incontro pubblico “Il voto è di tuttə – referendum, diritti e partecipazione”, in collaborazione con Arci e CGIL.

Referendum giustizia, anche il Cassero invita a votare NO e organizza l’evento "Il voto è di tuttə" - Il voto e di tutt - Gay.it

Il Consiglio direttivo del Cassero LGBTQIA+ Center, Circolo politico  nonché spazio culturale che da quasi mezzo secolo si batte per il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQIA+, ha espresso la propria posizione attraverso le parole della presidente Camilla Ranauro: “Il 22-23 marzo andremo ai seggi e voteremo convintamente NO. Perché è una riforma scritta male, frettolosamente, che mette a rischio uno degli elementi cardini delle democrazie: la divisione dei poteri. Perché gran parte dei contenuti sostanziali della riforma vengono rinviati ai decreti attuativi, di cui sappiamo poco o nulla. Perché per la prima volta nella storia della Repubblica una riforma costituzionale è passata al vaglio del Parlamento senza emendamenti e senza il coinvolgimento delle opposizioni. “Voteremo NO perché l’ubbidienza cieca al potere non ci appartiene: da sempre preferiamo il dissenso, dentro e fuori dalle urne, per prenderci tutto ciò che ci spetta, giustizia inclusa“.

Non essendo previsto un quorum in quanto referendum costituzionale, indipendentemente da quante persone andranno a votare l’esito sarà valido e determinato solo dalla maggioranza dei voti espressi. Ecco perché questa volta più che mai è importantissimo andare a votare. Con un motivo in più di particolare interesse, perché per la prima volta su scala nazionale nessuno dovrà più subire la violenza dei registri divisi per genere. Merito dell’iniziativa del 2020 “Io sono, io voto” portata avanti da Gruppo Trans APS. Un’iniziativa che si è fatta campagna nazionale per rendere i seggi elettorali pienamente accessibili per le persone trans e non binarie, con il superamento della normativa che divideva le liste elettorali e le file ai seggi tra “uomini” e “donne”. Una pratica che esponeva le persone trans a outing forzati e discriminazioni. Il successo della campagna ha garantito il pieno esercizio del diritto di voto nel rispetto dell’identità di genere e della privacy di ogni cittadinə.  Il 13 maggio 2025 il decreto Elezioni approvato alla Camera ha introdotto significative modifiche che hanno promosso maggiore inclusività e facilitato la partecipazione democratica, modernizzando le procedure elettorali, abolendo norme obsolete e introducendo nuovi diritti per gli elettori. Tra le novità,  per l’appunto, lo stop alle liste elettorali separate per genere e, di conseguenza, anche alle file divise per uomini e donne ai seggi.

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Proprio per questi motivi Cassero LGBTQIA+ Center ha organizzato assieme a Gruppo Trans (e in collaborazione con Arci e CGIL) un incontro pubblico dal titolo “Il voto è di tuttə – referendu⁸m, diritti e partecipazione”, che si terrà giovedì 19 marzo alle ore 19:00 nella sede di Gruppo Trans APS in via Malvasia 29b, Bologna. Interverranno, con la moderazione di Camilla Ranauro presidente del Cassero,  Marco Gattuso, giudice del Tribunale di Bologna; Andrea Ruggeri, presidente di Gruppo Trans; Stefania Narducci, avvocata di Gruppo Trans; Francesca Santucci, direttivo di Arci Bologna; e Michele Bulgarelli, segretario CGIL Bologna.

Anche Gay.it ha invitato i propri lettori a votare NO al referendum giustizia, per proteggere la democrazia liberale italiana dalla tempesta perfetta architettata dall’internazionale di destra che il nostro giornale denuncia dal 2016.

Perché votiamo NO: la magistratura è stata l’unica a difendere i diritti LGBTIAQ+ in Italia

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