Orda Pride 2026, il 28 giugno a Lecce: il Pride antifascista e divisivo del Salento

Il Pride intersezionale queer del Salento torna nelle strade di Lecce. Al centro antifascismo, transfemminismo, antispecismo, Palestina, corpi.

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Orda Pride, il 28 giugno 2026 a Lecce - foto di @iosonovalentinagram
Orda Pride, il 28 giugno 2026 a Lecce - foto di @iosonovalentinagram
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L’Orda Pride tornerà a occupare le strade di Lecce il 28 giugno 2026, ma quella annunciata dal Pride Intersezionale Queer del Salento non sarà semplicemente una nuova parata LGBTQIA+. Il collettivo rivendica ancora una volta una posizione politica netta, racchiusa già nella definizione scelta per presentare l’appuntamento: “Un Pride antifascista e divisivo”.

Una formula volutamente lontana dall’idea di una manifestazione rassicurante, istituzionale o costruita soltanto intorno alla celebrazione. L’Orda Pride 2026 vuole riportare al centro il conflitto, le disuguaglianze e le connessioni tra le diverse forme di oppressione. “Perché il Pride è lotta politica e antifascista o lo abbiamo già perso”, afferma il collettivo nella presentazione ufficiale.

La data non è casuale. Il corteo si svolgerà il 28 giugno, anniversario dei moti di Stonewall del 1969, considerati uno dei momenti fondativi del movimento di liberazione LGBTQIA+ contemporaneo. Percorso, orari e ulteriori informazioni organizzative saranno comunicati attraverso i canali ufficiali dell’Orda Pride.

Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia

Orda Pride 2026 a Lecce: “Torniamo con i nostri corpi queer e non conformi”

L’annuncio dell’edizione 2026 parte dai corpi e dalla loro presenza nello spazio pubblico. “Il 28 giugno 2026 torniamo a occupare spazio in città con i nostri corpi queer, non conformi, stanchi e carichi. Con tutta la nostra complessità”, scrive l’organizzazione.

Non è soltanto un invito a partecipare, ma una dichiarazione sul significato stesso dell’occupazione delle strade. I corpi evocati dall’Orda Pride non vengono rappresentati come immagini astratte o simboli da inserire nelle campagne del Pride Month: sono corpi attraversati dalla fatica, dalle discriminazioni, dal lavoro precario, dalle differenze di classe e dalle difficoltà di vivere apertamente la propria identità.

La complessità rivendicata dal collettivo diventa così il contrario della semplificazione commerciale del Pride. Nel manifesto si legge: “Perché queer è intersezionale o è rainbow washing”. Una frase che mette in discussione l’utilizzo di simboli e linguaggi LGBTQIA+ da parte di aziende, istituzioni o organizzazioni che non accompagnano la comunicazione inclusiva con pratiche concrete.

Lo slogan scelto per chiamare a raccolta la comunità conserva invece il linguaggio immaginifico già associato all’Orda: “Cavalchiamo l’orda!”. Un’onda composta da soggettività differenti, non assimilabili a un unico modello e intenzionate a rendersi visibili insieme.

Antifascismo, transfemminismo e antispecismo al centro del Pride

L’identità dell’Orda Pride 2026 viene costruita attraverso una serie di affermazioni che delimitano con chiarezza il terreno politico della manifestazione. Il Pride, secondo il collettivo, non può essere separato dall’antifascismo, così come il femminismo non può escludere le persone trans o ignorare il rapporto tra lo sfruttamento dei corpi umani, degli animali e dei territori.

“Perché il femminismo è trans e antispecista o è privilegio”, si legge nel testo di presentazione. L’Orda Pride lega quindi la liberazione queer a un femminismo transfemminista e antispecista, rifiutando una visione dei diritti limitata alle sole persone considerate più integrabili o socialmente accettabili.

