Priscilla parla a scuola di bullismo e omofobia, Lega e FdI all’attacco. E la drag replica: “Più vogliono zittirmi più continuerò”

L’intervento della drag queen Priscilla al liceo “Munari” di Acerra lo scorso gennaio, incentrato su bullismo, omofobia e diritti civili, ha scatenato polemiche da parte di Lega e Fratelli d’Italia, che parlano di “propaganda gender”.

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Priscilla in un liceo di Acerra per parlare di bullismo e omofobia
7 min. di lettura

La partecipazione della drag queen Priscilla ad una assemblea studentesca del liceo “Munari” di Acerra, in provincia di Napoli, ha scatenato una vera e propria polemica politica, seppur con (oltre) tre mesi di ritardo. Perché, in realtà, la presenza di Priscilla nella scuola del napoletano è avvenuta lo scorso gennaio, ma solo ora il suo intervento è finito nel mirino di Lega e Fratelli d’Italia, innescando un acceso dibattito politico. 

La drag queen Priscilla
La drag queen Priscilla

Priscilla in una scuola di Acerra per parlare di omofobia e bullismo

L’artista e attivista LGBTQIA+ e pro-Palestina Mariano Gallo, ha portato la sua Priscilla tra gli studenti e le studentesse di una scuola di Acerra, con i quali ha condiviso la sua esperienza personale – di omosessuale e persona bullizzata – e discusso con glə studentə – tra le altre cose – di bullismo e omofobia. In un momento storico molto difficile anche in ambito scolastico, in cui proprio Lega e Fratelli d’Italia hanno spinto con forza per l’approvazione della misura sostenuta anche dal ministro Valditara sull’obbligo di ottenere il consenso informato dei genitori prima di proporre corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, la presenza di Priscilla rappresenta una boccata di aria fresca. “È un periodo davvero complicato. Per questo sento di fare sempre più la mia parte”, ha commentato Mariano Gallo al Corriere della Sera.

L’intervento di Priscilla nel liceo Munari di Acerra, rientrava in un contesto molto più ampio, come ha tenuto a precisare Gallo, in un video sul suo profilo Instagram. Tuttavia, gli attacchi da parte della destra politica non si sono fatti attendere. “La destra continua a parlare di propaganda gender, quando l’unica propaganda è quella che fanno loro, basata su odio e discriminazione”, ha tuonato Gallo.

 

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L’attacco della destra: Lega e Fratelli d’Italia intervengono

Solo a distanza di circa quattro mesi dall’intervento della drag queen Priscilla nella scuola di Acerra, il deputato della Lega, Rossano Sasso, è sceso in campo annunciando un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara. Il motivo? Ufficialmente, “per fare chiarezza su quanto accaduto lo scorso gennaio nel liceo “Munari” di Acerra, dove una drag queen, bardata di kefiah, ha parlato a ragazzi dai 13 ai 17 anni”.

Ad intervenire a ruota, anche Fratelli d’Italia, che ha parlato di “episodio sconcertante”. A prendere la parola è stato Vincenzo Riemma, coordinatore del partito di Giorgia Meloni ad Acerra, che sostenendo il pensiero del deputato leghista ha aggiunto: “l’ideologia woke e i deliri del politicamente corretto non dovrebbero entrare nelle nostre scuole”. L’ala più estrema della destra italiana, dunque, sostiene con forza che l’intervento di Priscilla nell’istituto scolastico sia stato solo un tentativo di “indottrinare i nostri ragazzi”.

Rossano Sasso, deputato leghista
Rossano Sasso, deputato leghista

Associazione Nazionale Presidi difende l’iniziativa

A difesa dell’iniziativa adottata dal liceo Munari, su richiesta dei suoi studenti e delle sue studentesse (e su approvazione della dirigente scolastica), si è espresso Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, che all’Ansa ha dichiarato: 

“La scuola e il mondo della formazione deve essere lontano da contenziosi cercati in continuazione, devono essere un luogo di confronto democratico. Quando i miei studenti mi hanno chiesto di far partecipare un attivista ad una assemblea pro Palestina ho risposto che non avevo nulla in contrario se avessimo invitato anche un esponente israeliano. Quando si innescano processi di conflittualità e si inserisce il contenzioso della politica partitica nella scuola, si fa un danno ai giovani, si impedisce il confronto e si accentua lo scontro, mentre la missione della scuola è permettere il confronto democratico che implica più voci, mai unitarie”.

