Trumpiana di ferro, Caitlyn Jenner scrive al presidente USA perché con la modifica di genere sul passaporto “non posso più viaggiare”

La sfacciata e imbarazzante ipocrisia di una milionaria donna trans dichiaratamente repubblicana e orgogliosamente trumpiana che ha sempre difeso qualsiasi oscenità ideata dal presidente USA, fino a quando non è stata direttamente colpita.

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Trumpiana di ferro, Caitlyn Jenner scrive al presidente USA perché con la modifica di genere sul passaporto "non posso più viaggiare" - Caitlyn Jenner 2 - Gay.it
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Da sempre fiera sostenitrice di Donald Trump e delle sue politiche violentemente transfobiche, Caitlyn Jenner, 76enne dal 2015 pubblicamente donna trans, ha dichiarato a Tomi Lahren di Fox News di aver scritto personalmente al tycoon per lamentarsi di una nuova legge che la colpisce direttamente. Il famoso ordine esecutivo con cui Trump ha imposto di indicare sui passaporti esclusivamente il sesso assegnato alla nascita, cancellando la possibilità di autodeterminazione introdotta sotto Biden.

Avallata anche dalla Corte Suprema a maggioranza conservatrice, la decisione trumpiana ha avuto conseguenze immediate, con tutti i passaporti delle persone trans d’America modificati, controlli più invasivi, rischi di sicurezza e difficoltà nei viaggi internazionali, dove la non congruenza tra identità di genere e documento può indurre a discriminazioni e trattamenti ostili.

Ed è proprio di questo che si è lamentata Caitlyn Jenner, ex oro olimpico sostenitrice del divieto alle atlete trans. Anche il passaporto di  Jenner è infatti andato incontro a modifiche, con il suo genere indicato cambiato da femminile a maschile. Toccata in prima persona, Caitlyn si è magicamente espressa.

“Di recente ho dovuto rinnovare il mio passaporto. L’ho rispedito indietro e mi è stato restituito con il genere indicato ‘M'”. “Quindi ora mi trovo in una situazione in cui… Cosa devo fare? È una questione di sicurezza. Non posso più viaggiare all’estero. Non posso usare il mio passaporto”.

Jenner ha dichiarato di aver provato a contestare la modifica segnalandola come errore, ma la sua richiesta è stata respinta. Così ha scritto una lettera al presidente.

“Ero a Mar-a-Lago due mesi fa e gli ho scritto una lettera, spiegandogli tutto, come la situazione stesse influenzando me e molte altre persone. Purtroppo, lui non era lì quel fine settimana. “Non ho più avuto sue notizie. È piuttosto impegnato in questo periodo. Il mio genere non è un punto di riferimento per la questione, ok? Quindi lo capisco e non lo biasimo affatto. Voglio bene a quest’uomo e apprezzo quello che sta facendo.  Non so cosa succederà, perché non credo che questa cosa sia stata pensata a fondo, non so cosa significhi. Non funzionerà. E non so ancora quale sia la soluzione. E purtroppo non ho avuto modo di parlarne con il presidente. Ma è un problema serio”.

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Per più di un anno Caitlyn Jenner non ha battuto ciglio, dinanzi ad un ordine esecutivo che aveva scatenato le associazioni LGBTQIA+, fino a quando non è stata direttamente coinvolta. L’ipocrisia di una milionaria  donna trans dichiaratamente repubblicana e orgogliosamente trumpiana che difende qualsiasi oscenità ideata dal “suo” presidente fino a quando non viene colpita direttamente, limitandone la libertà.

Ma pur di non puntare il dito contro il tycoon,  Jenner se l’è incredibilmente presa con la sinistra: “Negli ultimi 30 anni ci siamo spostati troppo a sinistra su questo tema”, ha precisato Caitlyn, riferendosi alla visibilità delle persone transgender. “Ora, purtroppo, non credo di aver contribuito in alcun modo. Quando ho fatto coming out nel 2015 ho portato alla ribalta questa questione, ma con le migliori intenzioni. Pensavo: ‘Questo è un gruppo di persone molto emarginato’, mi occupo di questo problema fin da quando ero piccola e forse posso fare la differenza. Ma purtroppo, la sinistra si è appropriata della mia causa.” 

Nella stessa intervista a Tomi Lahren, Caitlyn si è auto-definita “un’ipocrita” per aver accettato il titolo di «Donna dell’anno 2015» di Glamour, perché “biologicamente sono una donna, ma geneticamente sono ancora XY“, ribadendo così il suo rifiuto totale alle atlete trans nello sport.

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