Voto inclusivo, addio a file separate per genere e cognome del marito: la Camera approva il decreto Elezioni

La Camera approva il decreto Elezioni: stop alle file separate per genere e all’uso del cognome del marito nei registri. Le principali novità del provvedimento.

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Decreto Elezioni è legge: stop a file separate per genere e cognome del marito
Decreto Elezioni è legge: stop a file separate per genere e cognome del marito
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Il recente decreto Elezioni è stato approvato alla Camera in via definitiva nella seduta di martedì 13 maggio. Ciò ha introdotto significative modifiche che influenzeranno il processo elettorale italiano, promuovendo maggiore inclusività e facilitando la partecipazione democratica. Approvato dopo un intenso dibattito parlamentare, il decreto mira a modernizzare le procedure elettorali, abolendo norme obsolete e introducendo nuovi diritti per gli elettori. Tra le novità, lo stop alle liste elettorali separate per genere e, di conseguenza, anche alle file divise per uomini e donne ai seggi.

Decreto Elezioni è legge: via file divise per uomini e donne ai seggi
Decreto Elezioni è legge: via file divise per uomini e donne ai seggi

Stop alle file separate: verso seggi elettorali più inclusivi

Una delle modifiche più rilevanti previste dalla legge è l’adozione di liste unificate agli scrutini elettorali, eliminando così la prassi delle file separate per uomini e donne. Questo cambiamento mira a superare regole antiquate, promuovendo una maggiore equità e rispetto per la diversità di genere.

Ulteriore innovazione introdotta, riguarda l’eliminazione dell’indicazione del cognome del marito per le donne coniugate o vedove nei registri elettorali. Queste misure, proposte e approvate grazie all’iniziativa dei democratici, rappresentano un passo significativo verso l’eliminazione di discriminazioni di genere, rendendo i registri più inclusivi per persone non binarie o in transizione.

 

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Le reazioni dei democratici e della maggioranza

Decreto Elezioni: le novità
Decreto Elezioni: le novità

“Sulle liste separate superiamo una regola anacronistica che poteva essere anche fonte di discriminazione per persone non binarie o in transizione”, ha dichiarato all’Ansa Cecilia D’Elia, senatrice del Pd e promotrice delle modifiche introdotte durante l’esame del provvedimento in Senato.

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Ora, dunque, sarà necessario aggiornare le liste elettorali, e l’auspicio di D’Elia è che l’operazione possa essere completata già in vista del prossimo referendum dell’8 e 9 giugno.

Soddisfazione anche tra le fila della maggioranza. In Aula, Paolo Emilio Russo (deputato di Forza Italia) ha sottolineato come, grazie al dialogo tra maggioranza e opposizione, sia stato possibile eliminare “una regola anacronistica vigente dal 1945”.

Le altre novità previste dal provvedimento

Il provvedimento approvato in via definitiva (con 131 voti a favore, 77 contrari e 3 astenuti) estende anche il diritto di voto fuori sede per coloro che temporaneamente si trovano lontani dal proprio comune per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Questa misura mira a facilitare la partecipazione democratica, consentendo agli elettori di esercitare il loro diritto anche al di fuori del loro comune di residenza.

Guardando avanti, il decreto prevede ulteriori innovazioni per i referendum futuri, sebbene siano stati respinti emendamenti che avrebbero anticipato alcune consultazioni. Tuttavia, le modifiche introdotte rappresentano un importante passo verso un sistema elettorale più moderno e inclusivo.

Queste riforme, entrate in vigore immediatamente dopo l’approvazione finale della Camera, segnano un momento significativo nella storia delle elezioni italiane, promuovendo principi di uguaglianza e accesso universale alla partecipazione politica.

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