Quattro giovani tra i 21 e i 24 anni sono stati condannati per una serie di aggressioni e rapine a sfondo omofobo compiute nella zona di Cesenatico. Il modus operandi era inquietante e premeditato: adescavano uomini attraverso chat di incontri su app gay, davano loro appuntamento in luoghi isolati e li aggredivano con ferocia, dopo essersi presentati con il volto coperto dalle celebri maschere di Guy Fawkes, simbolo di protesta ma in questo caso utilizzate per incutere terrore.

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Uomini adescati su app gay, aggrediti e rapinati: i fatti

Gli episodi risalgono al novembre 2024, quando due uomini caddero nella trappola crudele dei quattro malviventi. Le aggressioni si verificarono a poca distanza l’una dall’altra, con due vittime che denunciarono dinamiche quasi identiche. Entrambe furono contattate tramite una piattaforma di dating dedicata a uomini gay e convinte a recarsi in luoghi appartati, rispettivamente a Sala di Cesenatico e a Longiano. Una volta giunti all’appuntamento, le vittime furono aggredite brutalmente da un gruppo mascherato.

Le maschere di Guy Fawkes, rese celebri dal film V per Vendetta, sono diventate nel tempo simbolo della ribellione contro i poteri costituiti, ma in questo contesto sono state usate per nascondere i volti degli aggressori e rendere ancora più inquietante l’agguato. 

Le vittime, un uomo di 50 anni e uno di 40, furono picchiate, incappucciate, legate con fascette di plastica e rapinate. Secondo la ricostruzione del Corriere Romagna, furono poi costrette a salire in auto, portate a uno sportello bancomat nella zona di Santarcangelo e obbligate a prelevare contanti sotto minaccia, prima di essere abbandonate in strada, senza telefono né documenti. In totale, i rapinatori riuscirono a sottrarre oltre 1.200 euro (circa 700 euro alla prima vittima e 500 alla seconda), oltre a cellulari e portafogli dei due malcapitati. In uno dei due casi, le percosse furono così violente da rendere necessario il trasporto della vittima al Pronto Soccorso.

Le indagini e gli arresti

Proprio in seguito all’arrivo in Pronto Soccorso di una delle vittime delle percosse da parte dei quattro rapinatori mascherati, i carabinieri di Cesenatico e Rimini hanno avviato immediatamente le indagini, partendo dal racconto dell’uomo malcapitato che, nonostante lo shock e la vergogna, ha trovato la forza di denunciare. La difficoltà principale degli investigatori è stata proprio il clima di paura e umiliazione in cui versavano le vittime, elementi che gli aggressori avevano probabilmente calcolato per evitare la denuncia. 

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Tuttavia, il coraggio di chi ha parlato ha permesso di ricostruire i fatti e risalire rapidamente agli autori, anche grazie ad una autovettura sospetta, presente in entrambe le aggressioni. Dopo aver individuato uno dei presunti aggressori, le forze dell’ordine hanno potuto ricostruire contatti e spostamenti, risalendo così altri altri complici, tutti arrestati a fine 2024

La ricostruzione degli eventi ha fatto emergere un quadro inquietante e sistematico: i colpi non erano improvvisati, ma studiati nei dettagli, con un piano preciso per attirare le vittime e spaventarle a tal punto da zittirle. 

Le condanne

I quattro imputati sono comparsi davanti alla giudice per le indagini preliminari Elisabetta Giorgi. Per tre di loro è arrivata una condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione, mentre il quarto è stato condannato a 5 anni e 6 mesi. A quest’ultimo, oltre alla pena detentiva, è stato imposto anche il pagamento delle spese processuali e il risarcimento dei danni nei confronti di entrambe le vittime.

Le condanne a carico dei quattro giovani, di età compresa tra i 21 e i 24 anni, sono giunte venerdì 6 giugno. 

Casi di criminalità tramite app gay: un allarme crescente

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L’uso di app come Grindr per commettere crimini non è un fenomeno nuovo. Nel 2020, a Caserta, tre minorenni hanno adescato e brutalmente aggredito un ragazzo dopo averlo contattato sull’app, sequestrandolo e rapinandolo. A Roma, due individui hanno adescato un uomo, tentando di drogarlo, rapinarlo e violentarlo in un B&B. Nel 2022, zio e nipote sono stati arrestati dopo aver adescato e rapinato uomini conosciuti tramite chat gay, mentre a Milano una banda ha minacciato e rapinato un uomo incontrato su Grindr. Nel 2023, altri tre giovani sono stati arrestati a Roma per aver aggredito e derubato almeno 11 ragazzi gay conosciuti tramite l’app Grindr. E poi c’è il caso più grave che ha coinvolto Alessandro Coatti, giovane ricercatore italiano, adescato tramite Grindr mentre si trovava in Colombia, ucciso e smembrato.

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