Dopo il Three Lions Pride, gruppo di tifosi LGBTQ della nazionale inglese di calcio che ha annunciato il boicottaggio ai Mondiali che si giocheranno negli USA, in Messico e in Canada, anche i tedeschi del Queer Football Fanclubs hanno ufficialmente sconsigliato ai propri membri di volare negli Stati Uniti di Donald Trump, causa “serie preoccupazioni” sul trattamento delle minoranze.
Germania e Inghilterra, tifosi LGBTQIA+ dicono no al mondiale di Trump
Gianni Infantino, presidente da FIFA, para Donald Trump: “É só para vencedores (taça Copa do Mundo 2026) — e já que você é um vencedor, é claro que pode tocá-lo…”
Trump: “Posso ficar com ela?”
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— LIBERTA DEPRE (@liberta___depre) August 22, 2025
Il QFF ha fatto sua la decisione presa dai colleghi inglesi, che hanno inoltre ricevuto il sostegno di Pride House International, a capo del progetto Pride House United 2026 per la creazione di spazi inclusivi LGBTQ durante i Mondiali di calcio. A sottoscrivere il boicottaggio anche l’Independent Supporters Council North America. Le organizzazioni Football Supporters Europe e Sport & Rights Alliance si sono dichiarate “solidali” con 3LP, mentre la rete antidiscriminazione Fare ha definito “triste e deplorevole” che il gruppo di tifosi LGBTQ più importante al mondo abbia ritenuto talmente difficile la situazione dei diritti LGBTQIA+ negli USA da non poter viaggiare, dichiarando un boicottaggio.
Il Three Lions Pride ha sottolineato come i suoi membri transgender sarebbero “ad alto rischio di violenza e discriminazione” negli Stati Uniti, aggiungendo: “La nostra famiglia lesbica mascolina sarebbe presa di mira dalle leggi anti-trans sui bagni, e la nostra famiglia queer in generale sarebbe bersaglio di abusi“. Anche Jill Ellis, responsabile FIFA, ha recentemente rimarcato l’aumento delle proposte di legge anti-LGBTQ negli Stati Uniti, ammettendo la problematica in vista dell’evento sportivo più seguito al mondo. Il portavoce del Queer Football Fanclubs, Sven Kistner, ha dichiarato a OutSports che il suo gruppo “comprende pienamente e sostiene la decisione del 3LP” di rinunciare al torneo. “Anche noi nutriamo serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza non solo delle persone LGBTQ che viaggiano negli Stati Uniti, ma di tutti i viaggiatori che si recheranno ai Mondiali del 2026. Le condizioni sempre più precarie delle minoranze negli Stati Uniti sotto questa amministrazione non ci lasciano praticamente altra conclusione che sconsigliare ai nostri membri di viaggiare“. Nella rete QFF sono presenti gruppi provenienti da Svizzera e Paesi Bassi. Ben 7 delle nove partite della fase a gironi che vedranno impegnate le nazionali tedesca, svizzera e olandese si disputeranno in città statunitensi.
Anche le nazionali di calcio ipotizzano il boicottaggio al mondiale USA?

Dinanzi a Donald Trump e alle inaudite violenze perpetrate dagli agenti ICE, trasformati in milizia da regime con uccisioni in strada, c’è anche chi ipotizza un clamoroso boicottaggio mondiale delle nazionali di calcio. I danesi, stanchi dei continui attacchi del tycoon alla Groenlandia “da conquistare in ogni modo“, sarebbero al 90% favorevoli ad un eventuale boicottaggio del Mondiale, con lo scottante argomento che ha preso forma anche in Germania, nazionale 4 volte vincitrice dei torneo al pari dell’Italia.
Il vicepresidente della Federcalcio Oke Göttlich, presidente del St.Pauli, si è pubblicamente chiesto se “non sia arrivato il momento di pensare concretamente a qualche azione forte”. “Quali erano le giustificazioni per il boicottaggio dei Giochi Olimpici negli anni ’80?”, ha proseguito Göttlich. “Secondo me, la potenziale minaccia è maggiore ora di quanto non lo fosse allora. Dobbiamo discuterne”.
Parole di fuoco nei confronti di un mondiale che la FIFA ha già trasformato nel Donald Trump Show, con tanto di premio per la pace inventato di sana pianta da Gianni Infantino per compiacere il miliardario presidente. Nel dubbio i tifosi LGBTQIA+ d’Europa si compattano, perché spaventati dalla sicurezza personale nell’America più omobitransfobica degli ultimi decenni, come raccontano i più recenti dati del 2025.
