Borja Iglesias, ancora insulti omofobi. Tuttə allo stadio con le unghie dipinte. L’iniziativa del Celta Vigo e della Liga

Bellissima iniziativa del Celta Vigo che ha chiamato a raccolta tutti i propri tifosi per dire basta all'odio nei confronti dell'attaccante spagnolo, da anni bersaglio dell'omofobia solo e soltanto perché ha le unghie colorate.

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È successo di nuovo. Sono anni che Borja Iglesias, 33enne attaccante del Celta Vigo, viene travolto da insulti omofobi solo e soltanto perché si dipinge le unghie. È dal 2020 che gli scrivono “fr*cio” tra i commenti social e gli urlano di tutto dagli spalti degli stadi, con l’ultimo episodio che ha costretto anche la Liga, ovvero la Serie A del calcio spagnolo, ad intervenire.

Insulti omofobi a Borja Iglesias

La scorsa settimana il Celta Vigo di Iglesia ha vinto per 1-0 allo stadio Sánchez Pizjuán del Siviglia, con i tifosi di casa che se la sono presa proprio con Borja, in grado di segnare ben 7 goal in 17 partite in questa stagione. In un video presto diventato virale sui social si vede Iglesias andare incontro ad un amico per regalargli la maglietta, a fine partita, con fischi e urla oscene in sottofondo. Gli gridano ““spero che tu muoia, fr*cio di mer*a.” “Svergognato, vai a casa. Dipingiti le unghie, fr*cio!” “. Tra i commenti al video spicca proprio quello di Iglesias, che ha scritto  “Che strano, questo non succede mai nel calcio“. Ad intervenire anche il suo club, il Celta Vigo, che ha aggiunto: “Il rispetto non è negoziabile. L’odio non ha posto nel calcio. Orgogliosi di Borja, dentro e fuori dal campo“.

Poche ore dopo anche la Liga spagnola ha preso di petto l’argomento, ricordando a tutti  che “nel nostro calcio non c’è posto per l’omofobia. Denunciamo qualsiasi tipo di odio“, con hashtag #LALIGAVSHOMOFOBIA. Per Iglesias, come detto, è un triste ripetersi.  Lo scorso aprile, dopo la sconfitta del suo Celta per 4-3 contro il Barcellona, l’attaccante, che segnò addirittura una tripletta, denunciò pubblicamente i messaggi omofobi ricevuti, scrivendo: “Continuiamo a vivere in una società in cui il rispetto per gli altri è ancora un concetto lontano. Non sorprende che ci siano insulti razzisti e omofobi sui campi da calcio“.

L’iniziativa del Celta Vigo, unghie smaltate per tuttə

Per dire basta a questa piaga, la società del Celta Vigo ha deciso di dedicare la partita di ieri sera contro il Rayo Vallecano (vinta per 3-0) alla lotta contro l’omofobia. La presidente del club, Marián Mouriño Terrazo, si è pittata le unghie facendoci disegnare sopra il musetto di un panda, in omaggio al soprannome calcistico di Borja Iglesias, chiedendo inoltre a tutti i tifosi di presentarsi allo stadio con le unghie dipinte. E così è stato.

Su X sono piovute decine e decine di foto con i tifosi del Celta sorridenti sugli spalti e/o a casa con le unghie colorate, così come a dipingersele sono stati alcuni compagni di squadra di Borja, i telecronisti del match e tutti i dirigenti del club. Anche i ragazzi della primavera del Celta sono scesi in campo con la maglietta di Iglesias, emozionato via social per l’iniziativa che ha preso forma in un weekend di puro amore nei suoi confronti, per promuovere una mascolinità che sappia finalmente rompere gli stereotipi.

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Abbiamo pensato che fosse una buona idea farlo per sensibilizzare la società. Non capiamo perché insultino un giocatore per essersi dipinto le unghie. Dobbiamo vivere in una società libera e rispettarci a vicenda“, ha precisato a ElPais Belermo Dios, presidente di un club di tifosi del Celta.

Pensiamo che sia orribile quello che Borja deve sopportare, ma il nostro sostegno è ancor più per le persone che subiscono questi insulti, che per Iglesias. Vogliamo che chi soffre veda come ridiamo degli odiatori“, ha aggiunto Miguel Varja, presidente del club di tifosi di Santiago de Compostela. “Viviamo in un paese di stupidi ignoranti. Non ha senso insultarlo. È solo meschino”. “Sono sicuro che ci siano calciatori gay, e se facessero coming out, verrebbero attaccati da ogni parte… Non è giusto”.


“Non mi interessa l’odio che mi viene rivolto, ma se qualcuno soffre perché non ha spazio, perché si sente giudicato o viene trattato male… Accidenti, è un problema serio. Normalmente, chiunque tu sia, tutti ti rispetterebbero, ma a volte non succede”,
precisò “El Panda” Borja Iglesias in un’intervista a EL PAÍS.

Due anni fa protagonista di una campagna contro l’omofobia, Borja, eterosessuale e felicemente fidanzato con Maria Valerio, viene insultato per il suo modo di vestire lontano dagli stereotipi e per il suo atteggiamento estetico, la sua sensibilità e il suo impegno sociale, che vanno oltre la tradizionale mascolinità. Da tempo Iglesias continua a ricevere insulti dai più beceri tifosi di Spagna, ribadendo la tossicità di uno sport che ancora non riesce ad essere realmente inclusivo, tanto dal non avere calciatori in attività dichiaratamente gay nei principali campionati di Calcio al mondo.

Il Calcio è tossico se sei gay, nello sport ci sono montagne di omofobia da scalare”, ha recentemente denunciato Josh Cavallo, calciatore australiano dichiaratamente gay dal 2021 e ora finito a giocare nella settima serie inglese, con Jakub Jankto, primo e unico calciatore dichiaratamente gay a calcare i campi della Serie A, ritiratosi lo scorso giugno a neanche 30 anni, mentre calciatori semplicemente ‘stravaganti’ nei look come Federico BernardeschiAitor Ruibal vengono insultati sia in Italia che in Spagna. Ma la piaga dell’omofobia nel calcio coinvolge tutti i principali campionati d’Europa, dalla ricchissima Premier League inglese alla Ligue 1 francese passando per la Bundesliga tedesca, con i club professionisti chiamati a mobilitare i tifosi per bene, come accaduto in casa del Celta Vigo, per porre un freno definitivo all’odio.

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