Referendum Giustizia, il Circolo Mario Mieli invita a votare NO: “Per la nostra comunità la Costituzione è casa, uno scudo”

"La difesa dei diritti LGBTQIA+ passa anche dalla difesa delle regole democratiche che li rendono esigibili. Difendere la Costituzione oggi significa difendere le nostre conquiste, i nostri diritti e il nostro futuro".

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Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina hanno invitato a votare NO al referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, con una campagna ad hoc che stasera prenderà plasticamente forma al Qube, per il 36esimo compleanno della più celebre serata LGBTQIA+ d’Italia.

Tre i poster realizzati, al grido “vota NO, meno impunità e più glitter. Vota NO, questa riforma è più truccata di una drag di Muccassassina. Vota NO, non è una riforma è un coming out dell’impunità“.

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Per la comunità LGBTQIA+ la Costituzione non è un testo astratto né un richiamo retorico: è stata ed è il principale punto di riferimento politico e giuridico delle nostre battaglie”, hanno ricordato dal Mieli, sottolineando come “i principi costituzionali – l’uguaglianza formale e sostanziale, la tutela dei diritti inviolabili, il divieto di discriminazione – hanno rappresentato in questi anni il fondamento su cui si sono costruiti avanzamenti concreti verso l’uguaglianza”.

D’altronde molte delle conquiste che oggi consideriamo acquisite non sono nate dalla benevolenza della classe politica, ma dall’applicazione rigorosa dei principi costituzionali da parte della magistratura e dalla pressione dei movimenti. “In un Paese in cui una parte consistente della politica, soprattutto di destra, ha spesso osteggiato le istanze LGBTQIA+, la Costituzione ha rappresentato un argine democratico e uno strumento di tutela essenziale. Intervenire sugli equilibri costituzionali in modo divisivo su un tema delicato come la giustizia significa, a nostro avviso, indebolire quell’architettura di garanzie che ha reso possibili i nostri avanzamenti. Significa esporre la democrazia al rischio di una progressiva erosione dei contrappesi, concentrando più potere nelle mani di chi governa e riducendo gli spazi di controllo e autonomia”.

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Dal Mieli hanno denunciato quanto sta avvenendo in altri Paesi UE come l’Ungheria di Viktor Orbán, “dove il ridimensionamento dell’autonomia della magistratura e l’indebolimento delle istituzioni di garanzia hanno accompagnato un arretramento delle libertà civili e dei diritti LGBTQIA+. Non vogliamo che anche in Italia si affermi un modello in cui chi governa comanda senza adeguati contrappesi, erodendo progressivamente democrazia e libertà”. “Votare NO significa difendere l’impianto costituzionale, l’autonomia della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Significa affermare che in una democrazia costituzionale nessun potere può prevalere sugli altri e che i diritti non sono concessioni della maggioranza, ma garanzie per tutte e tutti“.

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Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ha aggiunto: “Per la nostra comunità la Costituzione è stata una casa e uno scudo. Quando la politica ha esitato o si è opposta, sono stati i principi costituzionali e la loro applicazione a consentirci di avanzare. Per questo non possiamo restare in silenzio di fronte a riforme che rischiano di alterare l’equilibrio dei poteri. Non vogliamo un Paese in cui chi governa possa ridurre gli spazi di autonomia della magistratura e delle istituzioni di garanzia. Difendere la Costituzione significa difendere la libertà di tutte e di tutti». All’interno di questo percorso, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina cercheranno di promuovere un fronte ampio e plurale “LGBTQIA+ per il NO”, invitando associazioni, movimenti, collettivi e singole persone della nostra comunità a unirsi in una mobilitazione comune. Siamo inoltre in collegamento con il Comitato per il NO al referendum, con cui intendiamo coordinare iniziative e azioni condivise sul territorio. Nelle prossime settimane organizzeremo momenti pubblici di approfondimento, assemblee e banchetti informativi per spiegare le ragioni del NO e favorire una partecipazione consapevole al voto. La difesa dei diritti LGBTQIA+ passa anche dalla difesa delle regole democratiche che li rendono esigibili. Invitiamo quindi la comunità LGBTQIA+, insieme a chiunque creda nella democrazia costituzionale, nella libertà e nell’uguaglianza, a partecipare al voto e a votare NO al Referendum sulla Giustizia. Difendere la Costituzione oggi significa difendere le nostre conquiste, i nostri diritti e il nostro futuro”.

Il 7 marzo anche Fabrizio Marrazzo, leader del Partito Gay per i diritti LGBT+, è intervenuto sul referendum del 22/23 marzo, precisando come il Sì possa “mettere a rischio i diritti LGBT+”.

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