Tifosi LGBTQIA+ d’Europa uniti

3LP e QFF hanno stretti legami con Football Supporters Europe, che rappresenta i tifosi di calcio in tutto il continente. Il portavoce Martin Endemann ha dichiarato: “Sappiamo che molti tifosi LGBTQ sono fortemente preoccupati nel partecipare al torneo di quest’anno e stanno valutando se andarci o meno. I recenti sviluppi politici, così come le reazioni negative contro i diritti LGBTQ e in particolare quelli trans in alcuni stati degli Stati Uniti, hanno dissipato tutta l’attesa che si era creata dopo due Mondiali più che impegnativi, rispettivamente in Russia e Qatar. Questo torneo deve essere sicuro per tutti i tifosi in trasferta che decidono di partecipare e, a tal fine, continueremo a collaborare con altre parti interessate e organi di governo per esprimere queste preoccupazioni“.
Saranno 16 le città ospitanti del Mondiale, di cui 11 negli Stati Uniti. In una di queste, Seattle, si giocherà l’ormai celebre Pride Match tra Iran ed Egitto che i due Paesi vogliono boicottare. In tutte queste sedi statunitensi del torneo, Pride House United 2026 sta lavorando nel creare spazi accoglienti per visitatori e sostenitori LGBTQ da tutto il mondo, dove assistere alle partite e trovare un senso di comunità. Keph Senett, fiduciario di Pride House International, sta contribuendo a supervisionare il progetto e ha rimarcato come il torneo sarà “sminuito” dall’assenza di 3LP. “Comprendiamo perfettamente la decisione del gruppo di boicottare l’evento“, ha dichiarato a Outsports. “Siamo “profondamente preoccupati per i partecipanti, in particolare LGBTQ+ e persone di colore, sia già presenti negli Stati Uniti che in viaggio verso il Paese” a causa della “crescente violenza e delle caotiche politiche” che potrebbero avere ripercussioni sui partner del progetto in alcune località. “Siamo anche preoccupati per il messaggio che queste circostanze stanno inviando alla comunità calcistica internazionale. Queste partite non appartengono alla FIFA e ai suoi partner. Appartengono a gruppi come 3LP, a ciascuna delle comunità orgogliose nelle città ospitanti la nostra Pride House e a tutti coloro che amano questo sport“.
Un portavoce dell’Independent Supporters Council North America ha dichiarato: “Come amici del Three Lions Pride, sosteniamo loro e la decisione che stanno prendendo come organizzazione”.
Piara Powar, direttrice esecutiva di FARE, organismo indipendente per i diritti umani che monitora le partite di calcio attraverso l’impiego di osservatori qualificati contro la discriminazione, ha aggiunto: “Lavoreremo duramente per garantire che la situazione all’interno degli stadi sia il più possibile sicura e a misura di LGBTQ. Monitoriamo la situazione quotidianamente. Dobbiamo riconoscere che molti stati degli Stati Uniti sono stati in prima linea nel garantire i diritti legali alle persone LGBTQ. Ma, data la situazione politica negli Stati Uniti, comprendiamo anche la necessità che le minoranze si proteggano e siano chiare sul loro approccio alla Coppa del Mondo“.
Andrea Florence, direttrice esecutiva della Sport and Rights Alliance, ha dichiarato: “È straziante vedere le speranze dei tifosi LGBTQ di avere finalmente una Coppa del Mondo sicura e positiva infrante alla luce della crescente situazione negli Stati Uniti. Come abbiamo avvertito per mesi, la FIFA deve dare seguito alla sua retorica con i fatti e garantire garanzie vincolanti, affinché “tutti siano benvenuti”, realmente, altrimenti la Coppa del Mondo non sarà mai veramente un torneo per tutti”.
La favorita Francia avrà i suoi tifosi LGBTQIA+
Bleus et Fiers, gruppo ufficiale di tifosi LGBTQ francesi, sta invece ancora pensando di recarsi negli Stati Uniti per seguire la propria fortissima nazionale, in trionfo nel 2018 e arrivata seconda nel 2022 dietro l’Argentina di Messi. I blues giocheranno le partite del Gruppo I a New York/New Jersey, Philadelphia e Boston. Il portavoce Jean-Baptiste Montarnier ha dichiarato a Outsports: “Sono deluso, ma comprendo la loro decisione di non partecipare alla Coppa del Mondo. La Federazione calcistica francese (FFF) ci consente di andare alla Coppa del Mondo con biglietti a 60 dollari. Ho ottenuto circa sei biglietti a partita per la nazionale francese e circa 30 persone della nostra associazione andranno negli Stati Uniti. Come per tutte le precedenti edizioni della Coppa del Mondo, volevamo essere presenti e far sentire la nostra voce.”
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