C’è chi sostiene che l’omofobia in Italia non esista, e chi, come Antonino Spadaccino, ne racconta l’aspetto più doloroso, sottolineando quanto sia ancora profondamente radicata – anche sui social – e quanto sia urgente continuare a parlarne. Il cantante ed ex volto di Amici di Maria De Filippi, ha scelto il palco del Napoli Pride 2025 per rendere noto un episodio di omofobia di cui è stato protagonista. “Mi hanno augurato di prendere una corda e togliermi la vita, perché sono gay”, ha esordito Antonino dal palco del Pride partenopeo. Il video della sua testimonianza è diventato inevitabilmente virale sui social.

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È stato solo uno dei tanti commenti scritti sui social dal classico ‘leone da tastiera’. Eppure il peso di alcune parole può diventare enorme, soprattutto se dietro questo commento si cela una profonda omofobia. Antonino (QUI l’intervista a Gay.it) ha deciso di rompere il silenzio su quanto accaduto nelle passate settimane e a margine della sua esibizione, sul palco del Napoli Pride 2025, si è cimentato in un intervento tanto doloroso quanto necessario.
“Qualche settimana fa sono stato ospite del Pride di Roma, ho postato delle foto di questa giornata meravigliosa”, ha esordito il cantante, prima di svelare al pubblico napoletano di essere stato vittima di omofobia.
“Non mi era mai successo in vita mia. Ho letto uno dei tanti commenti. Questo commento diceva ‘comprati una corda, sai già cosa farci. Perché sei diverso'”, ha proseguito Antonino nel suo racconto, davanti ad un pubblico ammutolito. “E allora io ho pensato, Ok, io ho 42 anni, ho le spalle abbastanza larghe per capire che è un commento, è semplicemente un commento. Un commento in cui mi auguravano di morire. Però immagino un ragazzino qualsiasi che in questo momento vive la tematica del coming out, del sentirsi diverso e magari fa una str*nzata. Magari ci crede, si sente veramente diverso e fa qualcosa che non dovrebbe fare”.
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“Sì, sono diverso. E per fortuna”: la lezione di Antonino
Il cantante, visibilmente provato dalle sue stesse parole, ha lanciato un messaggio potente destinato a tutti i giovani che potrebbero incappare in messaggi omofobi simili: “Sai che c’è? Sì, io sono diverso e per fortuna non somiglio a quella gente di m*erda lì. Per fortuna!”, ha concluso, sollevando un’ondata di applausi dopo il suo toccante intervento.
Antonino, dal palco di una manifestazione sull’orgoglio e la libertà, ha sollevato una riflessione profonda sulla lunga strada ancora da percorrere. Il suo intervento evidenzia il persistere di un linguaggio violento, particolarmente devastante quando mirato contro individui vulnerabili senza gli adeguati strumenti a disposizione per potersi difendere. Perché, in fondo, l’omofobia mira proprio a questo.

Il suo coming out nel 2016
Antonino Spadaccino ha fatto coming out circa dieci anni fa, in occasione dell’uscita dell’album Nottetempo, nel 2016. Dopo la vittoria a Tale e Quale Show, durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo album, non dichiarò apertamente di essere gay, ma diede delle risposte che non lasciarono dubbi. In quella circostanza ammise di essere favorevole alle unioni civili ed aggiunse: “Sì, sono favorevole perché sono innamorato e vorrei sposarmi”.
Nella semplicità e con estrema naturalezza, il cantante pugliese aveva così fatto coming out, parlando apertamente della sua vita sentimentale senza mai usare la sfera privata come strumento di visibilità, ma nemmeno nascondendola.
Come molti altri artisti italiani, Antonino ha scelto di sostenere pubblicamente la comunità LGBTQIA+ dal palco del Pride, in un momento storico in cui la difesa dei diritti civili è più urgente che mai.
