Il Savona Pride tornerà nelle strade della città sabato 5 settembre 2026. Dopo le prime due edizioni, la manifestazione organizzata dal coordinamento locale e sostenuta da Arcigay Savona si sposta di alcuni mesi rispetto alla consueta collocazione nel calendario dei Pride, ma conferma l’obiettivo di rendere visibile una comunità LGBTQIA+ viva, radicata e determinata a rivendicare diritti e spazi anche lontano dalle grandi città.

Il cambiamento di periodo sarebbe stato determinato da “cause di forza maggiore”. Orari, percorso della parata e programma dettagliato saranno comunicati prossimamente. Il coordinamento ha però già presentato il documento politico e il claim scelto per l’edizione 2026: “Ancoratə ai diritti”. “Il 5 settembre 2026 torniamo a manifestare per i nostri diritti tra le strade di Savona”, hanno annunciato sui social.

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Savona Pride 2026, il significato del claim “Ancoratə ai diritti”

Il simbolo centrale del Savona Pride 2026 sarà l’ancora, scelta non soltanto per il suo legame con l’identità marittima della città, ma soprattutto per il suo valore politico. Nel documento elaborato dal coordinamento, l’immagine dell’ancora rappresenta stabilità, resistenza e la possibilità di costruire un porto sicuro per le persone LGBTQIA+.

“Di fronte al clima di violenza, discriminazione, alla disuguaglianza che pone lə cittadinə su piani differenti, creando esistenze di serie B, noi gettiamo la nostra ancora sui principi fondamentali della dignità umana e della giustizia sociale”, si legge nel documento politico.

Essere “ancoratə”, spiegano le persone organizzatrici, significa non retrocedere rispetto ai diritti conquistati e non considerarli concessioni provvisorie, sottoposte al mutamento degli equilibri politici e sociali.

Significa, piuttosto, “non arretrare di un passo, pretendendo che i diritti non siano concessioni temporanee, ma tutele solide, universali e inamovibili per ogni singola soggettività”.

Il riferimento riguarda la possibilità di vivere liberamente le proprie relazioni, costruire una famiglia, accedere alla salute, abitare gli spazi pubblici e trovare nella città luoghi di socialità non ostili. Temi che il Savona Pride lega a una prospettiva intersezionale, capace di includere anche le rivendicazioni delle persone con disabilità, neurodivergenti, migranti e marginalizzate.

“Le nostre famiglie, la nostra salute, gli spazi in cui esistiamo, ci appartengono e siamo prontə a lottare perché ci vengano riconosciuti”, prosegue il documento.

Una comunità LGBTQIA+ presente anche nella provincia

Una delle priorità dell’edizione 2026 sarà il coinvolgimento dei comuni della provincia. L’obiettivo dichiarato dal coordinamento è superare l’idea che le comunità queer possano trovare spazio e occasioni di incontro soltanto nei grandi centri urbani.

“Il nostro obiettivo come Coordinamento è dimostrare che anche una realtà come Savona, piccola provincia rispetto alle città che organizzano il Pride, ospita una comunità viva e presente, che non ha timore di rivendicare i suoi spazi”, spiegano.

Per questa ragione, la promozione non sarà concentrata esclusivamente nel capoluogo. Il progetto prevede la distribuzione di volantini e manifesti anche nei centri vicini, accompagnata da iniziative di informazione rivolte a chi vive in territori nei quali può essere più difficile conoscere associazioni, servizi e spazi LGBTQIA+.

“Vogliamo portare il Savona Pride anche nelle città vicine: più volantini, più manifesti, più informazione, per coinvolgere non solo chi abita a Savona, ma anche chi, nella provincia, non sa ancora che esiste una comunità felice di accoglierlə”.

Il Pride viene quindi presentato come parte di un percorso più ampio di costruzione comunitaria. “Anche in una realtà piccola come Savona, la comunità queer esiste ed è determinata a creare spazi sicuri per le persone che ne fanno parte”, sottolinea il manifesto.

Dal matrimonio egualitario alla tutela delle famiglie omogenitoriali: le rivendicazioni

Il documento politico del Savona Pride 2026 attraversa numerose aree tematiche, a partire dai diritti familiari. Tra le richieste figurano l’introduzione del matrimonio egualitario, una riforma complessiva del diritto di famiglia e il pieno riconoscimento dellə figlə delle coppie omogenitoriali.

Il coordinamento rivendica inoltre il diritto alle adozioni e l’accesso alla procreazione medicalmente assistita e alla gestazione per altre persone, temi sui quali in Italia continuano a esistere profonde differenze di trattamento legate all’orientamento sessuale e alla composizione familiare.

Le richieste vengono inserite in una visione secondo la quale nessuna famiglia dovrebbe dipendere da riconoscimenti parziali o da provvedimenti giudiziari per poter vedere tutelati rapporti affettivi e responsabilità genitoriali già esistenti nella vita quotidiana.

Salute, legge 194 e percorsi di affermazione di genere

Un’altra parte significativa della piattaforma riguarda il diritto alla salute. Il Savona Pride dichiara di voler difendere la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e il Servizio sanitario nazionale, chiedendo una tutela effettiva della salute fisica e mentale.

Particolare attenzione è riservata ai servizi dedicati ai percorsi di affermazione di genere. La richiesta non riguarda soltanto la disponibilità delle prestazioni, ma anche la possibilità di accedervi attraverso strutture competenti, diffuse sul territorio e rispettose dell’autodeterminazione delle persone trans e non binarie.

