Arcigay ha designato il Comitato della Valle d’Aosta come Capitale della Cultura Arcigay per il 2027. La decisione, annunciata durante il consiglio nazionale della più grande e capillare associazione LGBTIAQ+ italiana riunitosi a Caserta il 9 e 10 novembre 2024, celebra il lavoro di sensibilizzazione e resistenza svolto dal Comitato valdostano dal 2019. Proprio ad Aosta, lo scorso 12 Ottobre, si è svolto l’ultimo Pride italiano del 2024, che ha avuto come tema centrale l’autodeterminazione dei corpi, con l’efficace slogan “Abbracciamo l’unicità“.
Giulio Gasperini, presidente di Arcigay Valle d’Aosta e portavoce del Comitato Aosta Pride, in un’intervista a Gay.it aveva sottolineato la richiesta che “ogni corpo possa vivere nel pieno del godimento della propria libertà e della propria autodeterminazione, senza per questo infrangere o invadere le libertà altrui“.
Lo stesso Gasperini, presidente di Arcigay Valle d’Aosta, ha accolto la nomina designata con entusiasmo:
“Sarà una nuova occasione per contrastare i meccanismi di invisibilizzazione che la comunità Queer valdostana subisce. La Valle d’Aosta è zona di frontiera secondo varie declinazioni, ma noi la intendiamo come uno spazio di apertura radicale e di resistenza, il regno della possibilità e della creatività che corrode il sistema dominante e lo cambia”
È proprio questo il significato vero del “margine” teorizzato dalla scrittrice e attivista bell hooks, scrittrice femminista citata dai valdostani. bell hooks (nome volutamente in minuscolo per volontà della stessa hooks), nata Gloria Jean Watkins a Hopkinsville, Kentucky, nel 1952, è stata una delle voci più influenti sull’intersezionalità, e ha contribuito a diffonderne il valore fuori dai circoli accademici. Cresciuta durante la segregazione razziale, padre inserviente e madre casalinga, sviluppò presto una consapevolezza critica sulle ingiustizie sociali ed etniche. Il suo debutto come saggista avvenne nel 1981 con Ain’t I a Woman. Black Women and Feminism, formidabile analisi sull’impatto di sessismo e razzismo sulle donne nere e sulle loro vite. I suoi scritti, elogi del margine e della disobbedienza collettiva, sono oggi ripubblicati in Italia. Qui cinque scrittrici femministe da (ri)scoprire.

L’occasione di Aosta capitale della cultura Arcigay 2027 offre l’occasione di costruire collaborazioni sul territorio: “L’obiettivo è valorizzare la storia e la memoria della comunità queer locale, coinvolgendo il maggior numero di realtà culturali” spiega Gasperini. Al contempo, la sfida è anche quella di trasformare la condizione di perifericità del territorio valdostano in una piattaforma di innovazione e cambiamento che possa influenzare il dibattito nazionale.
Arcigay ha già pianificato le future Capitali della Cultura: nel 2025 sarà l’Aquila, in onore del bicentenario di Karl Heinrich Ulrichs, pioniere del movimento omosessuale (“il primo coming out della storia”), mentre nel 2026 sarà il turno di Roma, in occasione del 25º anniversario del Comitato cittadino.
Claudio Tosi, responsabile Cultura di Arcigay nazionale, evidenzia l’importanza di recuperare la storia collettiva LGBTQIA+:
“Il recupero della storia collettiva LGBTQIA+ è oggi non solo un’esigenza identitaria del nostro movimento, ma anche un recupero di lotte, elaborazioni e percorsi, che ci hanno portato alla situazione di oggi, utile per affrontare le difficoltà che ancora il nostro Paese ci pone di fronte: le discriminazioni continuano e sarà anche il lavoro culturale a permetterci finalmente di superarle”.
