Il cosiddetto Stop WOKE Act della Florida, voluto dal governatore anti-LGBTQ+ Ron DeSantis, ha subito un nuovo duro colpo dalla Corte d’Appello degli Stati Uniti per l’11° Circuito, che ha confermato un’ingiunzione del 2022 che vieta l’applicazione della legge a college e università. Ne dà notizia LGBTQNation.

Nella sentenza a maggioranza di 2 a 1, i giudici hanno definito la legge “una sbalorditiva affermazione di potere volta a bandire idee impopolari dal dibattito pubblico, proprio nei luoghi che le stesse leggi statali riconoscono come centri di ricerca: le aule scolastiche, dove gli studenti sono incoraggiati a riflettere su idee, buone e cattive, facili e difficili, idealmente avvicinandosi sempre di più alla verità“.

Lo Stop WOKE Act che sembra uscito da 1984 di George Orwell

La Corte d'Appello stronca lo "Stop WOKE Act" di Ron DeSantis: "È distopico, una sbalorditiva dimostrazione di potere" - Ron DeSantis 2 - Gay.it

Lo Stop Woke Act voluto dal governatore repubblicano censura la libertà di parola, tutelata dalla costituzione statunitense, su razzismo e discriminazione di genere all’interno delle aule scolastiche e nei luoghi di lavoro con più di 15 dipendenti. La legge è formulata in modo così ampio e vago che molti temono che scoraggi qualsiasi lezione sulla diversità e sui pregiudizi sociali. Il testo della legge vieta qualsiasi formazione o istruzione che costringa uno studente o un lavoratore a “credere che i membri di qualsiasi etnia, colore, sesso o origine nazionale” siano moralmente superiori, intrinsecamente prevenuti, privilegiati, meritevoli di discriminazione, o che debbano sentirsi angosciati o responsabili delle azioni passate delle persone a loro associate.

Questo vuol dire che i corsi di formazione sulla sensibilità antidiscriminatoria e le lezioni in aula non debbano suggerire che le persone possano non essere consapevoli dei propri privilegi sociali. Chiunque esca da un corso di formazione sentendosi turbato dalla rappresentazione della propria identità e dei propri privilegi potrebbe di fatto citare in giudizio una scuola o un’azienda. “Se il Primo Emendamento offre un minimo di protezione alle aule universitarie pubbliche, questa legge lo oltrepassa“, ha dichiarato la sentenza dell’11° Circuito.

Barbara Lagoa, nominata alla Corte d’Appello dell’11° Circuito dall’attuale presidente Ron DeSantis, è stata l’unica a votare contro l’ingiunzione, sostenendo in un’opinione dissenziente che il Primo Emendamento “non obbliga tutti i punti di vista a essere degni di approvazione da parte dello Stato“.

Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier (repubblicano), noto per le sue posizioni anti-LGBTQ+, ha elogiato il punto di vista della Lagoa, scrivendo sui social che “potrebbe essere la migliore giurista del nostro Paese” e che “dovrebbe essere alla Corte Suprema“.

Nel 2022 il giudice capo del tribunale distrettuale degli Stati Uniti, Mark Walker, emise un’ingiunzione temporanea contro la parte della legge relativa a college e università, definendola “assolutamente distopica” e citando “1984” di George Orwell nella sua sentenza di 138 pagine.

La legge vieta ufficialmente ai professori di esprimere opinioni non gradite nelle aule universitarie, consentendo al contempo la libera espressione di opinioni opposte“, scrisse Walker. “Gli imputati sostengono che, in base a questa legge, i professori godono di ‘libertà accademica’ a condizione che esprimano solo le opinioni approvate dallo Stato. Questo è decisamente distopico“. Nel 2024 Walker ha poi emesso un’ingiunzione permanente nei confronti della parte della legge relativa ai luoghi di lavoro, affermando che viola il diritto alla libertà di parola delle aziende. L’11° Circuito ha confermato anche tale sentenza.

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L’ACLU, che aveva intentato causa nel 2022, ha accolto con favore la decisione della Corte. Leah Watson, avvocata senior del Programma per la Giustizia Razziale dell’ACLU, ha dichiarato che “stabilisce un precedente importante, dimostrando che l’istruzione superiore non può essere limitata ai capricci dei politici”. “Tutti gli studenti e gli insegnanti meritano di poter scambiare liberamente e apertamente idee, senza il controllo del governo”. “Gli studenti non possono combattere la discriminazione razziale che non vedono; la formazione e l’istruzione sono fondamentali per dare ai futuri leader gli strumenti necessari per perseguire la giustizia razziale“.

Roy Pernell, professore di diritto alla Florida A&M University e ricorrente nella causa, ha dichiarato che il team è “entusiasta che la corte abbia posto fine alla censura di argomenti che hanno implicazioni reali per i nostri studenti, consentendo loro di apprendere, discutere e sviluppare strumenti per combattere il complesso problema del razzismo nel nostro Paese, senza essere imbavagliati da coloro che vorrebbero imporre solo il pensiero approvato dallo Stato“.

Un incubo chiamato Ron DeSantis

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Letteralmente ossessionato dalla comunità LGBTQIA+, il mese scorso Ron DeSantis ha cestinato il Pride Month per celebrare le famiglie “tradizionali” e la “fede cristiana”, proclamando Giugno come il Mese della Fede e della Famiglia. Più volte elogiato da Giorgia Meloni e dall’attuale governo italiano, Ron DeSantis è tristemente noto per aver voluto, firmato e difeso la famigerata legge della Florida “Don’t Say Gay”, che vieta ad asili nido e scuole elementari e medie di trattare temi legati ad orientamento sessuale e identità di genere, oltre a numerose altre leggi anti-LGBTQ+, dedicando gran parte del proprio mandato ad attaccare l’”indottrinamento woke” nelle scuole.

Lo scorso aprile DeSantis ha firmato una legge che vieta finanziamenti locali per Pride e programmi DEI, perché “discriminano gli uomini bianchi”. Nell’ultimo anno diverse città della Florida sono state costrette a ridipingere gli attraversamenti pedonali arcobaleno in seguito a direttive emesse dall’amministrazione Trump e dallo stesso DeSantis, con tanto di arresti ad Orlando. Ci sono state pacifiche reazioni di massa alla censura del governatore, con privati cittadini che hanno ridipinto d’arcobaleno insegne, scale, persino facciate di chiese. La città di St. Petersburg ha installato delle rastrelliere arcobaleno per biciclette e illuminato il cielo con uno spettacolare show di laser rainbow. Un procuratore ha poi chiesto la cancellazione di uno spettacolo drag, con DeSantis che vorrebbe vietare per legge le bandiere rainbow dagli edifici statali.   Più recentemente ha smantellato il Programma di Assistenza ai Farmaci per l’aids che fornisce assistenza alle persone a basso reddito affette da hiv, con oltre 10.000 persone che hanno perso l’accesso ai farmaci salvavita.

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