Nel manifesto rientra anche la riforma della legge 164 del 1982, che disciplina in Italia la rettificazione dell’attribuzione di sesso. Il coordinamento chiede un sistema meno burocratico e maggiormente fondato sul riconoscimento dell’identità personale, insieme a una tutela specifica delle persone trans, non binarie e intersex.

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Una legge contro omobilesbotransfobia e grassofobia

Tra le rivendicazioni compare l’approvazione di una legge nazionale contro l’omobilesbotransfobia, capace di offrire una tutela efficace contro discriminazioni, minacce e violenze motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Il documento include anche il contrasto alla grassofobia e alla violenza di genere, ampliando il campo delle discriminazioni affrontate dal Pride. L’impostazione del coordinamento mette infatti in relazione forme differenti di esclusione, rifiutando una lettura dei diritti LGBTQIA+ separata dalle condizioni economiche, sociali, corporee e personali delle singole soggettività.

Il Savona Pride sostiene inoltre il diritto all’eutanasia e al suicidio assistito, il riconoscimento delle persone con disabilità e neurodivergenze e l’introduzione di maggiori diritti e tutele per le persone migranti.

Educazione, lavoro, sex work e diritto di manifestare

Nell’area dedicata alle istituzioni e alla società, il documento affronta il ruolo della scuola e dell’educazione. Il coordinamento chiede percorsi dedicati al linguaggio inclusivo e ai temi LGBTQIA+, nella convinzione che la prevenzione delle discriminazioni debba partire dalla conoscenza e dalla formazione.

Tra i temi indicati compare anche la carriera alias, uno strumento utilizzato da scuole, università e altre istituzioni per permettere alle persone trans e non binarie di utilizzare un nome scelto negli atti interni, prima della conclusione dell’eventuale rettifica anagrafica.

La piattaforma rivendica inoltre la tutela e il riconoscimento del sex work, la creazione di spazi sicuri di aggregazione e comunità, la protezione del diritto di manifestare e la garanzia dell’esercizio del voto.

Si tratta di una serie di richieste che colloca il Pride in un campo politico più ampio rispetto alla sola rivendicazione della visibilità. La libertà delle persone LGBTQIA+, secondo l’impostazione del manifesto, è strettamente connessa alla qualità democratica delle istituzioni e alla possibilità di partecipare alla vita pubblica senza subire esclusioni o intimidazioni.

Il crowdfunding per finanziare il Savona Pride 2026

Per sostenere l’organizzazione del corteo è stata avviata una campagna di crowdfunding. Il coordinamento ha chiarito che il Savona Pride viene realizzato attraverso gli eventi di autofinanziamento, i banchetti informativi, le raccolte fondi e il contributo di un numero limitato di sponsor selezionati sulla base della loro compatibilità con i valori della manifestazione.

“Non abbiamo dalla nostra le risorse economiche, ma abbiamo le persone che questa comunità la compongono e la sostengono. Da qui parte l’idea di un crowdfunding”, spiegano le persone organizzatrici.

I fondi serviranno a coprire la stampa di manifesti, volantini e materiali informativi, l’allestimento del corteo, il palco, l’impianto audio, la sicurezza e le misure per l’accessibilità. Una parte delle risorse sarà inoltre utilizzata per promuovere la manifestazione nei comuni della provincia, organizzare gli eventi di avvicinamento denominati “SannaWaves” e allestire il presidio nelle settimane precedenti il Pride.

“Organizzare tutto questo e riprenderci il nostro spazio è qualcosa che possiamo fare solo aiutandoci, e anche un piccolo contributo può fare la differenza”, sottolinea il coordinamento.

 

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La storia di Arcigay Savona e del Pride cittadino

Il Savona Pride è nato nel 2024 e si appoggia attualmente al comitato savonese di Arcigay. L’associazione locale, iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore, è attiva dal 2014 e svolge attività di sensibilizzazione e sostegno sul territorio.

La sua azione è orientata, come ricorda il documento politico, alla costruzione di “una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e ogni altra condizione personale e sociale”.

Il corteo del 5 settembre rappresenterà quindi il momento culminante di un lavoro sviluppato durante tutto l’anno. Il messaggio scelto per il 2026 sintetizza questa continuità tra presenza sul territorio, rivendicazione politica e creazione di comunità.

“L’ancora è da sempre simbolo di stabilità, di porto sicuro, rappresenterà il nostro Pride 2026 perché racchiude gli obiettivi su cui abbiamo lavorato nell’ultimo anno e quelli che già abbiamo in mente se pensiamo al futuro delle persone queer a Savona”, si legge nel manifesto.

“Oggi, come comunità LGBTQIA+ e intersezionale di Savona, riprendiamo questo simbolo per trasformarlo in un grido di resistenza politica: siamo e resteremo ancoratə ai diritti”.

Savona Pride 2026: come restare aggiornatə

Il Savona Pride 2026 si prepara a riportare nelle strade della città una comunità viva, visibile e determinata a restare “ancoratə ai diritti”. Il corteo del 5 settembre sarà un momento di incontro, orgoglio e rivendicazione collettiva, capace di coinvolgere non soltanto Savona, ma anche le persone LGBTQIA+ che vivono nei comuni della provincia.

Per restare aggiornatə su tutte le novità, dagli orari al percorso della parata, fino agli eventi di avvicinamento e al programma completo della manifestazione, è possibile seguire i canali ufficiali del Savona Pride, dove verranno pubblicati aggiornamenti, iniziative e comunicazioni del coordinamento organizzatore (IG).

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