I tifosi LGBTQIA+ inglesi boicottano il Mondiale di Calcio a causa delle “pericolose” violazioni USA dei diritti umani

Durissimo comunicato contro la FIFA e gli USA di Donald Trump da parte di Three Lions Pride.

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Si avvicina sempre più il mondiale di calcio estivo che svolgerà per la prima volta in tre nazioni, ovvero Canada, Messico e Stati Uniti d’America, dall’11 giugno al 19 luglio, con i tifosi inglesi LGBTQIA+ che hanno annunciato il loro boicottaggio.

Three Lions Pride vs. Gianni Infantino e Donald Trump

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Three Lions Pride, foto FB

Three Lions Pride, gruppo che rappresenta i tifosi queer inglesi, ha puntato il dito contro la “pericolosa violazione dei diritti umani” da parte degli Stati Uniti e le “spaventose decisioni” prese dalla FIFA presieduta da Gianni Infantino, che pochi mesi fa si è inventato un premio per la pace da consegnare a Donald Trump. I Three Lions Pride hanno ricordato come il mondiale di calcio sia da sempre particolarmente atteso, poiché opportunità “per i tifosi queer di godersi un torneo incentrato più sul calcio che sulla loro sicurezza personale“. Tuttavia, “quella speranza, quell’ottimismo, è andato completamente in frantumi“.

Come gruppo che fornisce supporto e comunità a tutta la famiglia LGBT+, la retorica e la pericolosa violazione dei diritti umani negli Stati Uniti hanno causato notevole preoccupazione ai tifosi che in precedenza avevano programmato di partecipare ai Mondiali del 2026. Si teme che la nostra famiglia trans+ sia ad alto rischio di violenza e discriminazione, che la nostra famiglia lesbica mascolina finisca nel mirino delle leggi anti-trans e che la nostra famiglia queer sia bersaglio di abusi. Questo è pericoloso e inaccettabile“.

Three Lions Pride ha aggiunto che diversi fattori hanno contribuito a questa decisione, compreso il dispiegamento dell’ICE in diverse città degli Stati Uniti, che due settimane fa ha portato all’uccisione di Renee Nicole Good, madre queer e cittadina statunitense.

Three Lions Pride, alla luce delle problematiche legate al torneo, non avrà una presenza visibile al Coppa del Mondo maschile 2026″. “Non possiamo garantire la sicurezza dei nostri membri e non possiamo approvare le terribili decisioni prese dalla FIFA in materia di biglietti e sicurezza con la tacita accettazione attraverso la nostra presenza visibile come gruppo. Per tutti i nostri membri, o tifosi queer in generale, che viaggiano o assistono alle partite della Coppa del Mondo, non vi abbandoneremo. Continueremo a fornire consulenza e supporto a distanza, inclusi i contatti chiave in caso di problemi. Ulteriori dettagli saranno inviati ai membri prima del torneo e saranno disponibili ai non membri tramite la nostra e-mail e i social media su richiesta. Questo è un torneo che prometteva molto. Ma a meno di sei mesi dal via promette solo di riempire le tasche corrotte della FIFA, mentre i telespettatori vedranno posti vuoti, con i tifosi fedeli esclusi, creando un rischio reale di numerose violazioni dei diritti umani, discriminazioni basate su disabilità, razza, genere e sessualità. Oggi, e ogni giorno, Gianni Infantino dovrebbe vergognarsi“.

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Three Lions Pride conta circa 350 iscritti, molti dei quali frequentano regolarmente le partite dell’Inghilterra sia in casa che in trasferta.

FIFA sotto attacco

Trump Juventus Transfobia

La FIFA di Gianni Infantino ha assegnato i mondiali di calcio del 2034 all’Arabia Saudita, dove l’omosessualità è ancora oggi illegale e si rischia la vita se condannati, dopo aver già partorito il mondiale del Qatar, con fasce rainbow e bandiere Progress Pride bandite dagli stadi, e ancor prima quello russo. Il mondiale a 3 tra USA, Canada e Messico sarà un enorme spot per Donald Trump, in attesa delle Olimpiadi di Los Angeles, e i suoi ordini esecutivi contro le atlete trans nello sport, con il marchio FIFA a traino gentilmente concesso dal sempre più contestato Infantino.

A fine giugno si terrà invece l’ormai celebre Pride Match di Seattle tra Iran ed Egitto, con la FIFA ancora stranamente silente dinanzi alle proteste ufficiali delle due federazioni, che hanno minacciato di non scendere in campo.  “Certe iniziative sono in diretta contraddizione con i valori culturali, religiosi e sociali delle comunità arabe e islamiche”, ha attaccato Mehdi Taj, numero uno della federcalcio iraniana, mentre la  Federcalcio egiziana ha inviato una lettera alla FIFA in cui “rifiuta categoricamente di svolgere qualsiasi attività legata al sostegno (dell’omosessualità) durante la partita tra la nazionale egiziana e l’Iran“. “Per mantenere lo spirito di unità e pace, è necessario evitare di includere attività che potrebbero provocare sensibilità culturali e religiose tra i tifosi presenti provenienti da entrambi i Paesi, Egitto e Iran, soprattutto perché tali attività sono culturalmente e religiosamente incompatibili con i due Paesi”.

Gli organizzatori del Pride Match, che era stato annunciato mesi prima del sorteggio ufficiale, hanno confermato che la partita dell’Orgoglio si svolgerà regolarmente, a meno che Trump da una parte e la FIFA dall’altra non entrino a gamba tesa spostando il match tra Iran ed Egitto in un’altra città.

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