Milano, minacciato e rapinato da una banda via Grindr

I rapinatori ancora a piede libero. Si tratterebbe di una banda seriale che adesca tramite l'app. Indagini della polizia.

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rapina grindr milano
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Nella foto di copertina i due criminali e la foto del profilo (falso) utilizzato per adescare.

 

È stato “rimorchiato” su Grindr e si è trovato il rapinatore nel cortile di casa. Il tizio lo ha minacciato e si è fatto dare tutti i soldi che aveva nel portafogli. Poi è arrivata una complice e la minaccia si è gonfiata. È la storia di M., un ragazzo di Milano che ha denunciato alla Polizia quanto accaduto il 27 Giugno sera a Milano. Scoprendo che non è il primo e forse neanche l’ultimo rapinato da una banda di criminali – apparentemente composta da due elementi – che sono ancora a piede libero e che potrebbero continuare a rapinare persone adescate mediante la popolare app di incontri. Gay.it ha raccolto la testimonianza di M.

“Alle sette sono stato contattato da un profilo sull’app Grindr- racconta M. – Era la foto di una persona con cui avevo parlato in precedenza qualche mese fa. Quando mi ha contattato, questa persona si trovava già nelle vicinanze di casa mia. Alla sua richiesta di vederci, ho risposto che stavo uscendo per raggiungere amici a cena e che al massimo avremmo potuto prendere un caffè al bar per conoscerci”.

Quindi il tizio e la sua banda usano questa tecnica di accendere Grindr e accalappiare i profili in zona?

“Esattamente. Nel mio profilo è presente la mia foto e questo tizio mi ha contattato e mi sono subito ricordato di lui, perché la foto profilo è quella di un ragazzo davvero bellissimo che mi era rimasto in mente”.

E ci avevi già chattato mesi fa? Quindi questa banda opera da mesi?

“Beh, sicuramente mesi fa aveva già provato a rimorchiarmi, immagino con gli stessi intenti”

E lo hai invitato a casa tua?

“No, assolutamente no. Gli ho detto che ci saremmo visti in strada, davanti al mio civico. Così gli ho dato l’indirizzo e lui dopo pochi minuti mi ha scritto su Grindr che era già davanti al portone, quindi sono uscito di casa, ho attraversato il cortile del mio condominio e ho aperto il portone e lui era già lì”

Il ragazzo bellissimo?

“E no! Non era lui, non era affatto il ragazzo della foto, ma un ragazzo alto circa 180 cm, capelli corti neri, occhi scuri, circa 30 anni, vestito con pantaloncini chiari, maglietta bianca sotto cui si intravedeva una farfalla tatuata sul petto”

All’apparenza un bravo ragazzo italiano, quindi?

“Sicuramente non un bravo ragazzo e neanche italiano”

Di dove?

“Credo nordafricano, ma questo non significa niente…”

Ma certo, nessuno sta dicendo che i nordafricani sono rapinatori. Stiamo raccontando la storia per mettere in guardia altre persone. Un ragazzo nordafricano, magro, alto 180 cm, capelli e occhi neri e una farfalla tatuata sul petto se ne va in giro con la sua banda a minacciare persone rimorchiate su Grindr, di fatto rapinandole.

“Beh, sì.”

Quindi quando hai visto che non era la persona del profilo, cos’è successo?

“Io l’ho fatto entrare in cortile e poi si è avvicinato all’ingresso della mia abitazione (il mio ingresso indipendente affaccia direttamente sul cortile condominiale) e non sono riuscito ad allontanarlo, nonostante io chiedessi spiegazioni.”

In che modo ti minacciava?

“Mi diceva che non era solo e che avrei dovuto pagare almeno 350€ per evitare che il suo socio arrivasse con un coltello. Ho spiegato che non avevo soldi contanti e, dopo la sua insistenza, temendo mi picchiasse, ho mostrato il portacarte con all’interno 50€ (tre banconote da 10€ e una da 20€) e subito lui ha preso i soldi”

Ma non erano sufficienti.

“No, il ragazzo continuava a chiedere altri soldi, per fortuna nel frattempo sono riuscito a chiudere la porta di casa. Poi all’improvviso in cortile vedo arrivare un’altra persona, una ragazza alta circa 170 cm, vestita con una maglietta larga rossa, una frangetta nera e grandi occhiali da sole”

Una ragazza? Sua complice?

“Sì, la ragazza ha iniziato in modo molto aggressivo ad ordinarmi di dare altri soldi al ragazzo, altrimenti la situazione sarebbe degenerata.”

Degenerata come?

“Avrebbe chiamato altre persone. Ho spiegato anche a lei che non avevo altro denaro, e che avevo già consegnato tutti i miei contanti al ragazzo, ma lei ha preso il telefono e – forse simulando, ho pensato successivamente – è tornata verso il portone mentre parlava con un altro ulteriore complice”.

E lì ti sei ulteriormente spaventato.

“Beh pensavo sarebbe finita davvero male”

Ma perché non ti sei messo a gridare?

“Non è così facile come sembra. Non mi è capitato molte volte di trovarmi in difficoltà, mai in luoghi familiari e sicuri come il cortile del mio palazzo.”

È una vera e propria tecnica raffinata, direi.

“Sì, quando ti trovi in quella situazione non sei più padrone di te stesso. Ho iniziato a seguire anch’io la ragazza e il ragazzo è venuto con me e ha cercato di convincermi a prendere altri 100 euro a casa”

Poi sono andati via?

“Macché. La ragazza è uscita dal portone e sapendo che la osservavo fingeva di parlare al telefono con qualcuno, e intanto il ragazzo cercava di manipolarmi dicendo frasi amichevoli di improvvisa complicità, tipo ‘Vedi ora lei si è arrabbiata e succede un casino qua, è meglio se prendi altri soldi’.

E tu?

“Se avessi avuto altri contanti a casa probabilmente glieli avrei dati per paura e per evitare potessero coinvolgere altre persone. Però sono riuscito a chiudere il portone, lasciando fuori sia lei, che continuava a stare al telefono, sia lui”.

Ed è finita così.

“No, sono rimasti per un’ora in zona. Lui è rimasto nei pressi del palazzo, lo vedevo da Grindr, e continuava a scrivermi sulla chat cercando di convincermi a portare altri soldi per evitare ripercussioni”.

E quanto è andata avanti la storia? Hai chiamato la polizia?

“È rimasto un’ora intorno al palazzo. Non ho chiamato la polizia nell’immediato, mi sono confrontato e confortato con una vicina e ho telefonato ad alcuni amici, per riprendermi… diciamo. Quando ho detto al ragazzo che c’erano telecamere dentro e fuori dal palazzo e che avrei mostrato i filmati alla polizia, è finalmente sparito”.

Mi dispiace. Sembrerebbe una banda organizzata.

“Ho parlato con un mio amico che si è confidato e mi ha detto che ha subito esattamente la stessa azione criminale dalle stesse persone”.

È evidente che si tratta di una banda che agisce ripetutamente con questo schema. Ed è una banda che potrebbe ancora colpire. Anzi, probabilmente lo sta già facendo.

“Ho raccontato tutto alla polizia. È importante esporre denuncia, chissà quante persone restano invece in silenzio”.

La polizia ha aperto un’indagine?

“Sì, spero riusciranno a prenderli e che la stessa cosa non succeda ad altri.”

 

 

 

denuncia rapina grindr
La denuncia depositata da M.

 

 

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