Sabato 7 giugno, Ascoli Piceno ha accolto per la prima volta il Piceno Pride, manifestazione transfemminista e intersezionale organizzata dal Collettiva Liberə Tuttə. Durante l’evento, è stato segnalato un episodio di intolleranza, avvenuto proprio mentre si svolgeva il corteo che ha interessato il cuore della città. Oggetto dell’aggressione, un ascolano, Raniero Bertoni, il quale è stato avvicinato da uno sconosciuto che, dopo avergli strappato di mano la bandiera arcobaleno con la stella di David, ha spezzato l’asta gettando a terra il drappo.

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Strappata e distrutta una bandiera arcobaleno con la stella di David
La dinamica dell’aggressione registrata al Piceno Pride 2025, al quale hanno preso parte circa 400 persone, tutte accomunate dal desiderio di dare visibilità e difendere i diritti della comunità LGBTQIA+, è stata ripresa dal Corriere Adriatico. Il tutto si è consumato in un contesto pacifico e colorato, durante il quale non è mancata la supervisione delle forze dell’ordine nel corso dell’intero corteo.
Eppure, lontano dagli occhi degli agenti si è consumato un gesto di intolleranza che ha avuto un duplice attacco: alla libertà sessuale e all’identità religiosa. Mentre si univa alla parata partita dai giardini pubblici e diretta verso piazza Arringo, Bertoni è stato avvicinato da uno sconosciuto che gli ha strappato di mano la bandiera arcobaleno con la stella di David. L’aggressore, un uomo apparentemente italiano tra i 30 e i 40 anni, ha spezzato l’asta e gettato via la bandiera che sventolava l’ascolano. Non un semplice vessillo arcobaleno: la bandiera riportava anche la stella di David, simbolo della cultura ebraica.
Piceno Pride, il racconto di Raniero Bertoni
A raccontare l’accaduto ripreso dal quotidiano è stato proprio Raniero Bertoni, attivista ascolano, che è stato vittima di un’aggressione proprio mentre si univa al corteo del Piceno Pride 2025. “Dicono che in Italia non ci sia antisemitismo: qualcuno mi spieghi allora perché una bandiera debba essere spezzata e buttata via”, ha esordito con amarezza.
Bertoni, non nuovo a forme di discriminazioni avvenute in passato in città, ha proseguito nel suo racconto: “Questo tizio ha spezzato l’asta e poi ha scaraventato lontano la bandiera che avevo in mano”. L’aggressione avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, ma si è limitata a questo gesto simbolico di odio e discriminazione solo per la mancata reazione dell’attivista.
A scatenare il moto di intolleranza da parte dell’aggressore, sarebbe stata proprio la rappresentazione della bandiera arcobaleno sventolata da Bertoni, che nel suo intervento ha ribadito: “Preciso che la bandiera che sventolavo, oltre ai colori arcobaleno della comunità Lgbtqia+, raffigurava la stella di David”.
La denuncia di Bertoni è apparsa anche sul suo profilo Facebook, dove ha ribadito il clima di intolleranza nei confronti di un simbolo ebraico (precisando che “Non è corretto descriverla come una bandiera che rappresenti Israele perchè il riferimento è esclusivamente alla Comunità queer interna alla diaspora”) “fra gli applausi dei presenti e i carabinieri che stanno lì a contare le mosche”, durante un evento che, sempre a suo dire, “non è stato un Pride, perché il Pride è il regno della tolleranza”.
La denuncia e il precedente
Subito dopo l’aggressione, Raniero Bertoni si è rivolto alle forze dell’ordine presenti sul posto, raccontando quanto accaduto con lucidità e fermezza. Poco dopo si è recato in Questura per formalizzare la denuncia, dando un nome e una forma a quel gesto di intolleranza che ha segnato un momento di festa e orgoglio collettivo.
Per Bertoni, non si tratta della prima volta in cui si trova a dover affrontare discriminazioni nella propria città. Nel 2018 era già finito al centro della cronaca nazionale, quando era stato minacciato e cacciato da un bar di Ascoli Piceno esclusivamente per il suo orientamento sessuale. Allora come oggi, la sua unica “colpa” era stata quella di esprimere liberamente la propria identità, senza nascondersi.
Sette anni dopo, la scena si ripete. Un nuovo episodio di odio – questa volta in pieno giorno, durante una manifestazione pubblica – lo vede protagonista, ma ancora una volta non vittima silenziosa. Bertoni continua a esporsi apertamente, portando con sé non solo i colori dell’orgoglio LGBTQIA+, ma anche il simbolo della comunità ebraica, come dimostra la scelta consapevole di sventolare una bandiera che unisce il simbolo dell’arcobaleno a quello della stella di David.
La sua visibilità e la sua determinazione a non piegarsi alle logiche dell’odio, evidentemente lo rendono un bersaglio semplice. “Non smetterò mai di essere libero, nei comportamenti e nei pensieri”, ha dichiarato, sottolineando come, nonostante le ferite ricevute, non arretrerà di un passo nella sua battaglia per una società più giusta, inclusiva e consapevole.