Le critiche di Sasso e la replica di Priscilla

Cosa aveva detto, nel dettaglio, il deputato Sasso sull’incontro tra Priscilla e glə studentə? Il leghista aveva definito la drag queen un “soggetto che, senza alcuna competenza, fa formazione, dicendo ai nostri ragazzi che “spesso, quello che viene costruito a scuola, viene distrutto a casa dalle famiglie”. Non aggiungo altro”. Aveva parlato di un “assalto di attivisti ideologizzati (nella fattispecie, la drag queen si definisce sulla sua pagina attivista queer e transfemminista)” nelle scuole, “con la complicità di docenti di estrema sinistra”. Ed ovviamente aveva sostenuto con orgoglio il recente Ddl Valditara: “Il consenso informato voluto dalla Lega porrà dei limiti a questa deriva progressista. Difendiamo la libertà di scelta educativa delle famiglie”.

L’attivista, a questo punto, è intervenuta con un video sul suo profilo Instagram, ritenendo necessario dover fare chiarezza sugli attacchi subiti:

“Facciamo un po’ di chiarezza su questa polemica montata ad arte dal deputato della Lega Rossano Sasso, che ha presentato o presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara, in merito al mio incontro con gli studenti e le studentesse del liceo Munari di Acerra. Incontro che si è tenuto circa quattro mesi fa. Strano che il deputato Sasso se ne sia accorto soltanto adesso. E voglio dare un po’ di notizie corrette. Sasso sostiene che io abbia tenuto una lezione. Non ho fatto alcuna lezione, non ho le competenze, non sono un insegnante, non ho nessuna cattedra. La mia presenza rientrava all’interno di un progetto molto più ampio che si chiama “La settimana dello studente”, settimana interamente autogestita dagli studenti e dalle studentesse, durante la quale possono scegliere chi invitare e gli argomenti da trattare, naturalmente sempre con il consenso della dirigente scolastica. Nel mio caso hanno scelto di trattare temi come l’omolesbobitransfobia, il bullismo, il cyber-bullismo, i diritti civili e la mia posizione pro-Palestina

Priscilla-Gallo ha affrontato – e smontato – punto per punto le critiche del deputato Sasso:

“Il deputato Sasso sostiene che io abbia incontrato giovani ragazzi e ragazze tra i 14 e i 17 anni e non è corretto. Ho incontrato il triennio del liceo Munari, quindi l’età variava dai 16-17 ai 20 anni, in presenza degli insegnanti e della dirigente scolastica. Non ho tenuto alcuna lezione di sessualità, così come è stata definita, ma ho semplicemente messo a disposizione la mia esperienza di persona omosessuale, di artista drag, di attivista e di persona bullizzata quando frequentava la scuola”.

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Durante l’assemblea studentesca, la drag queen Priscilla indossava una kefiah, a ribadire la sua posizione pro-Palestina. Ma anche su questo punto è stata ampiamente attaccata dal leghista. Lei risponde:

“”Una drag Queen bardata di kefiah”, così mi ha definita il deputato Sasso. E no, la kefiah non è un elemento del mio costume da drag. La kefiah è un simbolo culturale pieno di significato, un segno di resistenza che io ho adottato come sostegno pieno al popolo palestinese. Ma mi rendo conto che anche la kefiah fa molta paura alla destra, vista la vergognosa posizione e il vergognoso silenzio sul genocidio del popolo palestinese e il sostegno al governo Israeliano”. 

 

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La frase manipolata

L’attivista ha voluto poi concentrarsi su una frase in particolare, pronunciata in quella occasione e finita nel mirino della destra:

“Ma ora veniamo alla frase tanto incriminata: “La famiglia spesso distrugge quello che la scuola costruisce”. Frase estrapolata da un discorso molto più ampio e completamente decontestualizzata. La considerazione era partita da uno studente, il quale sottolineava quanto purtroppo, spesso, l’ambiente familiare può diventare tossico perché i genitori non accettano l’orientamento sessuale del proprio figlio o della propria figlia. Quindi questo studente mi chiedeva: ‘Come si può superare il dolore del non sentirsi accettati dai propri genitori?'”

Priscilla, in quella occasione, sosteneva che i due nuclei principali per un giovane siano la famiglia e la scuola, in quanto quelli in cui trascorrono la maggior parte del tempo. “Quindi la scuola e la famiglia sono i nuclei più importanti per la vostra formazione”, aveva detto. Purtroppo però, anche alla luce dei fatti, Priscilla sottolineava come molto spesso ciò che viene costruito a scuola viene distrutto a casa dalle famiglie, portando ad un azzeramento. “Quando invece c’è il sostegno della scuola e degli insegnanti e al tempo stesso questo percorso di crescita e di consapevolezza si continua a casa, allora non è più 0-0 ma è 1+1, e quindi si cresce”, aveva precisato ancora Priscilla.