La scelta di definirsi “divisivo” assume in questo contesto un significato preciso. Non indica la volontà di escludere, ma quella di non nascondere le differenze politiche per costruire un consenso generico. L’Orda Pride prende posizione contro il capitalismo, l’eteropatriarcato e i modelli di progresso che impongono alle persone queer di adeguarsi alle strutture dominanti per essere riconosciute.

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“Perché siamo terronfrocə e rifiutiamo l’assimilazione ai modelli di progresso ed esistenza capitalista ed eteropatriarcale”, afferma il collettivo. L’espressione recupera e rovescia parole utilizzate come insulto, facendo dell’appartenenza meridionale e queer una forma di autodeterminazione politica.

Il rapporto con il Salento non è dunque soltanto geografico. Lecce e il territorio diventano il luogo dal quale articolare una critica alla marginalizzazione del Sud, alle migrazioni forzate per studio e lavoro e alla trasformazione delle città in spazi sempre meno accessibili a chi le abita durante tutto l’anno.

Dalla Palestina all’accessibilità economica: cosa rivendica l’Orda Pride

Tra gli elementi caratterizzanti del Pride Intersezionale Queer del Salento resta anche il sostegno alla Palestina. “Perché queer è pratica decoloniale e for Palestine o è pinkwashing”, dichiara l’organizzazione, collegando la lotta LGBTQIA+ alla critica del colonialismo e alla denuncia dell’utilizzo strumentale dei diritti queer per legittimare governi o politiche oppressive.

L’Orda Pride rifiuta così l’idea che la tutela formale delle persone LGBTQIA+ possa essere impiegata per cancellare altre violazioni dei diritti umani. La posizione contro il pinkwashing, già presente nell’identità politica delle precedenti edizioni, viene confermata anche per il 2026.

Il manifesto affronta inoltre una questione spesso assente dal racconto pubblico degli eventi queer: il costo della partecipazione. “Perché l’accessibilità dei luoghi è anche economica o non è safer”, sottolinea il collettivo. 

La stessa organizzazione politica viene pensata attraverso processi non gerarchici: “Perché i percorsi politici sono orizzontali e fondati sulla costruzione di pratiche alternative oppure non ci appartengono”. L’orizzontalità non è presentata come un principio astratto, ma come parte del metodo con cui costruire alleanze e forme differenti di partecipazione.

L’eredità dell’Orda Pride 2025 e il nuovo corteo del 28 giugno

Orda Pride a Lecce - foto di @iosonovalentinagram
Orda Pride a Lecce – foto di @iosonovalentinagram

Anche l’edizione del 2025 aveva attraversato Lecce con una piattaforma dichiaratamente antifascista, intersezionale, decoloniale e transfemminista. Il corteo aveva proseguito un percorso politico nato negli anni precedenti e accompagnato dalla Queeresima, il calendario di incontri, iniziative e momenti collettivi organizzati prima della giornata conclusiva.

Nel racconto dell’Orda Pride, le lotte queer si intrecciano da tempo con la resistenza alla trasformazione del Salento in un territorio consumabile, raccontato attraverso una superficie turistica patinata mentre molte persone sono costrette a partire per cercare opportunità altrove. Restare, tornare o riappropriarsi dello spazio pubblico assume così anche un significato culturale e territoriale.

Nel 2026 l’Orda tornerà dunque a percorrere Lecce con una promessa che non cerca di smussare i conflitti: portare nelle strade corpi, rivendicazioni e identità non conformi senza separare i diritti LGBTQIA+ dalle questioni sociali, economiche, ambientali e internazionali.

Orda Pride 2026: canali ufficiali per restare aggiornatə

L’appuntamento è fissato per il 28 giugno 2026. Il tragitto della manifestazione, gli orari e gli altri dettagli utili non sono stati ancora annunciati. Il messaggio politico, invece, è già dichiarato: “Cavalca l’orda insieme a noi”. Per restare aggiornatə sulle ultime novità, il percorso, e tutti gli eventi della Queeresima in programma, vi invitiamo a seguire i canali ufficiali (IG).

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