Arcigay e Polis Aperta, corso di formazione dedicato alle forze di polizia e forze armate italiane

Formare chi lavora per dare il giusto supporto alle vittime e creare una miglior consapevolezza all’interno degli ambienti di lavoro.

Si svolgerà il prossimo sabato 13 ottobre nelle campagne toscane un corso di formazione curato da Arcigay dedicato ai soci di Polis Aperta, associazione Lgbti di appartenenti a forze di polizia e forze armate italiane e sostenitori, per individuare i crimini d’odio e aiutare le vittime durante le terribili fasi iniziali della denuncia.

Una collaborazione, quella tra Arcigay e il personale in divisa, che segna una svolta storica anche in Italia. L’avvicinamento fra forze di polizia e militari e quel popolo rainbow che spesso guarda con diffidenza, se non vera e propria paura, la divisa di un agente, considerato come portatore di una cultura machista e razzista più che come difensore della legalità.

Ma è proprio l’esistenza di un’associazione come Polis Aperta a rimarcare quanto sia ingannevole questa posizione, perché non siamo mondi separati e ostili ma un unico tessuto sociale. Gay, lesbiche, bisex e trans che indossano la divisa ogni giorno e che cercano di fare al meglio il proprio lavoro. Su questo fronte molto è stato fatto all’estero, pochissimo in Italia.

A quasi cinquant’anni dallo Stonewall Inn, quando nel cuore di Manhattan uno sparuto gruppo di attivisti si rivoltò contro le persecuzioni della polizia, consegnando alla storia la nascita del movimento per i diritti lgbti, oggi nei pride di mezza Europa assistiamo a uomini, donne e trans in divisa che sfilano orgogliosamente assieme ai civili. In Italia, invece i muri stentano a cadere: troppe volte chi è vittima dell’omofobia non si presenta nemmeno nei commissariati e nelle caserme per denunciare il reato che sta subendo.

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