A tal proposito, nel video social Mariano Gallo ha concluso: 

“La destra continua a parlare di propaganda gender, quando l’unica propaganda è quella che fanno loro, basata su odio e discriminazione, manipolando notizie, dichiarazioni o video, come in questo caso. Le interrogazioni parlamentari non hanno alcuna conseguenza giuridica diretta, è solo un modo per fare pressione politica e obbligare il governo a legiferare su determinati argomenti. E sappiamo bene quali sono gli argomenti su cui la destra vuole legiferare: limitazione della libertà, e in questo caso limitazione dell’istruzione e dell’educazione libera. Se pensano di intimorirmi con questa interrogazione parlamentare, si sbagliano di grosso. Perché io adesso sono ancora più determinata, e quindi io continuerò ad incontrare studenti e studentesse”

Chi è Priscilla

Priscilla
Priscilla

Priscilla Drag, il nome d’arte di Mariano Gallo, è una celebre drag queen italiana originaria di Napoli. Sin da giovane ha coltivato una passione per l’arte e lo spettacolo, formandosi in dizione, danza e recitazione. Il suo talento è esploso anche all’estero, soprattutto a Mykonos, dove è diventata l’icona del rinomato beach club, guadagnandosi il titolo di “Queen of Mykonos”. Tornata in Italia, ha fatto parte della giuria di “Drag Race Italia”, contribuendo al grande successo dello show.

Oltre alla sua carriera di performer, Priscilla Drag ha riscoperto la passione per il teatro, recitando in produzioni come “Dive” e “Dignità autonome di prostituzione”. Fuori dal palcoscenico, ha fatto coming out all’età di 19 anni, ricevendo il sostegno della madre Antonietta, che ha anche creato molti dei suoi abiti.

Mariano Gallo, noto con il suo alter ego Priscilla, si definisce attivista queer e transfemminista, oltre che pro Palestina e “antifascista militante”. In seguito ai recenti attacchi di Lega e FdI, al Corriere della Sera ha svelato di essere “abituato” e sereno: “Ovunque mi invitino a parlare di bullismo o omotransfobia corro”. Mariano Gallo-Priscilla ha già incontrato glə studentə della Federico II e della Bocconi e non intende certamente fermarsi.  

Proprio in un suo precedente intervento aveva già avuto un attacco da parte del deputato leghista Sasso: “Sasso era già intervenuto in Parlamento quando io avevo parlato alla facoltà di Scienze infermieristiche a Napoli. Il punto è che sbaglia bersaglio e contesto. Io non vado a fare una lezione”

Tornando all’ultimo caso – ed al ritardo sospetto -, Priscilla al CorSera ha concluso:

“Ovvio, è l’ennesima arma di distrazione di massa. Perché il governo sta facendo disastri e gli italiani, anche chi li ha votati, ora stanno aprendo gli occhi. È disumano, poi, il silenzio della presidente del Consiglio su quello che sta accadendo a Gaza. Oggi il nemico pubblico sono io. Perché Priscilla si è permessa di entrare in una scuola e raccontare la sua storia, il suo punto di vista. Invece è stato un momento di confronto prezioso: abbiamo parlato di bullismo, omofobia, dell’importanza dell’istruzione, della lotta intersezionale alle discriminazioni, di diritti civili, di politica intesa come partecipazione attiva, del popolo palestinese. Ho trovato ragazzi e ragazze consapevoli e determinati”.

E senza lasciarsi intimorire dalla destra, ha ribadito la sua intenzione di non fermarsi: “Vorrà dire che da oggi andrò in quante più scuole. Possono presentare tutte le interpellanze che vogliono: più vogliono zittirmi più continuerò.

© Riproduzione riservata.

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stock spir 9.5.25 - 12:20

Ma che senso ha andarci vestito come il suo personaggio? E perche' si cerca di normalizzare la cultura palestinese, che, bisogna ricordarlo, ci butterebbe giu' dall'ultimo piano dei palazzi? Che non li facciano fuori mi sta bene, ma che si debbano sventolare simboli della loro cultura e' veramente idiota. Provi a farlo in Palestina a vedere cosa gli succede.