È la settimana dell’oscurantismo istituzionalizzato: l’Italia di Meloni vieta l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia e la sottopone all’obbligatorio consenso informato dei genitori nelle scuole medie e superiori. L’approvazione del Ddl Valditara segna la frattura più profonda finora assestata da una compagine di governo che ha già frantumato i pochi diritti dei figli delle famiglie omogenitoriali, ha perseguitato e schedato le giovani persone trans depotenziando i percorsi farmacologici salvavita per bambini e adolescenti con varianza di genere, ha criminalizzato universalmente la possibilità di procreazione altruista per le coppie di uomini e ha trasformato la libertà di manifestare il dissenso, costituzionalmente garantita, in una trappola di sospensione del diritto giuridico in favore del potere poliziesco che risponde al potere eseccutivo.
Il quadro è ora cristallino: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega stanno emarginando con leggi e provvedimenti dello Stato le persone LGBTIAQ+ e lo stanno facendo utilizzando il potere loro conferito dal voto popolare. È la democrazia: forse bisogna ripartire dall’idea che, più che puntare il dito verso una classe dirigente eletta dai cittadini, è urgente conquistare la fiducia dei cittadini stessi, informarli con le nostre vite e i nostri corpi sulla battaglia comune per la difesa delle libertà civili. E invece. Associazioni LGBTI+ e movimenti queer si azzuffano, si dividono, stralciano le battaglie per ricondurle a questioni identitarie perimetrate dai singoli vissuti, dalle etichette focalizzate che razzolano confuse, divise e arrabbiate. Mentre la democrazia muore sulla nostra pelle.
Da questa setimana, Gay.it presenta “Generazione Queer“, il nostro nuovo format YouTube dedicato ai creator LGBTIQ+ della Gen Z. Il primo ospite è un regista che ha cambiato la vita di uno sconosciuto in metro. Qui l’episodio sul nostro canale YT .
Con Giugno entriamo nel vivo della stagione dei Pride e prosegue la nostra rubrica Pride to Italy che dà voce a più di 70 Pride italiani. Il Liguria Pride, che si tiene a Genova il 13 giugno, ci ha parlato di “solidarietà e alleanze“. A San Marzano di San Giuseppe l’orgoglio arcobaleno parla una lingua antica con il Katunda Pride e ci ricorda l’importanza dei Pride nei piccoli centri. Il Marche Pride ad Ancona parla di “Lotta mainfesta“. A Pavia si festeggia la decima edizione dell’orgoglio LGBTIAQ+ cittadino il prossimo 13 giugno: “Nessuna conquista è un porto definitivo” spiegano “Andare oltre l’orizzonte significa questo: non accontentarsi di sopravvivere, ma pretendere di fiorire pienamente. Finché nessuna persona verrà più lasciata indietro”. Tutti gli approfondimenti su più di 70 Pride italiani a questo link su Gay.it.
Una cosa importante.
Il nostro giornale celebra il Pride ogni giorno, 365 giorni all’anno. È un lavoro faticoso, svolto con i pochi mezzi che offrono il mercato e la pubblicità, in un mondo in cui l’attenzione alla minoranza LGBTIAQ+ non solo arretra, ma viene addirittura avversata dal potere, persino, e sempre più, nelle democrazie occidentali.
Per questo torno a rivolgere a chi legge un invito importante, prima di scorrere i focus su alcune delle notizie raccontata dal nostro giornale negli ultimi sette giorni: visto l’oscuramento che le big data company stanno infliggendo alle notizie LGBTIAQ+, è fondamentale avvalersi di alcuni strumenti (finché ce li forniranno) per rafforzare la distribuzione dei contenuti che riguardano la nostra comunità tra le piattaforme e tra le maglie manipolatorie degli algoritmi. Aiutaci a consolidare il posizionamento di Gay.it su Google Discover: è gratis, facile e veloce. Bastano un click e una conferma QUI >.
Alcuni dei focus di Gay.it negli ultimi sette giorni.
Il DDL Valditara è legge: educazione sessuale vietata alle elementari, subordinata al consenso dei genitori alle medie e superiori
78 voti a favore, 38 contrari. L’Italia è ora l’unico paese dell’UE a vietare per legge l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie. Non serve ai bambini fragili, soli, dimenticati. Serve alla destra.
Monta l’onda anti-Pride, insulti social: Arcigay pubblica i volti
«L’odio indossa camicie pulite e foto profilo con i figli». Quest’anno l’ondata anti-Pride sui social è più intensa del solito. Denunce a Torino, Imperia e Lecco. La domanda è maliziosa: come mai proprio ora?
Vannnacci cresce nei sondaggi e Meloni lo corteggia. Per la comunità LGBTIQ+ è una prospettiva a dir poco inquietante
Futuro Nazionale è al 4,3% e sale. Il programma: famiglia tradizionale, anti-woke, opposizione esplicita a qualunque diritto civile. Se Meloni ha bisogno di Vannacci per vincere le elezioni, la coalizione di governo si sposta ancora più a destra. E Forza Italia?
In Giappone 15 giudici della Corte Suprema si preparano a decidere sul matrimonio egualitario. Il Paese è l’unico G7 senza riconoscimento legale
La sentenza arriverà entro l’inizio del 2027. Il movimento ha raccolto 40.000 firme e chiede al Parlamento di non aspettare. Il sostegno dell’opinione pubblica è al 70%. La premier conservatrice è contraria.
In Ungheria ritirate le accuse contro il sindaco di Budapest e l’organizzatore del Pecs Pride. Rischiavano il carcere per aver sfidato Orbán
La prima buona notizia è che il Pride di Budapest quest’anno non dovrà affrontare contro alcun divieto. Ma c’è di più. Karácsony aveva trasformato il Budapest Pride in una «celebrazione della libertà». Buzás-Hábel aveva registrato il Pride di Pecs come protesta contro i cinghiali. Caduto Orbán, la sentenza UE ha reso insostenibili le accuse.
Chi c’è davvero dietro la conferenza anti-LGBTIQ+ che si tiene in Ghana: destre cristiane americane ed europee travestite da sovranismo africano
Family Watch International, Christian Council International, MassResistance: organizzazioni occidentali ultraconservatrici forniscono reti, narrative e bozze di leggi ai parlamentari africani. «È odio importato», dice Rightify Ghana. Il colonialismo che criminalizzò l’omosessualità in Africa ora torna a difenderla come tradizione. Cosa sta succedendo? E cosa era già accaduto in Uganda tre anni fa?
La Turchia riprova: nuovi emendamenti anti-LGBTIQ+ nel 12° pacchetto legislativo. Pene fino a 4 anni per chi partecipa a cerimonie same-sex
Erano già stati bocciati due volte grazie alle proteste. Ora tornano, con misure ancora più severe: criminalizzazione dell’identità di genere, limite di 25 anni per le transizioni, medici a rischio carcere. Sedici associazioni rispondono: «Abbiamo già vinto in passato. Vinceremo di nuovo».
Un ex allevamento intensivo diventato rifugio antispecista e spazio transfemminista rischia di chiudere: serve mezzo milione di euro entro giugno
Ad Ambra, in provincia di Arezzo, Agripunk ospita da oltre dieci anni animali sottratti allo sfruttamento zootecnico. Uno sfratto li mette tutti a rischio. La raccolta fondi è aperta.
