Nessun passo indietro, alla vigilia del ballottaggio che lo vedrà correre per la poltrona di sindaco di Torre Annunziata. Carmine Alfano, primario della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica all’Università di Salerno, che si trova all’interno dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, è finito nella bufera per degli audio registrati dai suoi specializzandi, stanchi di subire insulti e minacce dal diretto interessato. Frasi choc, quelle espresse da Alfano, a dir poco ossessionato dalla comunità gay, tanto da voler risolvere il “problema” spedendoci tutti nel “forno crematorio a Cava di Tirreni“.
In un Paese normale parole come quelle espresse da Alfano avrebbero scatenato indignazione bipartisan, ma l’Italia del governo Meloni è tutt’altro che un Paese normale. Dal centrodestra che lo appoggia non sono arrivate dichiarazioni di alcun tipo. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva non hanno preso le distanze dal candidato sindaco, che ha parlato di “macchina del fango“. Secondo Alfano quello da lui detto, e in più occasioni, ripetutamente, sarebbe stata semplice “goliardia“. In un video pubblicato su Instagram, Alfano ha precisato.
“Rispetto e riconosco ogni forma di libertà. Condanno e respingo ogni forma di discriminazione per ragioni di orientamento sessuale. Non ho mai espresso giudizi nè valutato il modo di essere di una persona sulla base del suo orientamento sessuale. Le frasi riportate dall’Espresso le ho dette in un contesto di estrema goliardia e hanno un significato sarcastico, paradossale, clamorosamente inverosimile, senza l’intenzione di offendere nessuno”. “L’intento di chi le ha diffuse a soli 5 giorni dalle urne ha un evidente e spregevole intento di mettere in ombra la mia persona“.
Eppure l’Espresso ha pubblicato anche gli audio, prima solo trascritti, a voler dimostrare quanto denunciato. “In America vanno di moda i ricch*on*i. Qui esistono gli uomini e le donne, i binari non esistono. Tutti quanti là dentro, nel forno crematorio a Cava di Tirreni e abbiamo risolto il problema”, dice Alfano, per poi aggiungere. “Quello è ricch*on*, quell’altro è ricch*on*, sono tutti quanti ricch*on* pure in televisione e vogliono tutti quanti posti importanti”. Al cospetto di un camice bianco del secondo anno di Urologia che ambiva a passare a Chirurgia Plastica, Alfano ha commentato: “Ma è gay!. E se è ricchione, urologia va bene. Qui ci manca una categoria, se mi posso permettere, dopo che è entrato pure questo, ci mancano le mignotte, poi “tenimm a tutti quanti””.
Semplice “goliardia”, per il candidato sindaco di centrodestra di Torre Annunziata. Intanto l’università di Salerno ha nominato una commissione sulle frasi choc del primario.
“Apprendiamo con sgomento che esistano ancora persone che assumano atteggiamenti e comportamenti di tale nefandezza“, ha replicato Francesco Napoli, Commissario Arcigay Salerno. “In special modo all’interno del servizio sanitario nazionale e nei confronti di persone in formazione. Frasi omofobe che delegittimano l’Azienda Ospedaliera, dove più volte abbiamo denunciato casi di discriminazione senza avere alcun riscontro o provvedimento, e la stessa professione medica. Se dovessero essere accertare le vicende che emergono dalle registrazioni riportare dal settimanale immaginiamo che per dignità l’azienda Ospedaliera e l’ordine dei Medici debbano intervenire tempestivamente. Oltre alle frasi omofobe e violente, il comportamento del primario, per come riportato, appare vessatorio e prevaricante il che ci induce ancora di piu a pensare che debbano essere accertate le eventuali responsabilità e presi provvedimenti a tutela del benessere psicologico delle persone specializzande. Il dato che emerge, amaro, ancora una volta è la pervasività di una omofobia strisciante, che pervade ogni ambito delle relazioni e di fronte alla quale il silenzio continua ad essere un muro invalicabile – prosegue Napoli. Abbiamo bisogno che le persone vittime inizino a denunciare, solo in questo modo le istituzioni potrebbero svegliati dal torpore. Attendiamo la direzione generale del Ruggi, attendiamo il Sindaco e le istituzioni. Vediamo se qualcuno, almeno questa volta, sentirà il dovere di battere un colpo“.
